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Italia. Casa, Bankitalia: vendite in lieve aumento, ma mercato ancora debole

Nel quarto trimestre del 2013 “il quadro del mercato immobiliare rimane nel complesso debole, pur in presenza di alcuni segnali moderatamente positivi”. Lo segnala la Banca d’Italia nel Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia sottolineando che “aumentano i nuovi incarichi a vendere e sale lievemente la quota di operatori che dichiara di aver venduto almeno un immobile”. Dal sondaggio emerge che la quota di agenti che hanno venduto almeno un’abitazione nel trimestre e’ pari al 65,8%, in aumento rispetto sia al periodo precedente (comunque affetto da un’accentuata stagionalita’ tipica dei mesi estivi) sia allo stesso trimestre del 2012. In oltre due terzi dei casi si e’ trattato della vendita di abitazioni preesistenti.  Le vendite hanno interessato, in prevalenza, immobili di metratura fino a 140 mq (circa il 95%), abitabili o parzialmente da ristrutturare (64,8%), con classe energetica bassa (circa 62%). Il saldo fra le risposte di aumento e diminuzione degli incarichi a vendere ancora inevasi e’ rimasto sostanzialmente stabile, attorno ai 30 punti percentuali mentre e’ aumentato quello riferito ai nuovi mandati (a 20,6 punti percentuali, da 19,4 della passata rilevazione). Tra le cause principali di cessazione degli incarichi a vendere, resta elevata la quota di agenzie che segnala l’assenza di proposte di acquisto dovuta a prezzi giudicati troppo alti dai potenziali acquirenti (63,2%), insieme con le offerte a prezzi percepiti come troppo bassi dai venditori (50,5%). Resta contenuta la percentuale di operatori che attribuiscono la decadenza dell’incarico ad attese di prezzi piu’ favorevoli, in linea con lo scenario ancora incerto rispetto alla quotazione degli immobili. Si mantiene pressoche’ stabile (al 45,8%) la quota di agenzie che indica la difficolta’ di reperire un mutuo come causa prevalente di cessazione del mandato. “Restano ancora improntati al pessimismo – segnala Bankitalia – i giudizi sull’andamento corrente e atteso delle quotazioni immobiliari: il divario fra prezzi di offerta e di domanda resta la principale causa di cessazione dei mandati a vendere. Migliorano le attese sull’andamento a breve termine del mercato di riferimento e, per il mercato nazionale, si consolidano le prospettive favorevoli in un orizzonte di medio termine (due anni)”. A dicembre e’ aumentata al 70% (dal 68,2 del sondaggio di ottobre) la quota di agenti immobiliari che segnala una diminuzione dei prezzi di vendita. Il margine medio di sconto dei prezzi di vendita rispetto alle richieste iniziali del venditore, pari al 16%, non si e’ discostato significativamente dal livello medio dei quattro precedenti trimestri. Il tempo che intercorre tra l’affidamento del mandato e la vendita si conferma attorno ai 9 mesi. Nello scorcio del 2013, la percentuale di acquisti finanziati con un mutuo ipotecario e’ nuovamente cresciuta (al 60,9% dal 57,2 di ottobre) congiuntamente con l’incremento del rapporto tra prestito e valore dell’immobile (al 59,8%, dal 57,9). Circa l’81% delle agenzie ha dichiarato di avere locato almeno un immobile nel quarto trimestre, a fronte di canoni valutati in calo, rispetto al trimestre estivo, dal 61,1% degli operatori. Le attese degli operatori sull’andamento del mercato di riferimento nel breve termine sono migliorate rispetto alla scorsa rilevazione: il saldo negativo fra aspettative favorevoli e sfavorevoli si e’ attenuato (a -19,2 punti percentuali). Restano prevalentemente orientate al ribasso le attese sui prezzi delle abitazioni: e’ stabile attorno al 64% la quota di operatori che prevede un calo dei prezzi nei primi tre mesi del 2014 rispetto al trimestre precedente; si conferma marginale la quota di coloro che si attendono un aumento delle quotazioni (0,8%, da 0,5). Circa il 60% degli operatori si attende che i canoni di locazione per il trimestre in corso si mantengano stabili (un risultato analogo a quello della precedente rilevazione); il saldo tra coloro che si attendono un aumento e coloro che si attendono una riduzione e’ risultato pari a -38,6 punti percentuali, da -36,9.

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