Ultime Notizie
HomeTutte le agenzieItalia e EuropaItalia, 13 mld di spreco alimentare: packaging e Ogm raddoppiano i problemi

Italia, 13 mld di spreco alimentare: packaging e Ogm raddoppiano i problemi

Lo spreco di cibo in Italia ammonta a 13 miliardi di euro l’’anno: quanto una manovra finanziaria.
E’ l’’1% del Pil. Con questi numeri riparte la Campagna europea di sensibilizzazione europea Spreco Zero 2016.
Nei dati non compaiono le tonnellate di arance che ogni anno vanno al macero, complice anche la direttiva che fa arrivare arance dall’’estero a prezzi bassissimi, sicuramente pari alle proprietà organolettiche e alla sicurezza alimentare.
Eppure le soluzioni prospettate ad oggi sono i nuovi packaging per fornire confezioni più piccole o migliorative della conservazione e gli Ogm sostenuti dalle multinazionali biotecnologiche.
Le prime insistono sull’’aumento dell’’inquinamento che deriva sia dalla produzione dei materiali di confezionamento che dal loro smaltimento, le seconde condannano gli agricoltori alla morsa delle istituzioni internazionali ormai strumenti delle multinazionali e dell’’Organizzazione Mondiale del Commercio (uno per tutti i 100.000 suicidi di contadini indiani, dati sui quali la FAO ha giocato un ruolo significativo).
Altro aspetto che apre un terzo scenario di autentico allarme per l’’Italia sono i milioni di agrumi (le arance tarocco sono uniche al mondo) che vanno al macero ogni anno. Per avere un ordine di grandezza basti pensare che solo nel 2009 duemila quintali di arance e mandarini della Calabria sono andati alla la Croce Rossa Italiana di Udine.
Eppure, e ciononostante, anziché tutelare quello che produciamo, l’Italia ha creato 2 fondi: quello del Tavolo indigenti che agisce attraverso enti caritativi, industria, grande distribuzione incrementato con 2 milioni di euro per l’anno 2016, e l’altro da 1 milione di euro all’anno per tre anni (2016-2018) che fa capo al ministero dell’Agricoltura e finanzia progetti relativi a ricerca e sviluppo tecnologico nel campo del packaging intelligente antispreco, con la possibilità di coinvolgere i volontari del Servizio civile nazionale.
Altra azione immune da qualsiasi velleità di protezionismo della produzione nazionale è la LEGGE ANTISPRECHI approvata dalla Camera il 17 marzo scorso col nome abbastanza improprio di titolo” “Norme per la limitazione degli sprechi, l’’uso consapevole delle risorse e la sostenibilità ambientale”“: non vi ’è cenno sui circa 5 mila euro di spesa all’anno per ogni ettaro di agrumeto, che solo per la Sicilia vanno dalle 300 euro per l’Ici alle 410 per il consorzio bonifica; dai 120 euro di tasse alle 700 per le normali operazioni colturali. A cui si aggiungono 800 euro per la potatura, 950 per l’energia elettrica; 650 per i concimi al terreno e 250 per quelli fogliari. Senza contare 410 euro di gasolio, 350 di oneri previdenziali e i costi di raccolta. A tal proposito, un dato per tutti: le arance sono vendute a 5-10 centesimi al chilo e sono SCOMPARSI 7 MILA ETTARI DI AGRUMETI.
Dunque, gli sprechi alimentari in Italia sono pari a 5,1 milioni di tonnellate, persi per il 54 per cento al consumo, per il 21 per cento nella ristorazione, per il 15 per cento nella distribuzione commerciale, per l’8 per cento nell’agricoltura e per il 2 per cento nella trasformazione.
Intanto la Cina, tanto per citare un dato beffardo, solo nel 2016 ha mandato in fumo più di 14mila euro di arance e limoni perché non in linea con gli standard fito-sanitari imposti dalle autorità preposte all’’import di prodotti freschi.

Print Friendly, PDF & Email