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Italia: dopo S&P, perquisita anche Fitch

I militari della Guardia di Finanza di Bari, per ordine della procura della Repubblica di Trani, stanno compiendo accertamenti e verifiche nella sede di Milano della società di rating Fitch. Ad accompagnarli c’è anche Michele Ruggiero, il pm titolare dell’inchiesta sulle presunte manipolazioni del mercato da parte delle agenzia di rating che, al termine della perquisizione ha fatto ritorno nella sede di Standard & Poor’s. La società di rating Fitch è indagata per ‘market abuse’. Secondo l’ipotesi accusatoria, Fitch ha violato le regole rivelando a più riprese l’imminente declassamento del rating dell’Italia e, con questi annunci, ha abusato di informazioni privilegiate. Gli annunci “sono fuori dalle regole”, sottolinea una fonte inquirente tranese.

Di recente il responsabile delle relazioni esterne di Fitch, Alessandro Settepani, a margine di un’audizione presso la commissione Finanze della Camera, aveva dichiarato che ci sono “buone possibilita” che Fitch declassi l’Italia. Per Fitch, l’Italia è in “rating watch negative” e “la posizione non è ancora cambiata”. L’agenzia dovrà “decidere entro la fine di gennaio”. Il rating watch negative è stata una decisione “presa circa un mese fa”.

La scorsa settimana, in un programma televisivo, David Tiley analista capo del rating sul debito sovrano dell’agenzia rispondendo a una domanda se anche Fitch declasserà l’Italia ha risposto “temo di sì. Dopo il vertice dell’Ue a dicembre abbiamo pensato che non era stato fatto abbastanza per affrontare la crisi europea. Noi siamo convinti che l’Italia, così come altri paesi, tipo la Spagna, siano ad elevato rischio finanziario. Stiamo rivedendo il rating, c’è il timore di un declassamento più avanti nel corso del mese”.

La procura della Repubblica di Trani da tempo ha in corso un’inchiesta 3nei riguardi di Standard & Poor’s e Moody’s accusate di aver manipolato il mercato con “giudizi falsi, infondati o comunque imprudenti” sul sistema economico-finanziario e bancario italiano. Gli inquirenti hanno esteso gli accertamenti al recente downgrade di due gradini del debito sovrano dell’Italia deciso da S&p venerdì scorso. Nell’inchiesta vi sono già sei indagati: tre analisti “con funzioni apicali” di S&P (Eilen Zhang, Frank Gill e Moritz Kraemer), uno di Moody’s e i responsabili legali per l’Italia delle due agenzie.

E oggi S&P ha divulgato una nota 4in cui sostiene di non aver divulgato “alcuna delle proprie recenti decisioni di rating sul debito sovrano dei paesi europei prima della pubblicazione ufficiale del 13 gennaio. S&P è soggetta alla disciplina dell’Unione Europea, ai sensi della quale  l’azione di rating deve essere notificata agli emittenti con un preavviso di 12 ore .  Durante le 12 ore  vige un obbligo di assoluta riservatezza, a cui noi ci atteniamo  in maniera molto rigorosa”.

E ha aggiunto: “Ugualmente è priva di fondamento l’affermazione che alcune delle informazioni fornite da S&P a supporto delle proprie decisioni sul rating siano inesatte, così come prive di fondamento sono le osservazioni che gli azionisti della società che controlla S&P abbiano accesso a dati, opinioni o analisi sul rating non ancora resi pubblici”. Per l’agenzia Usa,  S&P non “avrebbe un disegno politico o economico sull’Italia o sull’Eurozona”.
Fonte: repubblica

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