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Italia. Appalti pubblici, meno 100 miliardi di euro nel 2012 e 92 mila occupati in meno

In calo il valore degli appalti, e di conseguenza si riduce anche il numero degli occupati. Secondo i dati della Relazione dell’Authority sugli appalti pubblici, il valore complessivo nel 2012 e’ stato di 95,3 mld di Euro, segnando un – 4,8 % sul 2011. In cifre, si tratta di oltre 100 miliardi di euro in meno. La crisi si riflette sull’occupazione: i posti di lavoro in meno sono stati 92 mila rispetto al 2011. In particolare, secondo le cifre dell’Osservatorio, il numero di procedure con un importo di gara uguale o superiore a 40.000 euro e’ stato di 125.723. La flessione e’ diversificata sia per tipologia, sia per classi di valore dei contratti: ad esempio, nel settore dei lavori: – 25% rispetto al 2011. Per quanto riguarda i lavori di importo superiore a 25 mln di Euro il calo e’ del 36%; per il settore delle forniture -2,4%. Si e’ registrato invece un incremento nel settore dei servizi: + 10,4 % (il dato e’ pero’ influenzato da un appalto di 5,5 miliardi di concessione della gestione rifiuti della Regione Toscana). L’82,2% delle procedure ha interessato i settori ordinari e il 17,8% i settori speciali (gas, energia termica, elettricita’, acqua, trasporti, servizi postali, sfruttamento di area geografica). L’analisi per classe di importo evidenzia che piu’ della meta’ delle procedure perfezionate, sia in numero sia in valore, riguarda contratti di importo compreso tra 40.000 e 150.000 euro. Le procedure di importo superiore a 25 mln di euro, pur essendo solo lo 0,3% delle procedure perfezionate, rappresentano quasi il 40% del valore complessivo della domanda. Il numero di occupati per ogni miliardo di euro investito in lavori pubblici e’ pari a 11.700 – 15.600, di cui circa 7.800 per l’effetto diretto degli appalti. Il resto degli occupati e’ prodotto dall’indotto costituito da fornitori e prestatori di servizi. La stretta creditizia, credit crunch, causata dalla crisi economico-finanziaria ha avuto serie ripercussioni, sulle piccole e medie imprese: nel 2012 il numero di imprese abilitate ad eseguire lavori pubblici di importo superiore a 150.000 Euro e’ calata da 39.072 imprese nel 2011 a 36.357 nel 2012 (-7%). Considerando che tra il 2011 e il 2012, circa 24 miliardi di euro di contratti di servizi e forniture sono stati affidati mediante procedure negoziate con il criterio del massimo ribasso, si puo’ concludere che applicando il ribasso medio, come riscontrato negli affidamenti aggiudicati con procedura aperta, a quelli conclusi con procedura negoziata, si sarebbero potuti registrare risparmi per oltre un miliardo di euro.

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