Ultime Notizie
HomeTutte le agenzieItalia e EuropaItalia: ecco perchè il prezzo dell’oro è sceso del 15%

Italia: ecco perchè il prezzo dell’oro è sceso del 15%

E’ il bene rifugio per eccellenza, ma nonostante la crisi dei debiti sovrani in Europa e il rallentamento dell’economia mondiale ha perso circa il 15% dal picco delle quotazioni, quello toccato quasi un anno fa a oltre 1900 dollari l’oncia. Mentre altri cosiddetti “porti sicuri”, come i titoli di Stato tedeschi, francesi e persino (per quanto incredibile) belgi, sono così richiesti dagli investitori da aver generato rendimenti negativi.

Un paradosso? Solo apparentemente. Il prezzo dell’oro cala perché sta scendendo la richiesta: secondo i dati diffusi la settimana scorsa dal World Gold Council la domanda globale nel secondo trimestre 2012 è crollata del 7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un dato che nasconde una realtà a due facce: da una parte gli acquisti delle Banche centrali sono più che raddoppiati (da 66,2 a 157,5 tonnellate, con in primo piano gli istituti di Russia, Kazakhstan, Turchia e Ucraina che hanno incrementato le loro riserve aurifere), dall’altro la domanda è crollata in India (-38,4% a 181,3 tonnellate) e Cina (-7,47% a 144,9 tonnellate), che assieme rappresentano il 45% del mercato mondiale del metallo giallo. E’ proprio la richiesta d’oro dei due Paesi ad aver dato benzina alle quotazioni, che alla fine degli anni Novanta viaggiavano sui 300 dollari l’oncia, cioè a un sesto dei picchi di un anno fa e a un quinto di oggi.

Oro, in frenata (-7%) i consumi mondiali. Male India e Cina
Come spiegare la frenata della domanda cinese? Con il rallentamento economico, ma non solo. Come nota il Wall Street Journal, fino a ieri la nuova middle class cinese aveva poca scelta in fatto di investimenti: la Borsa era molto volatile e gli immobili costosi. Restava solo l’oro. Oggi il prezzo delle case è alla portata dei ceti emergenti e quello azionario si è stabilizzato. E la richiesta d’oro è di conseguenza diminuita.

Il managing director del World Gold Council, Marcus Grubb, non è però pessimista sulle prospettive del metallo giallo da qui a fine anno. In autunno molte cose potrebbero ridare fiato alle quotazioni, dal nuovo probabile quantitive easing della Federal Reserve americana a una ripresa della potente domanda indiana. Per non parlare degli incerti sviluppi della crisi europea, mina vagante degli scenari macroeconomici anche per l’oro.
Da il sole 24ore

Print Friendly, PDF & Email