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Italia: Branson (Virgin) guarda a mercato italiano

 

Prima Nothern Rock e le filiali messe in vendita da Lloyds Bank. Poi l’assalto al Continente con uno sguardo all’Italia perché “a questi prezzi è folle non comprare. Le banche hanno fondamentali molto più solidi di quello che dice il mercato”.

Parola di Richard Branson, il baronetto di Sua Maestà la regina d’Inghilterra, che la recessione vuole prenderla di petto: “Se nessuno investisse, se nessuno si muovesse non riusciremmo mai a uscire da questa fase. Eppure i prezzi sono così bassi che è impossibile non trovare grandi opportunità”. A cominciare proprio dalle banche, già nel mirino dei grandi fondi sovrani. Ma Branson continua: “Ognuno deve assumersi le sue responsabilità. Anche chi fa l’imprenditore. In questo momento essere liquidi e avere progetti è un vantaggio enorme”.
Del fallito piano contro il Ras dello Zimbawe Mugabe non parla, anche perché adesso Branson è concentrato sul mercato del credito: “Aspetto una risposta dal governo inglese entro un paio di settimane. Con Virgin Money abbiamo presentato un’offerta per Northern Rock, dopo che lo Stato aveva deciso di rimetterla sul mercato, e lo stesso abbiamo fatto per gli sportelli Lloyds Bank dopo l’avvio di una procedura da parte dell’Unione europea. Sono fiducioso. Poi inizieremo a valutare istituti di credito sul Continente. Guardando anche all’Italia. A cominciare dai primi mesi dell’anno prossimo”.
Insomma il credit crunch sembra lontano anni luce dalla realtà di Branson che anzi dice: “La divisione Money sta andando molto bene. C’è grande interesse, forse perché la gente non si fida più delle banche tradizionali. E questo è un buon motivo per farla crescere ancora”. E sull’accesso al credito aggiunge: “La differenza la fanno i prodotti. E gli obiettivi. Quando si chiedono finanziamenti si vendono storie. Storie che poi devono essere comprate dal grande pubblico”. E a chi gli fa notare che lui è il primo a raccontare storie di imprese all’apparenza impossibili replica: “E’ vero io investo in sogni, ma sogni che hanno un senso. Che sono realizzabili, dal viaggio nello spazio all’esplorazione degli abissi”. Operazioni non certo alla portata di tutti, ma rivolte a una fascia ristretta di pubblico già in fila per accaparrarsi un biglietto di prima classe.
Il primo viaggio di Virgin Galactic è fissato per l’estate 2012 a un prezzo di 200mila dollari a poltrona. Con l’ambizione di far volare nel primo anno 500 passeggeri: “Più di quante persone siano mai state nello spazio. Inizieremo con una traversata di 3 ore, ma nel giro di qualche anno arriveremo al turismo spaziale: soggiorni anche da due settimane, magari negli hotel Virgin”. Per il primo viaggio negli abissi bisognerà aspettare qualche mese in più.
Nella galassia di Branson l’Italia occupa uno spazio limitato. Ci sono le palestre di Virgin Active che investono 20 milioni di euro l’anno “e sono diventate un perno per il consolidamento del mercato”, ma gli altri settori sono difficili. “Mi piace investire in Italia  –  dice  –  e non ho mai avuto problemi. Forse perché non mi sono mai occupato di televisioni e giornali. Magari in quel caso sarebbe stato più difficile. Sono convinto però che i politici non debbano essere anche imprenditori. Crea troppi conflitti d’interesse. Questo è il motivo per cui la gente non si fida. E il motivo per cui non faccio politica. Dovrei lasciare il mio gruppo e le 60mila persone che ci lavorano”.
Fonte:repubblica economia

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