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Italia. Auto elettriche, un 2017 di sviluppo

Per le auto elettriche si prospetta un 2017 di ‘ricarica’. Almeno in quanto a speranze di avere dei punti in più in cui poter fare il pieno di energia: dovrebbero infatti arrivarne 700 nuovi, che si aggiungono alle 1.700 colonnine già presenti. E di qui a breve, una seduta tecnica è prevista il 15 febbraio, la Conferenza Unificata si ritroverà sul tavolo la bozza dell’Accordo di programma sulle reti di ricarica per gli enti locali. Ad offrire alcuni elementi di analisi è il ministero delle Infrastrutture, rispondendo ad un’interrogazione del presidente della commissione Ambiente alla Camera Ermete Realacci che parla di “grave ritardo nella distribuzione delle risorse stanziate dallo Stato per lo sviluppo della mobilità elettrica”. In base a una ‘mappa’ delle colonnine – una stima messa a punto con utilities, case automobilistiche, costruttori di colonnine fatta a gennaio 2016 – in Italia ci sono 1.700 punti ‘pubblici’ per la ricarica elettrica di mezzi, di ‘tipo lento-accelerato’; e nel corso del 2017 verranno installati altri 700 punti di ricarica. A Firenze ci sono già circa 250 punti di ricarica mentre a Roma sono 200, a Milano e hinterland 120. I punti di ricarica veloce sono 10; mentre sono 300 le colonnine pubbliche di tipo ‘lento’ destinati solo ai veicoli leggeri; 48 i punti di ricarica Tesla; ci sono poi circa 2.000 punti di ricarica in aree private ma con accesso pubblico. “Finora sono state approvate convenzioni per progetti di realizzazione dei punti di ricarica che ammontano a poco più di 3,5 milioni di euro – fa presente Realacci, secondo cui ‘lo scarso utilizzo dei mezzi elettrici in Italia è dovuto anche all’inadeguatezza dell’infrastruttura di ricarica’ – molto meno del 10% dei 50 milioni stanziati tra il 2013 e il 2015. Ancora meno le risorse erogate”. Una situazione che effettivamente il ministero delle Infrastrutture – che ritiene ci siano quattro filoni prioritari per lo sviluppo della mobilità elettrica (infrastrutture di ricarica pubbliche; impianti di distribuzione carburante; infrastrutture di ricarica private accessibili al pubblico; infrastrutture di ricarica domestica) – non può non evidenziare: “è evidente che occorre recuperare la capacità di impegnare tutte le risorse stanziate”; cosa sulla quale si sta già lavorando, pensando anche alla semplificazione delle procedure.

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