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Intervista al dr. Tordera – Ottobre 2004

 

Domanda: E’ vero che la banca era assente ai tavoli di programmazione della Regione?

 

Risposta: E’ una affermazione non rispondente alla realtà.

La Carispaq partecipa regolarmente agli incontri; alcune volte vado personalmente, altre volte delego collaboratori.

Anche l’Abi Regionale dal 2003 partecipa al Tavolo di Concertazione sul bilancio e sulla legge finanziaria.

Inoltre l’ABI Regionale dal maggio 2004 partecipa alle riunioni della Commissione Tripartita Regionale nella veste di auditore.

 

Domanda: L’Abruzzo lo ha un programma di sviluppo? Lei lo conosce?

 

Risposta: nella Banca che dirigo è attivato un ufficio, nell’ambito della Direzione Crediti, che segue direttamente tutti i provvedimenti emanati dalla Giunta Regionale.

Il nostro monitoraggio è costante e attento.

Programmare non significa soltanto creare progetti per la realizzazione di infrastrutture materiali che comunque in Abruzzo sono ancora carenti.

La conferenza di Lisbona ha indicato chiaramente che è in crescente difficoltà il modello industriale basato sulla produzione materiale. Lo scenario è cambiato e, tra gli altri, occorre adeguare i rapporti banca-impresa: ciò significa innanzi tutto non confondere i ruoli o, peggio, far finta di non capire che lo “scenario è cambiato”.

Quando leggo alcune considerazioni sul sistema creditizio constato che si continuano a cavalcare storie vecchie di 30 anni sul rapporto banca-impresa, e anziché dar vita a nuove opportunità si ripropongono polemiche delle quali non si avverte la necessità.

Le banche in Abruzzo finanziano migliaia di iniziative e costituiscono la spina dorsale dell’economia.

Vi fornisco i dati pubblicati da Banca d’Italia nelle “Note sull’andamento dell’economia dell’Abruzzo nel 2003”:

 

ABRUZZO:   RACCOLTA DIRETTA                   13.925 milioni di euro

                        IMPIEGHI                                       13.862 milioni di euro

                                                                                  (di cui sofferenze 982 milioni di euro)

Perché si afferma che le Banche raccolgono in Abruzzo e impiegano altrove? Non è vero, le risorse finanziarie raccolte dalle Banche presso i risparmiatori in Abruzzo sono di ammontare analogo a quelle indirizzate al finanziamento dell’economia Regionale.

Per quanto riguarda la CARISPAQ in questo momento finanzia Consorzi Acquedottistici per circa 25 milioni di Euro, Società di metanizzazione per 7,5 milioni di Euro e ha in essere mutui di recupero e di ristrutturazione dei centri storici per 450 mila Euro.

Programmare significa saper disegnare un futuro economico e sociale che oggi, e cito ancora la conferenza di Lisbona, è da allocare nella c.d. Economia della Conoscenza (gestione, innovazione, ricerca, sviluppo delle competenze e dei mestieri).

Programmare significa saper individuare gli ingredienti giusti per un territorio che divenga attrattivo e che faccia crescere gli operatori pubblici e privati che vi operano.

Proprio in questa ottica è giusto riflettere sul fatto che nel 2006 finiranno i contributi pubblici; è proprio questa la domanda da porsi: come competerà il nostro territorio sul mercato senza i fondi pubblici? La programmazione politica, intesa come impalcatura legislativa, se vuole aiutare il territorio a differenziarsi, deve decidere la strategia per indicare quei macro settori verso i cui indirizzare gli investimenti pubblici e privati dopo il 2006.

Soltanto in questo modo troveremo aziende che investiranno, insediandosi con siti che non saranno luoghi di assemblaggio ma centri di ricerca, formazione e sviluppo; e troveranno sempre banche disposte a finanziare.

In questo humus la Banca giocherà un ruolo di promotore delle iniziative di private-equity, sia in qualità di advisor che di investitore, attivando anche l’asset management oggi ingessato in un mercato in cerca di nuove idee.

 

Perché, secondo lei, l’assessore muove delle critiche così dure, e adducendo fatti non veri? Forse quello che lei afferma spesso nei suoi convegni su Basilea 2 è già una risposta ai suoi delatori, e cioè che da quando la piccola banca locale è controllata dai grandi gruppi non è più controllata dai signorotti locali?

 

 

Quanto viene investito sul territorio esclusi i mutui per le case ed i prestiti ai piccoli artigiani e simili?

 

 

Questi dati sono disponibili o bisogna chiederli a lei per averli?

 

 

Quanti sono i progetti con richiesta di finanziamento presentati da imprenditori locali? Quanti quelli finanziati? Se è disponibile una suddivisione per provincia la esamini.

 

 

 

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