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Intervista al Cav. Donato Lombardi

L’elezione di D’Amato a Presidente di determinerà una svolta all’interno di Confindustria ?

L’elezione di questo giovane imprenditore del Sud è una conseguenza della svolta che è già in atto, non ne è la causa.

I tempi erano oramai maturi affinché le piccole e medie industrie, che sono il tessuto connettivo dell’economia italiana , compiessero il grande passo: questa cosa finalmente è avvenuta e ne siamo contenti tutti.

 

La “sponsorizzazione” politica di D’Amato potrebbe creare, secondo lei, dei problemi reali all’interno della compagine di Confindustria?

Quando si vince tutti cercano di salire sul carro dei vincitori, ma D’Amato è una persona troppo intelligente per rimanere invischiata in questioni di parte ed è dotato di tutte quelle caratteristiche e qualità che gli permetteranno di rimanere equidistante dalla politica.

 

La vittoria di D’Amato può essere considerata una “sconfitta” di Agnelli?

No, non è una sconfitta di Agnelli, è un portato della situazione attuale. Agnelli è stato e sarà importante per l’Italia, ma i tempi cambiano: è giusto che a decidere non sia più un’oligarchia illuminata, ma una democrazia illuminata, anche in Confindustria.

 

D’Amato ha affermato, più volte, di voler cancellare la concertazione, secondo lei riuscirà in quest’intento?

La stampa ha strumentalizzato il suo no alla concertazione. D’Amato, essendo un imprenditore, sa che non si può prescindere dalla concertazione quando è fattiva e concreta, è molto utile, anzi direi è strategica.

 

Cosa ne pensa di questo giovane Presidente?

Sono un po’ invidioso…perché è più giovane di me!

E’ una persona figlia dei suoi tempi ed è provvidenziale in questo momento di “economia aperta”, perché solo chi è pronto può andare avanti e D’Amato potrebbe essere l’uomo che può dare una svolta definitiva all’economia del Mezzogiorno. Se vogliamo entrare in Europa la via da seguire è quella della competizione e la consapevolezza di avere alla guida di noi industriali uno che la pensa come noi

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