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Italia. Decreto Fallimenti, sì della Camera: si avvicina la mini-riforma delle crisi d’impresa

Ieri il voto di fiducia n. 41 (senza sorprese: 355 voti favorevoli), oggi il via libera definitivo: l’Aula della Camera ha detto sì in prima lettura al decreto legge 83/2015 in materia di fallimenti che contiene anche norme sulla giustizia civile e misure per garantire la funzionalità dell’Ilva e in generale degli impianti industriali. Il testo, approvato con 263 sì, 112 no e 12 astenuti, ora passa al Senato. Tra i voti favorevoli anche quelli di Forza Italia.

Tra le novità mini-riforma delle crisi d’impresa
Tra i cardini del decreto, le norme per l’accesso al credito facilitato per permettere il risanamento delle imprese in crisi, le misure per migliorare la concorrenza nel concordato preventivo e i nuovi parametri per gli accordi per la ristrutturazione del debito, che potranno essere sottoscritti se vi aderisce il 75% dei creditori finanziari (banche e altri intermediari) che rappresentano almeno la metà dell’indebitamento. Il provvedimento dispone anche lo stop alla soppressione di sezioni distaccate dei Tar e il taglio delle ferie (30 giorni come i giudici ordinari) esteso anche ai magistrati amministrativi.

Creditori più garantiti
Alle piccole e medie imprese sono indirizzate due delle modifiche più incisive della Legge fallimentare: la previsione di una percentuale di soddisfazione minima, il 20 per cento, dei creditori chirografari nei piani di concordato preventivo liquidatori, e poi la cancellazione del silenzio assenso nel calcolo delle maggioranze utili a fare passare i piani di concordato. Cambiamenti in grado di riequilibrare una legislazione sulle crisi d’impresa assai sbilanciata negli anni nella tutela dell’impresa in crisi, a volte anche a danno delle aziende che con questa intrattengono rapporti commerciali.

Incentivi per negoziati e arbitrati
Sul versante dell’organizzazione giudiziaria si definisce il percorso di riqualificazione del personale amministrativo e si confermano temporaneamente i distacchi del personale degli enti locali per fare funzionare gli uffici giudiziari anche se i costi passeranno direttamente in carico al ministero della Giustizia. Inserite ancora regole per favorire l’applicazione di temporanea di magistrati con l’obiettivo di rendere più rapida la trattazione dei procedimenti in materia di immigrazione. Spazio poi a un temperamento delle norme sul pensionamento dei magistrati: gli over 72 saranno comunque collocati a riposo, ma chi deve ancora compiere i 72 anni potrà contare su uno ancora, il 2016, di servizio.Viene poi stabilito un credito d’imposta fino a 250 euro per incentivare il successo di negoziazioni e arbitrati. La misura è per ora introdotta in via sperimentale e fino alla capienza di un budget iniziale di 5 milioni.
La norma salva-Ilva
Infine è stata innestata nel decreto, per favorirne una rapida entrata in vigore, la norma salva Ilva: verrà sterilizzato l’effetto di un provvedimento di sequestro disposto dalla magistratura per violazione delle norme ambientali nelle aziende di rilevanza nazionale.

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