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Italia. Cibo e moda sono motore per ripresa economia secondo gli italiani

La grande maggioranza degli italiani (il 54 per cento) considera la produzione di cibo il vero motore dell’economia, con un aumento dell’8 per cento rispetto allo scorso anno, e il 18 per cento punta sulla moda che rimane pero’ stabile mentre crolla del 33 per cento l’automobile, che si ferma al 10 per cento. E’ quanto emerge dalla presentazione dei risultati della prima indagine su “La percezione della crisi e il Made in Italy” realizzata da Coldiretti-Ixe’, e illustrata nel corso del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione a Cernobbio. Il cibo e la moda sono anche considerati trainanti per l’immagine dell’Italia all’estero rispettivamente dal 45 e dal 38 per cento degli italiani.

“Una conferma della validita’ e della modernita’ del modello di sviluppo agricolo Made in Italy che e’ fondato sul valorizzazione dell’identita’, della qualita’, delle specificita’ e che puo’ rappresentare un riferimento anche per gli altri settori per affrontare e vincere la competizione internazionale”, ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che “dentro l’agricoltura non c’e’ ancora un reddito adeguato ma c’e’ legittimamente quella visione di futuro e di prospettive e di fiducia che non c’e’ negli altri settori”. Il biglietto da visita dell’Italia e’ il cibo Made in Italy che puo’ contare sulla leadership in Europa con 254 prodotti tipici a denominazione di origine riconosciuti (Dop/Igp), il maggior numero di aziende agricole biologiche (48.269 operatori) e la maggiore biodiversita’ con 57.468 specie animali e 12mila specie di flora. L’Italia – ha continuato la Coldiretti – e’ il primo esportatore mondiale in quantita’ di vino, pasta, kiwi, pesche, mele e pere, ma anche il principale produttori di pasta e ortofrutta. Senza contare – continua la Coldiretti – il top di presenze per il turismo enogastronomico e quello ambientale, con 871 parchi ed aree protette che coprono il 10 per cento del territorio, ed il record di longevita’, grazie alla dieta mediterranea e al fatto che l’Italia conquista il primato in Europa e nel mondo della sicurezza alimentare, con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici oltre il limite (0,3 per cento), risultati peraltro inferiori di cinque volte a quelli della media europea (1,5 per cento di irregolarita’) e addirittura di 26 volte a quelli extracomunitari (7,9 per cento di irregolarita’). Non e’ un caso – sottolinea la Coldiretti – che quest’anno le esportazioni agroalimentari raggiungeranno il record storico di 34 miliardi (+7 per cento) e le multinazionali straniere vengono in Italia per acquisire i nostri marchi piu’ prestigiosi. Ha infatti superato i 10 miliardi il valore dei marchi storici dell’agroalimentare italiano passati in mani straniere dall’inizio della crisi che ha favorito una escalation nelle operazioni di acquisizione del Made in Italy agroalimentare.

 

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