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Italia. Consumi, Confcommercio: in calo ad aprile, non ci sono segnali di ripartenza

I consumi sono ancora in una fase “molto difficile per la quale non si intravede il punto di svolta”. E’ il giudizio di Confcommercio, secondo cui i dati di aprile mostrano che non c’e’ alcun “segnale di ripartenza” e resta da vedere se il bonus da 80 euro avra’ qualche effetto. L’indicatore dei Consumi calcolato dall’organizzazione registra ad aprile un aumento dello 0,2% in termini tendenziali ma anche una flessione dello 0,3% rispetto a marzo. I cali tendenziali piu’ significativi sono stati nell’abbigliamento (-2,4%) e nelle spese per la casa (-1,8%). L’attesa e’ ora per le ricadute del Bonus Irpef. “Segnali positivi – fa notare Confcommercio – potrebbero esserci nei prossimi mesi se ci saranno effetti positivi sui redditi dovuti alla riduzione del carico fiscale su parte dei contribuenti”. Rispetto ad aprile 2013, l’Ufficio studi Confcommercio rileva un aumento del 6,7% per la spesa reale in beni e servizi per le comunicazioni e una crescita dell’1,7% per gli alimentari le bevande ed i tabacchi. Segno piu’ anche per i beni e servizi per ricreativi (+0,7%) e per gli alberghi, pasti e consumazioni fuori casa (+0,6%). In calo invece beni e servizi per la cura della persona (-1,0%) e la spesa per i beni e servizi per la mobilita’ (-0,4%). Le vendite di auto a privati continuano a registrare anche ad aprile un segno negativo. Rispetto a marzo 2014, la flessione riguarda alberghi, pasti e consumazioni fuori casa (-1,6%), beni e servizi per la mobilita’ (-0,7%) e abbigliamento e calzature (-0,3%). Hanno registrato un aumento rispetto a marzo sia i beni e servizi ricreativi (+0,5%), sia gli alimentari, bevande e tabacchi (+0,4% frutto di un aumento significativo dei tabacchi e di un ridimensionamento di alimentari e bevande).

Nella valutazione dei dati – fa notare Confcommercio – occorre tener presente la cadenza in questo mese della Pasqua con data diversa rispetto allo scorso anno e di altre festivita’ civili, elementi che hanno comportato, nel confronto annuo, sensibili effetti sulle dinamiche registrate da alcuni capitoli di spesa. Nonostante cio’, si segnala la flessione congiunturale e il contenuto arretramento della media mobile a tre mesi: nel primo trimestre 2014 la dinamica dell’Icc in quantita’ mostra una flessione dell’1,4%.

Confcommercio: la ripresa si allontana, Pil +0,5% nel 2014

Il Pil crescera’ dello 0,5% nel 2014 e dello 0,9% nel 2015. E’ la previsione dell’Ufficio studi di Confcommercio, secondo cui la ripresa si allontana e si conferma piu’ debole e piu’ lenta del previsto. “L’uscita dalla recessione sara’ molto graduale”, sostiene Confcommercio nel rapporto “Le economie regionali”. L’economia e’ ancora ferma “al palo”, con un crescente divario tra Nord e Sud; mediamente tra il 2007 e il 2013 il prodotto pro capite si e’ ridotto di oltre 3.100 euro a testa (-10,7%) e al 2015 i recuperi “sarebbero assolutamente insignificanti”. Per tornare ai valori del 2007 occorrerebbero 11 anni e mezzo, ma al Mezzogiorno ne servirebebro 13 anni e mezzo. Secondo Confcommercio, quasi tutte le regioni del Sud saranno ancora in recessione nel 2014 e il piccolo rimbalzo del 2015 e’ di natura statistica piu’ che sostanziale”. Lo studio evidenzia inoltre che, con poco piu’ di 80mila euro a testa, lo stock di beni strumentali destinati a produrre ricchezza al Sud e’ inferiore di un terzo rispetto al Nord Est (quasi 123mila euro). Riguardo l’export di beni, l’Italia con una quota del 25%, esporta quasi la meta’ rispetto alla Germania (44%) e quasi un terzo rispetto all’Olanda (70%). A livello regionale, solo il Veneto, l’Emilia Romagna e la Lombardia si avvicinano alla media dell’area euro (35%). Molto inferiore la percentuale del Mezzogiorno (13%). Anche le dinamiche occupazionali confermano la perdita di attrattivita’ e competitivita’ del Mezzogiorno rispetto al resto del Paese: mentre il numero di occupati in Italia dal 1995 al 2013 cresce del 3,6%, al Sud cala del 5,2%.

Confcommercio: consumi, 11 anni per ritorno a livelli pre-crisi

I consumi cresceranno dello 0,1% nel 2014 e dello 0,7% nel 2015. E’ la previsione del Centro studi di Confcommercio che ha rivisto il dato di quest’anno, inizialmente piatto. Secondo lo studio “Le economie regionali”, occorreranno 11 anni e mezzo per tornare ai livelli pre-crisi. La situazione e’ decisamente peggiore al Sud: per tornare ai consumi procapite del 2007 occorreranno 14 anni e mezzo (contro i 13 del centro, i 10,5 del Nord est e i 9,5 del Nord ovest). Nel 2015 i consumi al Mezzogiorno risulteranno ancora al di sotto non solo del 2007 ma addirittura del 1995: si raggiungeranno – secondo le stime Confcommercio – 12.160 euro pro capite, contro i 12.195 di 20 anni fa.

Confcommercio: nel Sud industra ha fallito, puntare sul turismo

Le politiche di sviluppo attuate nel Mezzogiorno basate sulla industrializzazione non sono state efficaci “considerando il divario di reddito pro capite che ancora separa il Sud dal Nord”. E’ quanto fa notare l’Ufficio studi di Confcommercio che nel rapporto “Le economie regionali” sostiene che “occorre puntare su altro, cioe’ su quella vocazione naturale all’export del Mezzogiorno che si chiama turismo”. Lo studio mostra che il 44,3% dei turisti stranieri ha come destinazione il Nord-Est e solo il 13,2% sceglie le regioni del Mezzogiorno. “Bisognerebbe potenziare la filiera del settore turistico e dell’accoglienza adottando, in senso positivo, quelle logiche che sono tipiche dell’efficienza industriale, cosi’ da realizzare anche nel comparto del turismo quei vantaggi comparati, in termini di maggiore produttivita’, che consentirebbero a questo segmento di trasformarsi in un autentico motore di sviluppo”. “Il capitale artistico-culturale, ambientale ed eno-gastronomico del Sud – conclude Confcommercio – e’ gravemente sottoutilizzato”.

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