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INTERVISTA ERMANNO GIORGI CISL

Secondo lei qual’è la percentuale di stagisti che troverà un impiego (sia esso per assunzione o autonomo) all’Aquila e in Abruzzo grazie alle borse lavoro?

Si spera che la borsa lavoro si trasformi nel futuro in contratto a tempo indeterminato. Esistono già i contratti formazione che offrono esperienze lavorative e nella maggior parte dei casi vengono confermati. E’ da notare che sono aumentate le richieste dei contratti di formazione nelle piccole aziende. La differenza fra questi e le borse lavoro è che la borsa non può essere reiterata ed è interesse dell’azienda confermare l’assunzione al borsista. Si spera per ciò in una percentuale di conferme superiore rispetto a quelle provenienti dai contratti di formazione. Inoltre se qualcuno impara un mestiere può organizzarsi un lavoro autonomo contribuendo alla nascita dell’imprenditorialità giovanile e alla conseguente richiesta di leggi adeguate. Ne conseguirebbe che anche le istituzioni e il sistema creditizio si metterebbero in moto avviando un miglioramento.

Quanti sono i ragazzi in Abruzzo e all’Aquila in cerca di una prima occupazione da almeno due anni e mezzo?

E’ difficile fare una stima precisa perché, tra l’altro, molti ancora non si iscrivono alle liste di collocamento.

Alcuni ritenevano all’inizio e ancor oggi ritengono che l’iniziativa delle borse lavoro non attecchirà, specie nel sud Italia. Lei che ne pensa?

Secondo me invece sì, attecchiscono. All’inizio molte aziende vedranno le borse come un risparmio e non come un investimento. Ma poi si rivelerà tale.

Fino ad ora l’U.P.I. ha ricevuto solo 5 domande, secondo lei perché?

Non so, forse A.P.I. ne ha di più.

Le altre U.P.I. fanno la formazione?

Penso di sì

Arriveranno borse a chi non è iscritto a categorie …? Questo requisito per concorrere alle borse non le sembra un canale preferenziale o un’ingiustizia?

Non lo capisco. Forse la ratio può essere che ci si debba essere un filtro in modo da avere un criterio selettivo già a monte. Comunque aspettiamo la sperimentazione sul campo.

 

INTERVISTA PIETRO PAOLELLI UIL

Secondo lei qual’è la percentuale di stagisti che troverà un impiego (sia esso per assunzione o autonomo) all’Aquila e in Abruzzo grazie alle borse lavoro?

Le domande per le borse cercheranno di farle in molti ma bisogna vedere prima le persone che hanno i requisiti: i 30 mesi di disoccupazione, l’età fra i 20 e i 31 anni. Inoltre le borse lavoro possono essere date sia ad aziende ma anche, per esempio,  per le attività dei beni culturali ecc. Se solo consideriamo le domande di aziende, sono convinto che esse potrebbero superare, in totale nelle regioni dove è prevista questa forma di assunzione, le somme previste per le borse di studio. Un’ipotesi di quello che avverrà nei prossimi giorni non credo che l’abbia fatta nessuno anche perché andava fatto uno studio a monte sulle aziende. Penso che quelle che hanno necessità dovrebbe occupare con le borse di lavoro per poi trasformarle in contratti a tempo indeterminato. Questo io me lo auguro ma potrebbe anche non essere così. Il passato (basta ricordare gli incentivi alle cooperative) in merito non è positivo. Il nostro territorio è molto difficile e la mentalità imprenditoriale non è molto aperta, specie nell’aquilano. Però è anche vero che negli ultimi tempi ho notato che, se l’azienda ha bisogno e necessità di lavoratori, li assume. Se non ha bisogno, al di là dell’incentivo, causa comunque difficoltà. Già oggi esistono i contratti formazione lavoro e i conseguenti sgravi fiscali  per le aziende. Ma se un’azienda sta bene e funziona significa che ha risolto il problema numerico rispetto alle commesse che ha. Nell’azienda seria, in questo caso, pur con gli incentivi nuove assunzioni o nuovo personale crea uno squilibrio. L’imprenditore potrebbe pensare a questi provvedimenti lì dove c’è lavoro straordinario per produrre di più. Comunque io penso che preso intero il pacchetto TREO…è una cosa positiva che tende ad una maggiore occupazione.

Alcuni ritenevano all’inizio e ancor oggi ritengono che l’iniziativa delle borse lavoro non attecchirà, specie nel sud Italia. Lei che ne pensa?

Io penso di sì, penso che attecchisce. Ma per attecchire bisogna fare in modo che le aziende producano e  per questo devono avere le commesse e bisogna vedere che tipo di produzione si fa in questo paese. Tutti i paesi industrializzati, specie gli europei e in particolare l’Italia, nei prossimi anni penso che avranno grosse difficoltà. Si dice che gli USA hanno ridotto la disoccupazione al 4% mentre in Europa vi è un tasso di circa il 12% . Io penso che oggi le imprese hanno molta difficoltà: vanno bene quelle ad alta tecnologia in tutti i campi. E’ in parte vero che gli USA hanno ridotto il tasso della disoccupazione con la mobilità del lavoro ma anche con grossi investimenti sulla ricerca ed è questa che riduce la disoccupazione. Perciò non basta il pacchetto TREU…, il governo deve fare investimenti strutturali e sulla ricerca in modo serio. Io penso in sostanza che questa può essere una manovra giusta ma se non è accompagnata da interventi aggiuntivi e collaterali crea solo un lavoro minimale e non risolve nulla.

Fino ad ora l’U.P.I. ha ricevuto solo 5 domande, secondo lei perché?

Io penso, come ho già accennato, che se una azienda ha un suo equilibrio e copre tutte le commesse non ha bisogno di nuove assunzioni. Faranno queste domande solo le aziende che ne avranno effettivo bisogno e necessità. Probabilmente le faranno soprattutto nuove aziende che iniziano le attività in questo periodo utilizzando anche i contratti formazione lavoro. Bisogna tener conto che le piccole e medie aziende si trovano in difficoltà perché i negozi non vendono. Ci sono discorsi di concorrenza con l’estero, di mancanza di fondi di investimento ecc.

Di tutti gli stagisti al di là di quanti verranno assunti e di quanti no , ci sarà  l’occasione di lavorare in proprio non come imprenditore ma come lavoratore?

Certo, dipende dall’azienda dove vanno, dalla professionalità acquisita e dalla capacità di trasformarla in un lavoro autonomo. Oggi anche la scuola e la formazione deve essere rivista tutta. Ad esempio il futuro dell’automobile troverà i computer di bordo e allora non serve il meccanico ma un perito di elettronica o informatica. Io sono convinto che se si vuole risolvere il problema della disoccupazione va vista sì la grande impresa ma è giusto che il lavoro andrà inventato specie in campi come l’industria del turismo. Già si parla tanto di tele-lavoro grazie ad internet o altro. La grande azienda deve esistere e va tutelata ma per creare opportunità bisogna formare la mente dei giovani e una scuola adeguata a questo.

Arriveranno borse a chi non è iscritto a categorie …? Questo requisito per concorrere alle borse non le sembra un canale preferenziale o un’ingiustizia?

Questo non lo so. Posso pensare ad una organizzazione più efficiente da parte di imprenditori iscritti nelle associazioni e comunque sarà poi l’INPS a valutare le domande. 

 

INTERVISTA DI CESARE CGIL

Crede o no al provvedimento delle Borse di Lavoro?

Le borse di lavoro oggi possono essere uno strumento di incentivazione all’impresa per avviare, anticipare una forma di ripresa economica e produttiva con un abbassamento, nei fatti, dei costi, o possono essere uno strumento legato ad una esperienza momentanea di questi ragazzi o lavoratoti. La possibilità di stabilire quale delle due cose è vera o se tutte e due saranno valide è prematuro dirlo: dipende molto dal contesto economico e produttivo tra un anno. Se il conteso sarà di crescita economica e occupazionale, sicuramente sarà stato uno strumento per avviare ragazzi al lavoro. Se invece sia soltanto un elemento di momentanea flessibilità sui costi o di una flessibilità momentanea di una congiuntura che sembrerebbe essere in ripresa, questo si capisce tra un anno. E’ uno strumento da verificare tra un anno. Certo è uno strumento forte di flessibilità: una maggiore di questa e a costo zero per le imprese non esiste. Questo può portare effetti nelle imprese: quelle che già dovevano in qualche modo svilupparsi giustamente ne approfittano per risparmiare ulteriormente sui costi e possono traslare forme di occupazione. Ripeto, è una questione che si vedrà tra un anno.

Ma il fenomeno delle borse, secondo lei, è positivo o negativo?

Io penso che un riferimento positivo si può valutare solo attraverso il riferimento con lo stock degli occupati. Se aumentiamo il numero degli occupati il risultato può essere positivo. Se noi consideriamo il parametro della disoccupazione, secondo me noi sbagliamo, perché io penso che la disoccupazione  visto il ciclo produttivo e come stanno andando adesso le cose avrà un’ulteriore crescita. Anche in presenza di un aumento dell’occupazione noi avremo un aumento della disoccupazione. Quale sarà la valutazione? Come avranno agito le borse lavoro? Paradossalmente le borse avranno avuto l’effetto sul mercato di chi ha incentivato più persone a lavorare e quindi ad una crescita della disoccupazione. Quindi a seconda di come la si guarda può essere considerata un fallimento o una conquista.

E’ stata una battaglia  sindacale questa di proporre investimenti non solo sulle tecnologie ma anche sul lavoro, anche se momentaneo, e sulla formazione. Si spera che sia positiva.

Andando a leggere i dati ISTAT dell’Abruzzo degli anni ’91-’96, il tasso di occupazione va dal 37% al 35,7%. Con il 35,7% del ’96, però, per la prima volta l’Abruzzo è sopra la media nazionale. Se invece andiamo a vedere il tasso di disoccupazione, abbiamo il 10,6% con il 6,7% dei maschi e il 17,3& delle femmine nel ’91. Paradossalmente nel ’93 c’è un crollo che non riguarda i maschi ma le donne che scendono al 13,3%. La diminuzione non è dipesa dal recupero occupazionali ma da altri fattori come ad es. lo scoraggiamento nei confronti del lavoro, il lavoro nero o  altro. Oggi le donne aumento mentre gli uomini rimangono stabili in Abruzzo. Le borse lavoro, io penso, porteranno il dato della disoccupazione dal 9,6% di oggi all’11% perché, incentivando la possibilità di occupazione, senz’altro il numero che effettivamente lavorerà sarà minore della richiesta e così aumenta il dato della disoccupazione. Il concetto economico di piena occupazione non esiste più per una radicale modificazione dei comportamenti. Lo sviluppo economico di un paese si vede dal tasso dell’occupazione principalmente mentre il tasso della disoccupazione è indicatore del comportamento. Questa è la mia opinione. Io ritengo positivo che tutta la popolazione voglia lavorare e di allungare la presenza nel mercato del lavoro attraverso forme di flessibilità che potrebbe essere anche la formula TREU.

Le borse lavoro agiranno su  tutti e due i fattori. Da un punto di vista economico possono essere lo strumento per aiutare la ripresa del ciclo economico, dall’altro c’è il comportamento di chi si rivolge al sistema interrogandosi sul dopo borsa lavoro. Quindi si modifica il comportamento.

Quali sono gli effetti secondari di questo comportamento?

Se noi crediamo che la formazione come filosofia di vita (dal ciclo scolastico fino alla formazione permanente, alla formazione continua, al sistema, ecc.),  è la possibilità continua di verificare  conoscenza “astratta” e esperienza lavorativa pratica e noi stiamo costruendo un modello come la borsa che sia comunque un anno di esperienza lavorativa sul campo, allora la borsa è positiva. E si muove anche in relazione al fatto che noi CGIL siamo sempre stati contrari al salario d’ingresso per una questione contrattuale. Il salario di ingresso presuppone che esista un contratto diverso a parità di prestazione. Questo è sbagliato. Noi proponiamo di contrattare la formazione professionale a tutti i livelli come strumento di inserimento al lavoro. Esperienze sono state fatte ad es. a Gioia Tauro.

I contratti a causa mista, di formazione lavoro sono diventati uno strumento per agevolare gli oneri sociali. Purtroppo anche con i contratti molti non hanno fatto nessuna formazione. Dividendo la parola borsa e lavoro come formazione, questa può funzionare. La formazione, come atteggiamento mentale, deve essere inserita nel ciclo economico.

Se questa legge favorisce le imprese iscritte ad una associazione, perché sono arrivate poche domande?

Forse non c’è ancora convinzione da parte degli imprenditori, forse va fatta un’azione di promozione, forse il soggetto produttivo L’Aquila non riesce ad assorbire questo tipo di domanda.                                                                                                                                                                                                               

Lo sportello che avete aperto alla CGIL è solo per le imprese o anche per i lavoratori?

Per adesso è solo per i lavoratori. E’ evidente che per noi la situazione è particolare: essendo un sindacato noi stiamo attenti a tutto il lavoro dipendente e alle forme diverse di prestazione.

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