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Italia. Economia e immigrazione: il Pil prodotto dagli stranieri sfiora il 9% del totale

Il Rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione, presentato dalla Fondazione Leone Moressa in collaborazione con la Cgia di Mestre, dichiara che il Pil prodotto dai lavoratori stranieri in Italia è pari all’8,6% del totale.
Un contributo da 125 miliardi di euro, quello dato dagli immigrati all’economia italiana; i 2,3 milioni di occupati extracomunitari producono 10,3 miliardi di euro di contributi con i quali, ogni anno, viene pagata la pensione a 620mila cittadini. E la quota è destinata ad aumentare: nel 2015 gli stranieri in Italia sono 5 milioni, l’8,2 della popolazione. In dieci anni la percentuale è aumentata di 4,4 punti; si prevede che arrivino nel 2025 a 8,2 milioni di persone nate al di fuori del nostro Paese, più del 13% della cittadinanza.
IMMIGRATI E IMPRESA. Crescono gli imprenditori stranieri (+21,3%, contro un calo di quelli italiani del 6,9%); le imprese guidate da immigrati sono 524mila, con una produzione di valore annua di 94,8 miliardi. Le ricchezze guadagnate dagli stranieri in Italia vengono spesso impiegate per contribuire allo sviluppo del Paese d’origine: i fondi inviati all’estero dai lavoratori immigrati superano i 4,9 miliardi di euro (contro i 3 che il nostro Paese spende in sussidi allo sviluppo).
UN CONTRIBUTO IMPRESCINDIBILE. I dati parlano chiaro: se l’accoglienza ha per gli italiani un costo pari a 12,6 miliardi di euro, i frutti li superano in maniera considerevole, dato che i lavoratori stranieri producono ben 16,5 miliardi di benefici, facendo guadagnare allo Stato 3,9 miliardi di euro. Un lato dell’immigrazione, questo, che è spesso nascosto dall’attualità degli sbarchi e dalle polemiche politiche: un lato che è fatto di lavoratori integrati, del cui contributo la crescita del nostro Paese non può più prescindere.

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