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Italia, Caritas su crisi: “pare non passare mai”

“La crisi economica sembra non passare mai”. Lo afferma il presidente della Caritas Italiana, monsignor Giuseppe Merisi, nella prolusione da lui tenuta al Convegno Nazionale delle Caritas diocesane che si tiene da oggi a Montesilvano, in provincia di Pescara. “La crisi – sottolinea il vescovo – colpisce sempre piu’ duramente ampie fasce di popolazione e la Chiesa e’ chiamata a moltiplicare gli sforzi e a verificare il modo di intendere il servizio delle Caritas nei diversi territori, le nostre modalita’ di sviluppare percorsi educativi per le nostre comunita’ e, in particolare, verso i piu’ giovani, per i quali auspichiamo tra l’altro che sia aumentata l’attenzione per il servizio civile che deve essere adeguatamente finanziato per non ridursi ad esperienza di pochi”.

Aprendo i lavori, l’ausiliare dell’Aquila, monsignor Giovanni D’Ercole, e l’arcivescovo di Pescara, monsignor Tommaso Valentinetti, rispettivamente delegato per la pastorale sociale e presidente della Conferenza Episcopale Regionale, hanno espresso gratitudine per l’opera della Caritas Italiana e di tutte le Caritas regionali e diocesane a favore delle popolazioni colpite dal terremoto di 4 anni fa. 
   La relazione di base, affidata a monsignor Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto e grande teologo, ha preso spunto dai Re Magi per rilevare che “l’incontro con Dio non fa evadere dalla storia, dagli impegni della quotidianita’ e dalle responsabilita’ a cui si e’ stati chiamati”. Secondo Forte, “il ritorno dei Magi al loro paese dice precisamente questo, escludendo ogni concezione consolatoria della fede, che ne faccia un rifugio per sottrarsi ai propri doveri e alla rete di amore, in cui ciascuno e’ posto”. L’altro elemento che il racconto ci fa capire e’ che “il ritorno alla vita ordinaria dopo l’incontro con il Signore avviene per un’altra strada. Si e’ gli stessi, eppure non piu’ gli stessi, se si e’ vissuto l’incontro col Dio vivente. Ormai, non c’e’ Erode che tenga per trattenere chi ha incontrato il Signore nella logica dell’egoismo e dell’avidita’ che tutto rapporta alle brame del proprio io”.

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