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Italia, allarme commercio: 500mila locali sfitti e città vuote

L’emorragia di imprese del commercio sta causando una nuova emergenza: quella degli affitti. Secondo una ricerca condotta da Anama-Confesercenti, in Italia i negozi sfitti per ‘assenza di imprese’ sono ormai 500mila per una perdita annua di 25 miliardi di euro in canoni non percepiti. In termini di gettito fiscale sfumato circa 6,2 miliardi ogni anno: una cifra superiore al gettito realizzato grazie all’IMU prima casa (circa 4 miliardi di euro) o all’aumento di un punto dell’aliquota ordinaria IVA (oltre 4 miliardi). La percentuale di negozi rimasti senza affittuario varia di citta’ in citta’. Secondo l’indagine Anama-Confesercenti, tra i capoluoghi presi in esame il centro storico piu’ desertificato e’ quello di Cagliari, con il 31% dei negozi chiusi – quasi uno su tre. Seguono Rovigo (29%), Catania (27%) e Palermo (26%). I dati sono relativi ai soli centri storici: nelle periferie il fenomeno e’ ancora piu’ forte. Secondo Anama-Confesercenti e’ necessario “mettere mano al fenomeno ‘inventando un sistema’ che coniughi le necessita’ di messa a reddito degli immobili commerciali con il bisogno delle imprese di utilizzare le strutture per creare impresa, e quindi occupazione e crescita economica. La nostra proposta e’ di istituire un tavolo tecnico, con le associazioni di imprese e delle proprieta’ immobiliari, per studiare un ‘canone revisionabile’, che sia remunerativo per il proprietario del negozio e sostenibile per il conduttore, con un impianto giuridico concordato, condiviso dalle parti nella durata e per le pattuizioni”. Al forte allarme sulle condizioni del comparto del commercio al dettaglio, Confesercenti fa seguire l’azione per trovare un rimedio all’emergenza causata dall’eccesso di liberalizzazioni. Il 17 marzo Confesercenti si mobilitera’ per raccogliere firme in tutte le principali citta’ d’Italia per sostenere l’iniziativa Liberaladomenica: una proposta di legge di iniziativa popolare per riportare nell’alveo delle competenze regionali le normative su aperture e chiusure delle attivita’ commerciali, e porre cosi’ un freno all’eccesso di liberalizzazioni. Il numero di firme necessario per il successo dell’iniziativa e’ di 50.000: di queste, sono gia’ state raccolte piu’ di 40mila in tutta Italia. 

 

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