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Italia, Draghi a fine mandato, “momento drammatico”

 

Mario Draghi ha esortato all’attuazione delle riforme per rilanciare la crescita nell’ultimo discorso da governatore della Banca d’Italia. Confidando: “Termino il mandato in una situazione confusa e drammatica

sul piano nazionale e internazionale, sul fronte politico ed economico”.
Le sue parole, nel tradizionale appuntamento della ‘Giornata mondiale del risparmio’, arrivano mentre si attende il summit decisivo di stasera a Bruxelles, dove la Ue chiede all’Italia “un pacchetto di misure chiaro” sigillato in un calendario ben preciso.
Per Draghi, il “rilancio duraturo della crescita sostenibile passa soprattutto per le riforme strutturali da tempo invocate, in larga parte condivise ma tuttora inattuate”.
Secondo il futuro presidente della Bce, e’ necessario “elevare la concorrenza nei mercati e nei prodotti, in particolare nei servizi; costruire un contesto amministrativo e regolatorio piu’ favorevole alle attivita’ d’impresa; sospingere l’accumulazione di capitale fisico e umano; innalzare i livelli di partecipazione al mercato del lavoro”. L’Italia che pure “non aveva nulla da rimproverarsi” sull’innesco della crisi, ne e’ stata “travolta per le sue debolezze strutturali, al punto da trovarsi essa stessa ragione della crisi generale”. “La composizione del prelievo fiscale puo’ essere modificata, trasferendone il peso – ha spiegato – dalle imposte e dai contributi che gravano sul lavoro e sull’attivita’ produttiva all’imposizione sulla proprieta’ e sul consumo”.
Intanto a Bruxelles l’Unione Europea si aspetta dall’Italia stasera, ha sottolineato il portavoce della Commissione Olivier Bailly, “una chiara lista e il timing”. Nell’imminenza del summit ha fatto risentire la sua voce il cancelliere tedesco: l’Unione deve essere pronta a rivedere i trattati comunitari e dovra’ essere possibile, auspica Angela Merkel, portare dinanzi alla Corte Ue quei paesi che non rispettano gli obiettivi di deficit. La debolezza dell’Unione monetaria europea, ha aggiunto intervenendo al Bundestag, “va risolta ora o, io dico, mai piu'”.

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