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Italia. Ecobonus rinnovato: rilancio o “polpetta avvelenata”?

Via libera del Consiglio dei ministri alla proroga dei bonus fiscali per le ristrutturazioni e il risparmio energetico. Secondo il decreto legge, il bonus per l’efficienza energetica è prorogato dalla fine di giugno al 31 dicembre 2013 e sale dal 55 al 65%; il testo originario prevedeva l’aumento al 75%, ma è stato ridotto su pressione del ministero dell’Economia. L’ecobonus al 65% si estende sia ai privati cittadini che ai condomini. La percentuale degli sgravi sulle ristrutturazioni è confermata al 50%. L’ecobonus per l’efficienza energetica varrà fino al 31 dicembre 2014 per i condomini se gli interventi saranno “importanti”, ovvero se implicheranno la riqualificazione di “almeno il 25% della superficie dell’involucro” del palazzo. Il decreto, inoltre, contiene l’estensione dell’agevolazione fiscale sulle ristrutturazioni per la riqualificazione antisismica nelle aree a rischio. La proroga concessa oggi all’ecobonus è “un’ultima conferma, e non ne sono previste successive, stabilita per dare la possibilità a quanti non lo avessero già fatto di migliorare l’efficienza energetica del proprio edificio”, si legge nel comunicato diffuso da palazzo Chigi. L’ecobonus sarà pagato dall’aumento dell’iva sui gadget legati ai prodotti editoriali e sulle bevande e prodotti alimentari dei distributori automatici. La proroga dei bonus sulla casa è stata fatta “senza creare ulteriore debito, ma muovendoci nella direzione della razionalizzazione e semplificazione” all’interno del bilancio, ha detto il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni, illustrando i contenuti del decreto in conferenza stampa a palazzo Chigi. “E’ un provvedimento – ha spiegato – non irrilevante in termini di costo per l’Erario perché copre un decennio: è un costo di 200 milioni l’anno per 10 anni e in Cdm abbiamo provveduto a coprirlo in particolare con interventi di razionalizzazione delle aliquote dell’Iva che sono più basse rispetto alla norma. Questa è già una raccomandazione che ci viene da parte della Ue”. Al termine della riunione del Cdm, durata circa due ore, il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, ha specificato che “il bonus energetico è stato esteso al 65%, ma la sua durata si sdoppia: proroga di un anno per i condomini, di 6 mesi per i privati cittadini. Confermato anche il bonus per ristrutturazione edilizia al 50%, che comprende anche gli interventi di adeguamento antisismico. Ci sarà un’agevolazione anche per i mobili, ma per quelli “fissi, compresi nella muratura, e non letti, comodini e altro”, ad esempio quelli parte di cucine.  La differente durata della proroga del bonus per l’efficientamento energetico degli edifici è legato alla possibilità di accedere ai finanziamenti del fondo Kyoto gestito da cassa depositi e prestiti, un fondo rotativo per il finanziamento delle misure di riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra, finalizzate all’attuazione del protocollo. Ai finanziamenti agevolati è applicato un tasso di interesse dello 0,50%, a cui occorre aggiungere le commissioni applicate dalla banche convenzionata. Lo scopo della differente durata dell’ecobonus decisa oggi è legata proprio alla durata del fondo. Inoltre, si fa notare, gli interventi medi che può realizzare un condominio sono di rilevanza e durata superiore a quelli che possano riguardare un singolo appartamento. Vengono fissati i requisiti minimi di prestazione energetica, da applicarsi agli edifici nuovi e a quelli sottoposti a ristrutturazioni importanti, e sono riveduti ogni 5 anni. Nasce la definizione di “edifici a energia quasi zero” e viene redatta una strategia per il loro incremento tramite l’attuazione di un Piano nazionale che comprenda l’indicazione del modo in cui si applica tale definizione, gli obiettivi intermedi di miglioramento della prestazione energetica degli edifici di nuova costruzione entro il 2015, informazioni sulle politiche e sulle misure finanziarie o di altro tipo adottate per promuovere il miglioramento della prestazione energetica degli edifici. Entro il 31 dicembre 2020 tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere a “energia quasi zero”. Gli edifici di nuova costruzione occupati dalle Amministrazioni pubbliche e di proprietà di queste ultime dovranno rispettare gli stessi criteri a partire dal 31 dicembre 2018. Viene, infine, previsto un sistema di certificazione della prestazione energetica degli edifici che comprenda informazioni sul consumo energetico, nonché raccomandazioni per il miglioramento in funzione dei costi. La redazione dell’attestato è obbligatoria in caso di costruzione, vendita o locazione di un edificio o di un’unità immobiliare, e per gli edifici occupati dalla Pubblica Amministrazione. L’ecobonus varrà dal prossimo primo luglio (data di scadenza delle precedenti detrazioni) al 31 dicembre ma, se i lavori di ristrutturazione saranno “importanti” e riguarderanno l’intero edificio, sarà prorogato fino al 31 dicembre 2014. “Per le spese documentate sostenute a partire dal 1 luglio 2013 fino al 31 dicembre 2013 o fino al 31 dicembre 2014 (per le ristrutturazioni importanti dell’intero edificio), – si legge nel comunicato di palazzo Chigi – spetterà la detrazione dell’imposta lorda per una quota pari al 65% degli importi rimasti a carico del contribuente, ripartita in 10 quote annuali di pari importo”. La detrazione fiscale del 50% sarà valida sugli acquisti di mobili fino a 10mila euro.  “Grande soddisfazione” per il varo del decreto è stata espressa dal ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando. Questo decreto, ha aggiunto il ministro, è “importante per le imprese perché aumenta il livello qualitativo dell’intero settore” e rappresenta anche un rilancio “rispetto alla direttiva Ue sulla riduzione dei livelli di CO2”. “In questo momento la priorità è far ripartire le imprese stimolando gli acquisti e in questo senso il decreto in discussione oggi in consiglio dei ministri sull’ecobonus per le ristrutturazioni edilizie può costituire una grande occasione per le piccole e medie imprese e per la salvaguardia dei posti di lavoro che esse forniscono”, ha dichiarato la senatrice del Pd Camilla Fabbri, componente della commissione Industria di Palazzo Madama. “Mi riferisco – ha spiegato la parlamentare democratica in una nota – alla possibilità di allargare le agevolazioni fiscali anche alle spese per l’acquisto di mobili destinati all’arredo delle case oggetto di ristrutturazione edilizia. Si tratterebbe di un concreto tentativo di rilanciare un settore della nostra economia che costituisce un patrimonio di eccellenza del nostro Paese”. Di diverso parere Antonio Cianciullo (autore di Ecomafia” e “Far soldi con l’ambiente”), che sul suo blog parla di “polpetta avvelenata” e scrive: “La lezione degli incentivi alle rinnovabili non sembra essere servita. Mettere sul piano molti soldi, per minacciare di ritirarli il giorno dopo e continuare poi a tagliarli in maniera caotica è esattamente l’opposto di quello di cui hanno bisogno le industrie. Non bisogna essere un mago dell’economia per capire che un’impresa per investire ha bisogno di ragionevoli previsioni di mercato. Gli sgravi fiscali al 55% per le ristrutturazioni ecologiche delle case hanno convinto 1,4 milioni di famiglie e mosso 18 miliardi di euro creando 50 mila posti di lavoro, come nota il presidente della commissione Ambiente della Camera Ermete Realacci. Portarli al 65% con l’idea di bloccarli a dicembre è una polpetta avvelenata. Va bene nella logica mordi e fuggi, fai un buon bottino di interventi per qualche mese e sparisci. Ma se l’obiettivo è far rinascere il mercato dell’edilizia grazie alla cura green allora la misura è sbagliata”. “La precarietà non fa bene al paese”, osserva il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza. “Per questo rimaniamo perplessi sulla durata limitata della proroga, valida solo fino al 31 dicembre 2013 per i privati cittadini, mentre per i condomini è valida per un anno. Bisogna pensare a misure di media e lunga durata che permettano una rigenerazione del patrimonio edilizio, che si è ormai troppo invecchiato, anche a vantaggio  della riqualificazione dell’industria edile italiana, di cui l’Italia ha fortemente bisogno in questa fase di grave crisi economica”. Deciso apprezzamento è venuto da parte di Anie Confindustria, la Federazione delle imprese elettriche ed elettroniche, all’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri della proroga del bonus fiscale per le ristrutturazioni del 50% e dell’eco-bonus sull’efficienza energetica. ‘Una boccata d’ossigeno per le nostre imprese’, sostiene il Presidente di Anie Confindustria, Claudio Andrea Gemme. ‘Diversi i settori presenti nella nostra Federazione, dall’impiantistica elettrica in generale (impianto elettrico, cablaggio) a quella specialistica (impianti di illuminazione, di sicurezza, di automazione integrata, impianti fotovoltaici) che ci aspettiamo risentiranno positivamente della proroga sulla detrazione per le ristrutturazioni’. ‘Ma le misure approvate oggi devono necessariamente essere un primo e non unico passo – continua Gemme – per far crescere la nostra economia, stimolare gli investimenti, riattivare la domanda interna. Importante il segnale sull’eco-bonus, innalzato al 65%, che risponde anche alla richiesta di maggiore attenzione, piu’ volte segnalata da ANIE, sul tema dell’efficienza energetica. E’ pur vero, purtroppo, che sono ancora molte, forse troppe, le tecnologie determinanti per ottimizzare concretamente le prestazioni energetiche degli edifici e attualmente non previste dalla detrazione del 65%’.

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