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L’Aquila, Sergio Adriani: il governo vuole mettere in ginocchio le imprese

Ancora tasse dal governo Monti. L’ultima riguarda la Protezione Civile e i fondi, tagliati precedentemente da Tremonti, che il governo Monti vorrebbe reintegrare, pescando ancora una volta nelle tasche degli italiani. Il piano è quello di tassare di due centesimi di euro ogni SMS per permettere il finanziamento della riforma della Protezione civile, che potrebbe arrivare già venerdì prossimo e per decreto legge.
“Il Prof. Monti, consulente della grande finanza “spregiudicata” non può continuare a seguire la Strategia di ridurre sul lastrico Piccole e Medie industrie,artigiani,commercianti e comunque tutte le partite IVA, per far ingrassare e proteggere i grandi ed equivoci “capitali” (leggi Mafie).” spiega, in una nota, Sergio Adriani, Presidente Fiaip della Provincia dell’Aquila e segretario regionale FIAIP. “Sappiamo che saranno loro a ricomprare, fra qualche anno, tutto quello che le operose famiglie Italiane hanno accumulato con i sacrifici, anche dei nostri Genitori. Non possiamo aspettare altri drammatici suicidi, sintomi di una disperazione che già ha iniziato a concretizzarsi in atti terroristici, i quali assumeranno proporzioni sempre maggiori.
Non vorrei che ciò portasse a leggi “speciali” atte alla repressione, poiché, Caro Professor Monti, tutto questo si può evitare. Iniziamo con dovuti e necessari condono fiscale, tassazioni delle transazioni finanziarie e tassa del 30% sui capitali all’estero (su esempio di Inghilterra e Germania). Questa è una Strategia che inizierebbe a bloccare le stragi di innocenti.”
“Questa è sicuramente foriera della Ripresa Italia” conclude Sergio Adriani, il presidente Fiaip della Provincia dell’Aquila. In base alla bozza in elaborazione, il coordinamento della Protezione civile rimarrebbe incardinato presso la Presidenza del Consiglio dei ministri ma è prevista la possibilità di delegarlo al ministro dell’Interno, con il Viminale che a quel punto potrebbe avvalersi del Dipartimento della Protezione civile. Il Fondo contro le calamità verrebbe alimentato attingendo agli aumenti delle accise sui carburanti, fino a 5 centesimi al litro di accise regionale e fino a 5 centesimi al litro di accise statale e, come detto, con un maggiore introito derivante dalla tassazione sugli sms gestiti dalle società telefoniche, che potrebbe toccare la misura massima di due centesimi di euro a messaggino. Nel testo si scrive esplicitamente che «in alternativa all’aumento dell’aliquota di accisa ovvero in combinazione con lo stesso, il fondo di cui all’articolo 28 della legge n. 196 del 2009 è corrispondentemente e obbligatoriamente reintegrato, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, con le maggiori entrate derivanti dalla tassazione fino a una misura massima di due centesimi di euro per ciascuna comunicazione effettuata attraverso l’invio di brevi messaggi di testo (sms) mediante telefono cellulare, computer o siti internet gestiti dalle società telefoniche».

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