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Italia, Confindustria: nessuna ripresa all’orizzonte

“Lo scenario globale e’ ulteriormente peggiorato. E in Italia la diminuzione del Pil proseguira’: il secondo trimestre si e’ chiuso con tutti gli indicatori congiunturali in ribasso, soprattutto i nuovi ordini, annullando le probabilita’ di rilancio nella seconda meta’ dell’anno”. E’ quanto si legge nella Congiuntura Flash del Centro Studi di Confindustria. “C’e’ qualche timido segnale di rallentamento della flessione a partire dall’estate inoltrata”, aggiunge il Csc. In Italia, spiega Conffindutria, il calo della produzione a giugno (-1,3% su maggio, stime CSC) ha portato a -1,7% la contrazione nel 2° trimestre (-0,6% trasmesso al 3°); andamento coerente con un’ulteriore diminuzione del PIL (-0,8% nel 1°). L’anticipatore OCSE arretra da aprile 2011 (-0,2% in maggio) e segnala il proseguire della recessione. In giugno sono migliorate le attese su produzione (-5, da -8) e ordini (-2, da -6) ma resta forte il ritmo di contrazione indicato dalla componente ordini del PMI manifatturiero (41,9, da 40,3). La necessita’ di ricostituire le scorte, ritenute molto basse, potra’ sostenere l’attivita’. 
   Prosegue intanto il calo dei consumi: -0,9% l’indicatore ICC in maggio e -3,1% mensile le immatricolazioni di auto in giugno. Il saldo dei giudizi sulle condizioni per investire e’ sceso a -47,4 in giugno dal -26,1 di marzo; quello relativo alle previsioni sulle condizioni economiche generali e’ calato a -37,8 da -21,5. 
   L’export italiano in quantita’ e’ aumentato in maggio dello 0,2% su aprile (dati destagionalizzati); invariati i prezzi alla produzione dei beni venduti all’estero. Nel 2° trimestre sono rimaste basse le attese sul fatturato estero (saldo a 3 da 4) e sono aumentati gli ostacoli alle esportazioni, specie l’accesso al credito, sempre piu’ difficile.Il credit crunch si accentua: in Italia a maggio i prestiti alle imprese sono scesi dello 0,7%, dopo il recupero di aprile che aveva interrotto sei mesi di cali consecutivi, e sono dell’1,8% sotto il livello di settembre 2011 (dati destagionalizzati). 
   Il 32,9% delle imprese ha registrato condizioni di credito peggiori nel 2° trimestre e il 26,1% liquidita’ insufficiente per il 3°. I tassi sono alti: 3,7% a maggio, 4,7% per le PMI. Medie che nascondono costi proibitivi per molte aziende. Lo spread sull’Euribor a tre mesi e’ a livelli record: +3,0 punti a maggio (+4,0 per le PMI). Cio’ nasce dalle difficolta’ dei sistemi bancari: carenza di liquidita’, raccolta onerosa, perdite su titoli, sofferenze su crediti, interbancario frammentato, deleveraging per rispettare i piu’ alti ratio di capitale. Tali difficolta’ sono maggiori nei paesi piu’ colpiti dalla malagestione europea della crisi dei debiti pubblici; sono gravi soprattutto in Spagna. I fondi EFSM non bastano. Servono – conclude il Csc – acquisti diretti e massicci di titoli pubblici e un’autentica unione bancaria.

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