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Italia: al via Agenda digitale per innovazione

Torna in pista il piano nazionale per la banda larga. Il tema, che ha subìto negli ultimi anni continui “stop and go”, entra in primo piano nel decreto sulle semplificazioni approvato ieri dal Consiglio dei ministri. Una disposizione snella, all’articolo 50 della bozza di ingresso al Cdm, prevede la nascita di una cabina di regia per l’attuazione dell’Agenda digitale italiana che, in linea con gli obiettivi dell’Agenda europea, dovrà traghettare il Paese verso «la modernizzazione dei rapporti tra pubblica amministrazione, cittadini e imprese», puntando allo sviluppo di domanda e offerta di servizi digitali innovativi per cittadini e imprese e al potenziamento dell’offerta di connettività a larga banda.
Nessun accenno diretto al progetto strategico pubblico-privato (la vecchia idea della società della rete) che era stato preparato dall’ex ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani e che pure aveva fatto capolino in alcune bozze precedenti. L’articolo fa però riferimento alla promozione della «crescita di capacità industriali adeguate a sostenere lo sviluppo di prodotti e servizi innovativi», formulazione che lascia aperta la porta a diversi scenari.
Nelle settimane scorse il coordinamento dell’Agenda digitale era stato conteso tra ministero dello Sviluppo economico e ministero dell’Istruzione, ricerca e università (Miur). Le bozze precedenti indicavano la possibilità che fosse una direttiva del presidente del consiglio, su proposta dei vari ministeri competenti, a definire il programma italiano per l’innovazione digitale. Nella nuova versione del Dl si stabilisce invece che sarà un decreto del ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il ministro per la Pubblica amministrazione, il Miur e il ministro dell’Economia a istituire, senza nuovi oneri, la cabina di regia, alla quale spetterà anche coordinare gli interventi pubblici sul tema banda larga e digitale di regioni, province autonome ed enti locali. È in vista, insomma, maggiore sinergia tra le azioni nazionali e quelle avviate a livello locale negli ultimi anni.
Nel comunicato finale di Palazzo Chigi, vengono in parte anticipati gli obiettivi della cabina di regia: sviluppo della banda larga e ultralarga (il 5,6% della popolazione è ancora in “digital divide” in oltre 3mila località), diffusione in rete dei dati delle amministrazioni (“open data”), utilizzo del “cloud”, ovvero dematerializzazione e condivisione dei dati tra le Pa, incentivi alle “smart communities”. La banda larga, nell’idea del ministro dello Sviluppo Passera, dovrà essere una naturale prosecuzione di quanto già avviato con il Dl liberalizzazioni e quello semplificazioni per spingere le infrastrutture materiali. Per il ministro del Miur Francesco Profumo «il Paese è ancora in ritardo ma ci sono tutte le condizioni per accelerare».
Positivi i primi commenti sull’Agenda digitale da parte di Confindustria digitale e dell’Authority per le comunicazioni, che aveva avanzato la proposta con una segnalazione al Governo, ma arricchendola di molti più contenuti a partire dall’e-government e dalla diffusione della moneta elettronica.
Fonte: il sole 24 ore

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