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Italia, auto: crollo del 20%, tornati a livelli degli anni ’70

Un anno da dimenticare per le quattroruote. Le immatricolazioni hanno fatto un balzo indietro nel tempo di trentatrè anni. Un crollo avvenuto in Italia quanto nel resto d’Europa, un mercato che stenta a ripartire. La motorizzazione ha immatricolato, nel mese di dicembre 2012, 86.735 autovetture, il 22,51% in meno rispetto a dicembre 2011, durante il quale ne furono immatricolate 111.928 (a novembre la variazione era stata del -19,78% rispetto allo stesso mese del 2011). Nell’intero 2012 le nuove immatricolazioni sono state poco più di 1,4 milioni, con una variazione del -19,87% rispetto al 2011, durante il quale ne furono immatricolate 1,75 milioni. Si è così tornati ai livelli di mercato fatti segnare nel 1979.

Per quanto riguarda il gruppo Fiat, le vendite in dicembre sono scese del 20,2% a 25.385 unità, mentre nell’intero 2012 il Lingotto ha immatricolato esattamente 100 mila auto in meno che nel 2011, per una flessione del 19,4% a 414.925. La quota di mercato della casa torinese è salita così al 29,26% in dicembre (dal 28,42% di un anno prima) e al 29,59% per l’intero 2012 (29,43% nel 2011). Fiat ha specificato in una nota che nel 2012 è stata la Panda la vettura più venduta in Italia, con quasi 118 mila immatricolazioni e il 44% di quota nel segmento A, dove è stabilmente l’auto più richiesta. Alle sue spalle la Punto (quasi 80 mila le vetture registrate nell’anno) con una quota del 18,7% nel segmento B, dove è sempre l’auto più venduta. Positivi risultati anche per la 500, registrata nell’anno in 43 mila esemplari, che ottiene il 16% di quota nel segmento A.

Secondo il centro studi Promotor il dato italiano “appare ancora più drammatico se si considera che il mercato mondiale delle autovetture dovrebbe aver fatto registrare nel 2012 un nuovo record ed è previsto ancora in crescita nel 2013. La crisi dell’auto interessa infatti soltanto l’area euro ed è una diretta conseguenza dell’effetto depressivo sull’economia reale delle politiche di austerity”. Per l’analisi degli esperti la crisi dell’economia “è indubbiamente il principale fattore di freno delle vendite di auto, ma nel 2012 anche altri elementi hanno fortemente compresso le immatricolazioni: il caro-carburanti, il caro-assicurazioni, le difficoltà di accesso al credito, un’overdose di imposte e anche la forte caduta degli indicatori di fiducia Istat delle imprese e dei consumatori”. Quanto al futuro, anche per le quattro ruote molto sarà legato alle elezioni: “Se il risultato che uscirà dalle urne sarà tale da rassicurare, non solo i mercati finanziari, ma anche i consumatori, si può ipotizzare che il conseguente recupero di fiducia potrebbe determinare a partire da aprile-maggio una inversione di tendenza”.

Il tracollo del 2012, secondo Federauto, equivale a un mancato fatturato di circa 7 miliardi. “La diffusa disoccupazione, le aziende che chiudono, la pressione fiscale, il drastico calo del consumo interno, l’incertezza politica, il prossimo aumento dell’Iva previsto a luglio: tutto questo insieme ci fa prevedere, per il 2013, un mercato vicino a 1,33 milioni di unità”, concludono dall’Osservatorio Federauto.
da Repubblica

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