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IRAP IMPRESE COMMERCIALI: IL PUNTO DOPO LE ULTIME MODIFICHE

Non sono neanche passati tre anni dalla nascita dell’Imposta Regionale sulle attività Produttive, al secolo IRAP, che già si contano ben quattro manovre correttive per una imposta che, istituita con Decreto Legislativo 15 dicembre 1997 n. 446, avrebbe dovuto semplificare il panorama impositivo nazionale abolendo numerosi tributi e contributi, tra cui ILOR e Tassa sulla salute.

Obiettivo fallito !

A correggere l’originario decreto, in un turbinio di tagli, ritagli e frattaglie, sono intervenuti Decreti Legislativi:

10 aprile 1998 n. 137;

19 novembre 1998 n. 422;

10 giugno 1999 n. 176;

30 dicembre 1999 n. 506;

e sono state emanate le seguenti affardellate circolari esplicative:

9 aprile 1998 n. 97 E;

4 giugno 1998 n. 141 E;

16 luglio 1998 n. 188 E;

12 novembre 1998 n. 263E.

Con questo articolo cercheremo di dipanare questa fitta ragnatela di norme e forniremo al lettore una guida agile, sintetica e sistematica che, pur senza approfondire ed analizzare l’esegesi della norma (non è questa la sede) potrà più praticamente essere utilizzata per calcolare, ed ahimè pagare, senza commettere errori questa oscura ed incerta imposta.

In primo luogo ricordiamo che la base imponibile su cui calcolare l’imposta, con l’aliquota del 4,25 per cento, è rappresentata, per le imprese industriali e commerciali, dalla differenza tra il valore ed i costi della produzione così come riportati nelle classi A) e B) di cui all’art.2425 del codice civile.

Non concorrono a formare la base imponibile, e quindi non sono ammesse in deduzione dalla base imponibile ancorché contabilizzate nell’area del conto economico di cui al precedente capoverso:

le perdite su crediti;

le spese per prestazioni di lavoro dipendente;

le spese per prestazioni di lavoro assimilato a quello di lavoro dipendente;

i costi per il lavoro autonomo occasionale e per le collaborazioni coordinate e continuative;

la parte del canone di leasing relativa agli interessi passivi;

le somme spettanti a titolo di rimborso per personale distaccato presso terzi.

Sono invece deducibili, contrariamente a quanto appena affermato:

le spese per l’acquisto di beni e servizi destinati alla generalità dei dipendenti;

i rimborsi a piè di lista riconosciuti ai lavoratori dipendenti;

i contributi per le assicurazioni obbligatorie contro gli infortuni sul lavoro;

le spese, nei limiti percentuali del 70 per cento, sostenute per la retribuzione del personale assunto con contratto di formazione e lavoro;

le spese per l’acquisto di beni e servizi destinati alla generalità dei collaboratori coordinati e continuativi;

le spese analitiche documentate sostenute dai collaboratori e necessarie per lo svolgimento delle loro mansioni.

Le partite di conto economico rilevanti ai fini IRPEG, hanno lo stesso rilievo ai fini IRAP, anche per quanto riguarda l’imputazione temporale. Sarà quindi necessario calcolare variazioni in aumento o in diminuzione di quelle poste contabili che sono valutate diversamente dalla legge fiscale rispetto a quanto stabilito dal codice civile.

Fanno eccezione:

gli oneri sostenuti per l’ICI che, indeducibili ai fini IRPEG, sono deducibili ai fini IRAP;

i proventi esenti di cui all’art.58 del T.U.I.R. che sono sempre imponibili ai fini IRAP;

gli interessi passivi di cui all’art.63 del T.U.I.R., irrilevanti ai fini IRAP;

le spese generali di cui all’art.75 comma 5 seconda parte e comma 5 bis del T.U.I.R., deducibili per l’IRAP ma non per l’IRPEG;

le rendite catastali per gli immobili non strumentali, deducibili IRAP;

le erogazioni liberali, assolutamente imponibili ai fini IRAP

Le componenti positive di reddito che pur classificate nell’area A), siano correlate a componenti non deducibili IRAP sono irrilevanti nella determinazione della base imponibile.

I proventi e gli oneri straordinari, ancorché correttamente contabilizzati nell’area E) del conto economico, se relativi a componenti imponibili IRAP di esercizi precedenti o successivi, devono essere considerati nel calcolo dell’imposta.

Le plusvalenze e le minusvalenze relative a beni strumentali dell’impresa, se non derivano da trasferimento di impresa, devono essere tenute in conto nel calcolo dell’imposta.

I contributi erogati a norma di legge con la sola esclusione di quelli direttamente legati a componenti negativi non ammessi in deduzione dall’imposta, sono rilevanti ai fini IRAP.

Null’altro rimane da aggiungere se non augurare buon lavoro e sperare che il legislatore, finalmente più accorto, conceda una speriamo non breve tregua a questa povera e martoriata IRAP ed ai suoi sventurati sudditi.

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