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INTERVISTA AL PRESIDENTE DEL CONFIDI L’AQUILA MARIA ASSUNTA TRICARICO

Cosa deve fare il sistema politico.

accantonare al momento qualsiasi velleità di accorpamento e fusione dei Confidi, agitata di solito per lamentare difficoltà di governo della compagine e sprechi di risorse. Quali che siano le difficoltà a confrontarsi con molti Confidi diversi, non è il momento questo di procedere a modifiche dello statu quo.

La politica deve mostrare senso di responsabilità, che significa anche pagare in prima persona lo scotto di scelte del passato,  basate su criteri  puramente clientelari.

La creazione di un solo o di pochi Confidi da quelli esistenti, necessita di procedure legali complesse, che  dureranno ottimisticamente per oltre 12 mesi, comportando inoltre, nelle more, dei periodi di vacatio  nei quali non vi sarà un organo deliberante e, in conseguenza e soprattutto, non vi sarà una sola banca che accetterà una garanzia non sapendo chi è  il garante.

In questo momento i Confidi devon essere pronti ad horas  a intervenire in garanzia delle imprese e sarebbe irresponsabile creare un vuoto nel sistema.

Dare il massimo sostegno economico ai Confidi, non soltanto assicurando il flusso diretto dei fondi di garanzia, ma anche promuovendo e favorendo tutte le  azioni collaterali che rafforzino i pilastri del sistema di sostegno economico. Significa: creare, anche a mezzo della finanziaria regionale, un fondo di controgaranzia per i Confidi,   che consentirà ai Confidi  di garantire anche imprese a più grave rischio, per consentire a queste la concessione di finanziamenti finalizzati a investimenti di rilancio o consolidamento del debito a breve. Ovviamente il sistema bancario dovrebbe collaborare nell’individuare a priori il profilo di rischio oltre il quale si dovrebbe applicare la garanzia incrementale.

Assumersi la responsabilità degli attuali ritardi dei pagamenti della P.A. nei confronti delle imprese. Naturalmente si auspica che le amministrazioni pubbliche paghino i loro debiti a scadenza.

Nel frattempo, per non far gravare le loro inadempienze sulle imprese, da tutte le sedi di Confindustria sta sorgendo l’invito a creare un sistema unico di certificazione dei crediti delle pp.aa., i cui termini abbiano oltrepassato quello contrattuale. Tale certificazione, con modalità da definire, costituirebbe garanzia pubblica di questi crediti. In tal modo, le banche potrebbero impegnarsi a enucleare questi crediti nel considerare le passività di una impresa, non li dovrebbero calcolare nella definizione del rating aziendale e non  li dovrebbero calcolare nell’ammontare della garanzia richiesta ai confidi

 

Cosa deve fare il sistema bancario.

Assicurare l’afflusso di credito alle imprese. I Confidi condividono con le banche la natura finanziaria, sono tenuti quindi agli stessi doveri di prudenza e tutela del patrimonio. Non corrisponde ad interesse  generale una non meglio identificata generosità delle banche.

E’ invece necessaria una vera  e sostanziale solidarietà,  che è altra cosa. Significa:

-non razionare le linee di credito già in corso; non allungare i tempi di istruttoria per l’erogazione del credito, non aumentare rispetto all’anno precedente la richiesta di ulteriori garanzie al credito; garantire la flessibilità del costo del denaro, adeguandosi tempestivamente ai parametri di riferimento in ribasso.

E’ importante rafforzare e monitorare il rapporto banca impresa, per non giungere a vere e proprie aberrazioni nel calcolo automatico del rating aziendale.

In questo senso le banche devono fare uno sforzo di aggiornamento della propria capacità imprenditoriale . E’ noto infatti che al significativo aumento di informazioni qualitative richieste dalle banche alle imprese, non è ancora seguita una capacità da parte delle banche di valutare e quindi supportare piani di sviluppo o, più semplicemente, comprendere realmente la portata di una congiuntura negativa di una azienda, che magari ha motivazioni meno gravi di quelle che potrebbero apparire dalla semplice lettura dei numeri..

 

La trasparenza del rating è fondamentale in questo periodo critico.  Le imprese e le banche devono avere un dialogo più serrato e trasparente sul contenuto e sulla procedura dell’applicazione del rating.  Questo consente alle imprese di intervenire tempestivamente sulle proprie aree deboli, e trasforma il rating  stesso in strumento di crescita consapevole, anziché in numerico fattore punitivo.

 

La crisi è in evoluzione e quindi molte delle misure concrete da prendere saranno dettate molto semplicemente dalle realtà che dovremo  via via gestire.

 

Presidente Confidi L’AQUILA

 

M.A. Tricarico

                   

 

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