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Italia, Brescia batte la crisi con 5 imprese miliardarie

Cresce il peso specifico delle società bresciane nell’economia italiana. Nonostante la crisi continui a mordere, salgono da quattro a cinque le imprese del territorio con un fatturato superiore al miliardo di euro. La fotografia è stata scattata dall’annuale indagine di Mediobanca sulle principali società industriali e di servizi dello stivale. L’istituto di credito ha messo in fila i bilanci 2011 di 2.440 imprese con ricavi superiori ai 50 milioni di euro. E di queste, 93, riconducibili a 61 gruppi di partecipazioni, sono bresciane.

Dalle società energetiche come A2A, Energetic Source e Liquigas, alle industrie metallurgiche come Lucchini, Siderurgica investimenti, Feralpi, Fondital, Ori Martin, Dufercdofin e Metra, dai campioni della meccanica come Beretta, Lonati e Camozzi ai gruppi alimentari come Ambrosi e Cameo fino alla grande distribuzione organizzata come Confin (L’Alco), l’ufficio studi di Mediobanca descrive la geografia del fare impresa in una provincia che si conferma terzo motore economico d’Italia.
Il primo dato che salta all’occhio scorrendo la lunga lista di società è l’aumento – quasi generalizzato – dei ricavi registrato nel 2011 rispetto al 2010. Un risultato, a dire il vero, che difficilmente potrà essere replicato alla fine dell’anno in corso, date le negatività, in particolare dovute alla stasi del mercato interno, che le imprese continuano a segnalare. Escludendo i conti di A2A (solo in parte bresciana, passata da 5,923 a 6,096 miliardi di euro, 20esima posizione nazionale) e di Lucchini (società che ha mantenuto formalmente sede a Brescia ma ormai da anni nelle mani dei russi di Severstal e che presenta un fatturato di 1,9 miliardi), il peso aggregato dei ricavi del made in Brescia è passato da 12,1 a 15,3 miliardi di euro, mentre il capitale netto d’esercizio si è quasi raddoppiato, da 137 milioni a 229.

Alle spalle della multiutility bresciano-milanesequest’anno si posiziona Energetic Source. L’azienda di Paderno Franciacorta nata nel 1999 si conferma tra i principali operatori italiani nel mercato elettrico e gas grazie anche all’ingresso della multinazionale russa Renova. Nel 2011 ha chiuso con ricavi a 2,098 miliardi di euro (+58,8%, risultato netto negativo per 5,3 milioni), passando a livello nazionale dalla 114esima posizione alla 74esima con un capitale netto di 106 milioni. Seguono il gruppo Lucchini e Siderurgica investimenti, holding di controllo di Alfa Acciai (104esimo posto nella classifica nazionale, era 124esima nel 2011), che lo scorso anno ha totalizzato un fatturato di 1,466 miliardi, in crescita del 20,3% sul 2010 (anche se l’utile netto è calato del 39% a 3,6 milioni di euro). Quinta posizione per un altro campione del tondo per cemento armato. Si tratta di Feralpi, i cui ricavi sono cresciuti del 36,6% in un anno, passando da 822 milioni a 1,118 miliardi di euro (utile a 9,5 milioni).

Dalla quinta alla sesta posizione i fatturati calano sensibilmente. Liquigas, distributore nazionale di Gpl in bombole e serbatoi, ha chiuso il 2011 a 741 milioni (-3,2% sul 2010, utile a 16,1 milioni), mentre il gruppo Fondital della famiglia Niboli ha accresciuto i ricavi del 9,6% a 590 milioni. Seguono Beretta (481 milioni, +6,8%), Ori Martin (462, +21,8) e Duferdofin Nucor (452, +37,3). Scorrendo lo studio, a fianco di multinazionali tascabili del calibro di Lonati (345 milioni), Ambrosi (298 milioni), Camozzi (278 milioni), Confin (252 milioni), Metra (215 milioni), Iro (189 milioni), Polieco (168 milioni), Sabaf (148 milioni) e Gefran (139 milioni), non compaiono invece due altri importanti gruppi: la Omr di Marco Bonometti, che ha chiuso il 2011 con 460 milioni e la Rbb di Aldo Bonomi, a 101,3 milioni.
Mediobanca ha infine selezionato 24 «aziende dinamiche», con fatturato superiore ai 50 milioni, incremento delle vendite 2011 superiore del 20% rispetto sia al 2007 che al 2010 e incidenza del risultato sul fatturato 2011 maggiore del 4 per cento. Tra queste, al sesto posto, anche la Cromodora Wheels di Ghedi. Un 2011 da incorniciare per l’azienda che produce cerchi in lega ed è guidata dal presidente di Aib, Giancarlo Dallera: lo scorso anno si è chiuso infatti con un fatturato di 137,5 milioni (+30% sul 2010 e addirittura +71% sul 2009) e utili quasi triplicati in un anno a sei milioni di euro.

Da corriere.it 

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