Ultime Notizie
HomeTutte le agenzieItalia e EuropaItalia: con Monti una tassa ogni due giorni

Italia: con Monti una tassa ogni due giorni

Ormai è certo: per Mario Monti il modo più semplice di fare il ministro dell`Economia e Finanze è quello di mettere nuove tasse. Ogni provvedimento a sua firma da quando è entrato in carica ne contiene almeno una in più. Le chiami liberalizzazioni e allarghi alle onlus (Chiesa cattolica, ma non solo) la base imponibile per la nuova Ici/Imu. Le chiami semplificazioni fiscali e inserisci lì una raffica di nuove tasse nazionali e locali. Così le 50 stangate di Monti che erano contenute nella manovra di dicembre sono già diventate 53, e si pecca per difetto. Perché nell`ultimo decreto legge varato dal consiglio dei ministri venerdì scorso sono decine gli articoli che prevedono un inasprimento del prelievo fiscale sui cittadini. Una ventina incrementano sanzioni amministrative e decrementano agevolazioni fiscali (cioè aumentano le tasse) in una lunga casistica esaminata a cavallo fra evasione ed elusione, dai confini assai estesi e un pizzico labili. Le misure chiamate anti- evasione non si possono discutere per principio, e non le abbiamo considerate in tabella, anche se il testo lascia in qualche caso parecchio a desiderare, con il rischio non infondato di vessazioni su contribuenti onesti.
Quel che non si discute è la correzione del bollo sui conti correnti deciso appena a dicembre. La semplificazione qui va a tutto vantaggio dello Stato: cade l`esenzione dal bollo dell`uno per mille sui conti di deposito bancari e postali e sui certificati di deposito, appesantendo la mini patrimoniale di dicembre.
Certo è che è più semplice fare pagare tutti che decidere chi paga e chi no.
ALTRE DIFFICOLTÀ Il nuovo uno per mille per altro lascia ai sostituti di imposta (le banche) la soluzione a un`incertezza evidente: si può imporre la nuova tassa ai depositi già esistenti o applicarla anche a quelli esistenti.
A meno di successive circolari interpretative, il decreto Monti nulla dice in proposito.
Sono comunque tasse in più.
Come maggiori tasse sono anche quelle che d`ora in avanti potranno mettere gli enti locali su imprese e cittadini del proprio territorio. A dicembre il governo aveva regalato alle Regioni (punendo i contribuenti) un innalzamento dell`Irpef di propria competenza, portando l`aliquota minima prevista dallo 0,9% a1l`1,23%. Caso clamoroso di violazione delle norme dello Statuto del contribuente, perché quella tassa che è andata a colpire anche redditi assai bassi è stata retroattiva al primo gennaio 2011. Così il prelievo è già scattato sulle buste paga nel mese di gennaio o al più tardi in questo mese di febbraio.
Ora arrivano due novità dal fisco locale: la prima è sulla Tares, per cui si affida alla Agenzia del Territorio la valutazione della superficie catastale su cui applicare il nuovo tributo comprensivo di tassa sui rifiuti e vari servizi locali.
La seconda novità è quella dello «sblocco» dei tributi comunali e regionali, perché tutte le tasse territoriali erano state congelate fino alla piena attuazione del federalismo fiscale, anche per non fare confusione con i nuovi tributi lì previsti. Con lo sblocco possono aumentare tutte le aliquote delle imposte locali, meno quelle- relative al 2012- che erano già state formalizzate in decisioni pubblicate fra il primo di gennaio e la data del decreto legge sulla semplificazione fiscale. Quando si concede questa possibilità ad enti locali con bilanci decimati dai tagli ai trasferimenti e ora privati pure di 8,5 miliardi di liquidità trasferita da Monti al conto di tesoreria statale, è pressoché certo un aumento di tutte le tasse locali.
Nella tabella di Libero abbiamo calcolato questa norma come «nuova tassa», anche se in realtà ne contiene in sé almeno una decina.
MANO LIBERA Possono infatti aumentare tariffa per i rifiuti, Tosap, Cosap, canoni per l`installazione dei mezzi pubblicitari, diritti sulle pubbliche affissioni, imposta comunale sulla pubblicità, tassa sulle concessioni comunali, Carsa, Acee e le varie tasse di scopo ove istituite.
Qualche novità riguarda anche le province, che non essendo state cancellate, mantengono intatta tutta la propria capacità di riscossione.
Nel decreto è prevista una variazione all`Ipt che può essere stabilita in misura fissa anche quando non previsto dalla normativa precedente (per alcuni si tratterà di aumento di imposta, per altri di lieve alleggerimento). Le province potranno anche ritoccare la loro quota di imposta sulla Rc auto. Lo sblocco poi riguarda anche le Regioni e il rischio è che possa essere ritoccata in rialzo anche la principale loro tassa: l`Irap.
Ancora una volta dunque un provvedimento del governo Monti porta con sé più recessione che crescita, rischiando di deprimere ulteriormente una situazione economica già difficilissima.
Perché tutto il pacchetto di misure previste nella serie dei vari decreti ha come obiettivo principale quello di mettere in sicurezza i conti pubblici e limitare i danni da spread della spesa per interessi, ma più recessione si accompagna a quelle misure, più anche questo obiettivo di cui solo molto indirettamente beneficiano i cittadini, diventa lontano e quasi irraggiungibile.
Prof da record: una tassa ogni due giorni Non bastavano i 50 balzelli della manovra di dicembre: oltre all`Imu sui beni ecclesiastici arriva un bollo dell`uno per mille sui conti di deposito e salta il tetto sulle aliquote delle imposte locali. Un massacro fiscale fatto in poco più di tre mesi
Franco Bechis, Libero 28.2.12

Print Friendly, PDF & Email