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Italia, anatocismo: come difendersi dagli interessi extra

Riguardo all’ ANATOCISMO l’intervento della Corte Costituzionale ha risolto un grave problema di ingiustizia sociale che le banche Italiane da tempo perpretavano a danno dei Cittadini loto Utenti. 
E’ il caso di specificare cosa è in effetti l’ ANATOCISMO: l’anatocismo è la capitalizzazione degli interessi su dei capitali che già comprendono altri interessi. Ad esempio il Cliente della Banca che si vede calcolare ogni tre mesi, sul proprio scoperto di conto corrente, gli interessi al tasso concordato con la banca stessa.
Problema: Il problema nasce in ogni trimestre seguente, nel quale la banca calcola gli interessi trimestrali sul capitale che però è già comprensivo degli interessi calcolati sul trimestre precedente. Ed eccoci al problema vero, cioè il calcolo degli interessi sugli interessi
Cosa dovrebbero fare la banche: scorporare gli interessi già calcolati ed applicare interessi solo sulla parte netta di capitale
Cosa è successo in Italia: le sezioni unite della Cassazione, in data 2 Dicembre 2010, avevano già emesso la sentenza n. 24418 per mezzo della quale riconoscevano al correntista debitore il diritto di recuperare tutte quelle somme riscosse indebitamente dalle banche sulla capitalizzazione degli interessi. Malauguratamente, il precedente Governo, ha annullato gli effetti di tale sentenza con l’art.2 comma 61 della legge 10/2011 di conversione del D.L. 29 dicembre 2010 n. 225
La situazione ad oggi: la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 78 del 2 Aprile 2012, ha dichiarato “incostituzionale” l’art. 2 comma 61 della legge 10/2011, resituendo di fatto ai Consumatori il diritto di richiedere alle banche tutte le somme riscosse indebitamente
Purtroppo la sentenza n.78 della Corte Costituzionale non risulta di facile lettura ed interpretazione per tutti, quindi proviamo a rendere più chiare le cose per dare la possibilità a tutti i Cittadini di far valere al meglio i propri diritti verso le banche interessate:
1. I raporti interessati sono quelli che vedono il Cliente della banca avere uno scoperto di conto corrente, oppure un conto in rosso anche se al di fuori della concessione di uno scoperto bancario. Su queste somme può essere fatto il ricalcolo per la restituzione degli interessi sugli interessi
2. I conti che risultano essere in attivo non sono chiaramente interessati da quanto qui esplicato
3. Prescrizione: secondo il nostro ordinamento giuridico il diritto a chiedere tali rimborsi si prescrive in 10 anni. Di conseguenza, tutti i conti correnti chiusi più di dieci anni fa, non possono rientrare nella richiesta di rimborso. Quindi ad oggi sono da considerare i conti utilizzati da Maggio 2002
4. Cosa fare: richiedere alle banche la restituzione delle somme di cui sopra. Il calcolo può essere fatto dal proprio Commercialista a cui occorrerà fornire tutti gli estratti conto interessati
5. Se non si ottiene alcun riscontro dalla propria banca, si può agire per vie legali dopo aver esperito la procedura obbligatoria di mediazione
6. Se non si è in possesso della documentazione bancaria (estratti conto), la si può richiedere citando il punto 4 del’art. 119 del testo unico bancario. Il servizio è comunque a titolo oneroso, cioè va pagato alla banca indicando le modalità di pagamento scelte (ad esempio l’addebito su conto corrente). Si tenga presente che le banchce sono tenute a conservare per almeno 10 anni ogni documento relativo al rapporto di conto corrente.
7. Costi: bisogna comunque informarsi bene sui costi della richiesta di documenti perchè le banche impongono costi che spesso raggiungono diversi euro per ogni foglio stampato 
8. In caso si fosse agito per vie Giudiziali, la banca potrebbe anche essere costretta a produrre in ogni caso la documentazione
9. Nel caso della banca che avesse ceduto i suoi sportelli ad altra banca non ci sono problemi di richiesta rimborso alla nuova banca

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