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Italia: cresce export, ma non il Made in Italy

Crescono le esportazioni italiane nel periodo gennaio-maggio 2012 (+4% circa), grazie al forte incremento delle vendite nei mercati extra-europei (+9,3%), mentre in ambito europeo si registra una sostanziale stagnazione (-0,1%). E’ quanto si legge in una nota di Assocamerestero, secondo cui e’ invece in netto recupero rispetto allo stesso periodo 2011 il saldo al netto dell’energia, passato dai 7,4 agli attuali 25,5 miliardi di euro. ”Il forte saldo positivo e’ attribuibile piu’ ad una contrazione delle importazioni, che da ottobre 2011 sono in costante decremento, che ad un aumento sul versante dell’export. – sottolinea Gaetano Fausto Esposito, segretario generale di Assocamerestero, commentando i dati Istat sul commercio estero diffusi oggi – Rispetto ad un anno fa, inoltre, appare meno dinamico il segmento del Made in Italy, con le esportazioni in calo del 3%, anche a causa della contrazione della domanda mondiale innescata dalla crisi.

Oggi, infatti, e’ il comparto della raffinazione dei prodotti energetici a mostrare maggior dinamismo e a contribuire in maniera determinante all’incremento delle nostre vendite all’estero, soprattutto in realta’ come Stati Uniti, Paesi OPEC e Turchia”. La meccanica, pur mantenendo un attivo di circa 19 miliardi di euro e con una quota del 18% sul surplus del Made in Italy, non figura tra i comparti piu’ dinamici alle esportazioni: mentre a maggio 2011 le vendite si muovevano su incrementi del 21,7% rispetto al 2010, ad un anno di distanza la percentuale si riduce drasticamente e raggiunge il 4,7%. ”Al segnale di preoccupazione determinato dalla perdita di terreno del Made in Italy, si aggiunge il forte traino esercitato dall’export nei Paesi extra-europei che agisce in maniera selettiva sulle performance delle nostre imprese, senza dimenticare che e’ l’Unione Europea a rappresentare ancora il principale mercato di riferimento, su cui opera oltre il 70% dei 205mila operatori all’export”, conclude Esposito.

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