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Intervista Bignardi

Esattamente un anno fa si è tenuto ad Avezzano un incontro su “Le scelte universitarie a confronto con le effettive richieste del mondo del lavoro”, organizzato dall’U.P.I. Nel suo intervento, fra l’altro, fece riferimento ai dati contenuti nel V Programma del Presidente della Commissione Europea parlando di “capacità” e di “formazione”. Pensa che qualcosa stia evolvendo? Cosa, secondo lei, è cambiato dopo un anno?

E’ indubbio che i termini “formazione” e “capacità” oggi, costituiscono un binomio molto stretto: l’evoluzione delle conoscenze e le esigenze professionali del mando del lavoro non possono prescindere da una solida preparazione di base e da una formazione continua attraverso l’aggiornamento e la specializzazione. Inversamente, non si può pensare ad una valida evoluzione formativa senza un corrispondente progredire delle motivazioni, interessi e capacità individuali.

Penso che in merito alla formazione qualcosa stia cambiando anche se dopo un solo anno è difficile avvertirne gli effetti. Basti pensare all’impegno che gli Atenei stanno dedicando sia ai processi di orientamento degli studenti per la migliore scelta universitaria, sia a favorire la loro mobilità al livello internazionale con la definizione di criteri di confronto dei programmi fra università di paesi diversi, sia infine ad un rafforzamento dei rapporti con il mondo del lavoro in numerosi settori.

Quali sono le iniziative di integrazione con il mondo del lavoro che l’Università dell’Aquila sta conducendo? L’istituzione dei Diplomi Universitari e le esperienze di tirocinio recentemente attivate (collaborazione al Parco Scientifico, Progetto Ponte o altro) stanno dando alcuni risultati?

I Corsi di Diploma Universitari istituiti dall’Università dell’Aquila seguono gli indirizzi nazionali e si stanno fortemente connettendo con i sistemi produttivi e di servizio. Senza dubbio le esperienze di tirocinio attivate offrono una valida integrazione agli studi e maturazione individuale: in relazione ai D.U. è difficile trarre conclusioni. Infatti questo titolo di studio ha avuto in generale, al livello nazionale, un difficile avvio, sia per motivi connessi alla mancanza di una adeguata normativa che ne garantisse lo sbocco professionale, sia – ciò in particolar modo in zone meno dinamiche sul piano industriale- per una certa diffidenza nei confronti di un titolo così innovativo. Per la verità non va taciuto che anche l’Università ha avuto le sue difficoltà nel concepire nuovi percorsi didattici che spesso hanno ricalcato, in forma ridotta, quelli dei corsi di Laurea. Oggi, nell’inserire elementi nuovi, si ha una maggior consapevolezza di rendere una formazione più professionalizzante, più orientata e più connessa a settori produttivi e sbocchi di lavoro collegati ad esigenze del mercato. In questi ultimi mesi sono state promosse e realizzate specifiche convenzioni per assicurare a tutti gli studenti, specialmente quelli dei Diplomi, la partecipazione ad attività in strutture produttive e adeguate. Inoltre, è in fase di studio con il Parco Scientifico Tecnologico, un progetto che intende incentivare i tirocini anche attraverso borse di studio. Infine sono state riconfermate le iniziative con la Camera di Commercio per il Progetto Ponte.

 Su quali settori l’Università punterà maggiormente nell’immediato futuro e quali le novità per il nuovo A.A. 1997/98?

L’Università dell’Aquila vuole sviluppare tutte le iniziative intraprese in tutti i settori, sia sul versante tecnico-scientifico, sia su quello umanistico. L’impegno è soprattutto rivolto ad individuare ogni percorso utile per migliorare la qualità dei prodotti istituzionali: formazione e ricerca. Considerate anche le difficoltà finanziarie italiane del momento. l’Ateneo intende prima di tutto migliorare il suo rendimento con una basilare razionalizzazione delle risorse e un loro oculato utilizzo.

Per favorire tirocini con studenti e sviluppo di temi di ricerca sono già in atto, come accennato prima, convenzioni con grandi aziende e con piccole e medie imprese di altissima qualificazione tecnologica e di grande capacità organizzativa e produttiva. L’Ateneo aquilano presterà grande attenzione sul rafforzamento e ampliamento di questi rapporti. Bisogna dire che il numero delle convenzioni è elevato ed eventualmente il problema sarà quello di riuscire a sfruttarle pienamente, in tutte le loro potenzialità. Certo è che l’esperienza in azienda dello studente deve essere coordinata insieme fra l’università e l’azienda stessa con attività programmatiche in relazione anche agli interessi e all’orientamento culturale dell’allievo. Da parte sua l’allievo non deve dimenticare che si tratta di un completamento agli studi applicativo e solo un primo approccio alla realtà della produzione.

Quale sarà il suo contributo al prossimo Convegno organizzato dall’U.P.I. previsto per la fine dell’anno?

Oggi numerosi sono i Convegni che trattano i problemi del lavoro e, come ad esempio l’ultimo organizzato a Napoli la fine del settembre scorso, delle imprese nel Mezzogiorno e le loro connessioni con le università, .

Affinché tali convegni possano offrire contributi significativi è importante che vengano portati e confrontati in quella sede dati quantitativi e risultati su specifiche attività. Per il prossimo incontro l’Ateneo potrà offrire certamente dati sulle esperienze in corso.

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