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Italia, al via la social card targata Fornero

Social card, rieccoci. Nel 2008, sotto la supervisione di Giulio Tremonti e Maurizio Sacconi, non riscosse particolare successo. Ora, a distanza di quattro anni arriva la versione targata Fornero che si affianca a quella vecchia, non ancora abolita. Il nuovo modello è diretto alle famiglie più numerose che dovrebbero percepire un aiuto sino ai 400 euro al mese circa, rispetto alla ricarica di 40 euro mensili del precedente strumento disposto solo per categorie individuali (persone con meno di tre anni o più di 65 anni).
AL VIA IN 12 CITTÀ. Varata dal governo dei tecnici, la nuova card sta per essere sperimenta nelle 12 città più grandi del Paese (Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Venezia, Verona).
Come evidenzia La stampa, il test durerà un anno, per un costo complessivo pari a 50 milioni di euro. Secondo le stime, a usufruire di questi benefici saranno circa 15 mila famiglie. Poche se si pensa che sono circa 370 mila le persone, indicate dal governo, con redditi Isee inferiori ai seimila euro l’anno e che avrebbero bisogno di un sostegno.
IN BASE AL NUCLEO FAMILIARE. Gli aiuti dispensati verrano ripartiti in base al numero dei componenti della famiglia, come si legge in una nota del ministero che precisa: «Il beneficio sarà modulato sulla base della numerosità del nucleo familiare e sarà notevolmente superiore a quello previsto dalla social card ordinaria (che continuerà a operare accanto al programma sperimentale), per arrivare fino a circa 400 euro mensili per le famiglie con 5 o più componenti».
A DISPOSIZIONE DEI COMUNI. Saranno i Comuni a praticare il trasferimento monetario e a scegliere le famiglie che possono usufruire di questi benefici, con particolare attenzioni ai minori presenti nel nucleo familiare.
«La nuova social card», si legge, «diventa uno strumento a disposizione dei Comuni, che effettueranno la selezione dei beneficiari, da integrare con gli interventi e i servizi sociali ordinariamente erogati, ma anche da coordinare in rete con i servizi per l’impiego, i servizi sanitari e la scuola».
Per autorizzare la social card, infine, il beneficiario dovrà sottoscrivere in modo formale il cosiddetto «progetto personalizzato», ovvero si deve impegnare nero su bianco a seguire una serie di attività e di iniziative per uscire dallo stato di crisi e povertà.

Da www.lettera43.it

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