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INTERVISTA A GIORGIO DE MATTEI Assessore ai Lavori Pubblici

Obiettivi e programmi per l’assessorato

Gli obiettivi e i programmi sono piuttosto complessi perché si tratta di un assessorato che di fatto è stato riaccorpato alla luce di quella che era stata la precedente deliberazione della precedente Giunte Regionale, l’Assessorato ai lavori pubblici di fatto non esisteva più. Le competenze sono state riaccorpate e il problema è ora dare degli indirizzi ben precisi sugli aspetti fondamentali. Non a caso ho convocato alcune organizzazioni di settore, ad esempio, l’Ance per quanto riguarda il problema del sostegno e dello sviluppo al sistema edilizio in Abruzzo che è pubblico, l’edilizia residenziale, le grandi opere, i programmi complessi di sviluppo edilizio in regione, i problemi del ciclo integrato delle acque tutto quello che va dalla captazione sino alla depurazione delle acque e tutto quello che comporta la gestione di questo grande problema; poi la protezione civile che è un altro problema. Sul problema edilizio abbiamo alcune emergenze, innanzitutto il problema casa, i ventimila alloggi in Abruzzo sono un problema serio da affrontare immediatamente perché di tali alloggi noni non conosciamo la realtà vera per quanto riguarda la vera per quanto riguarda la richiesta oggettiva, abbiamo poi problemi di gestione e manutenzione di questi alloggi, problemi di alienazione di queste strutture che poi possano divenire anche un reddito per la Regione . Potremmo ad esempio averne richieste reali per quindicimila e poi cinquemila rimanenti non vengono utilizzati. Se avessimo un censimento vero potremmo conoscere anche altri aspetti per garantire attraverso un canone di locazione adeguato, cosa che non è in questo momento perché il canone di locazione in Abruzzo è pari alla metà di quello nazionale, non permette introiti certi per poter garantire una gestione e una manutenzione adeguata; siamo di fronte ad un cane che si morde la coda: cerchiamo di dare servizi adeguati non avendo le condizioni minime sufficienti per poterlo fare. Rivitalizzare l’attività edilizia in Abruzzo, così come abbiamo concertato con l’Ance, che ha grandi problemi intanto sapere entro che linee di finanziamento europeo inserirci per la costruzione di opere e di infrastrutture adeguate; questa è una Regione che non ha infrastrutture adeguate a linee si sviluppo così come le prevedono i nuovi programmi europei. Abbiamo problemi di strade, di elettrodotti, di parcheggi, ad esempio nella zone di Carsoli ci sono due problemi gravi: il completamento dell’acquedotto o meglio avere un quantitativo di acqua sufficiente non solo per Carsoli, ma anche per il Nucleo Industriale. Prima di arrivare al completamento dell’acquedotto sino a Poggio Cinolfo, siamo in grado di garantire un’ottimizzazione dell’utilizzazione dell’acqua che già c’è, e ce n’è tanta, perché il Consorzio Acquedottifero morsicano ha tanta acqua da gestire, ma ne perde molta perché le reti non sono adeguate.

L’altro problema è quello riguardante la strada di accesso: la Provincia dell’Aquila aveva assunto alcuni impegni per circa due miliardi, ma se l’impegno non è suffragato dal finanziamento non si può fare nulla.

Il problema delle opere pubbliche in Abruzzo è estremamente complesso perché tutto ciò che serve a sostenerne lo sviluppo, dalle infrastruttura ai programmi complessi come quelli di carattere europeo, al di là di quei finanziamenti che arriveranno attraverso il documento di programmazione unica (Dopub) e i programmi integrati territoriali che sono di competenza delle provincie e della Regione, ci sono tutta una serie di altri canali come i finanziamenti che attendono programmi come gli Urban, Leader, linee di finanziamento entro le quali noi dobbiamo assolutamente inserirci con programmi adeguati, perché sono le uniche che consentiranno possibilità di sviluppo per i prossimi anni. Non possiamo quindi non possiamo fidare soltanto sul programma di finanziamento regionale o al limite di carattere nazionale, perché non sono sufficienti e comunque ci permettono solo di reggere in parte la richiesta che ci viene da parte delle imprese e del mondo economico di avere le infrastrutture adeguate. Noi non possiamo costruire se non sappiano cosa serve, per questo ho chiesto la collaborazione di queste organizzazioni, per capire bene quali sono gli obiettivi verso i quali dobbiamo indirizzarci e poi avere tempi di snellimento dell’attività burocratica all’interno della regione che ci consentano di mettere in condizioni soprattutto alle imprese di accedere a quei documenti che servano per elaborare i loro progetti in termini assolutamente brevi e anche questo uno dei problemi. E’ capitato in passato che non sia realizzato l’accesso ai finanziamenti perché dal punto di vista burocratico non si è stati rapidi. Il Presidente Pace si è mosso bene, ottenendo un gran bel risultato a Roma che non posso anticipare che ci permette di andare ben oltre che è la possibilità di accedere ai finanziamenti e fondi grazie alla zonizzazione che permetterà a 600mila abitanti di accedere a questi canali di finanziamento attraverso i Comuni che ne fanno parte; poi abbiamo il resto della regione, e su questo piano il Presidente si è mosso, contestualmente ad altri assessorati, tra i quali anche il nostro per recuperare finanziamenti fuori dai normali canali. I rapporti con la Comunità Europea non si basano sulla conoscenza di alcuni funzionari senza poi avere realmente, in Italia i canali ci sono anche attraverso il Ministero e i ministeri competenti e attraverso un insieme di strutture già esistenti, insomma il sistema è integrato.

Anche per quanto riguarda la Protezione civile, c è la possibilità di accedere ai finanziamenti europei, ma ci sono anche canali di finanziamenti nazionali che vanno dai dissesti idrogeologici, alla difesa del suolo, tutta una serie di competenze su quella che è la previsione del rischio, in particolare del rischio sismico o franoso e quindi anche in questo caso stiamo muovendoci per inserirci in questi canali di finanziamento. Già abbiamo messo in cantiere i 30miliardi per la collina di Chieti, per il dissesto idrogeologico, adesso stanno partendo una serie di progetti per problemi analoghi per circa cinquanta comuni.

– La formazione professionale, non è stata solo per noi un cavallo di battaglia solo per noi ma abbiamo riscontrato anche da parte delle associazioni di settore, questa fortissima richiesta. In realtà la formazione è fondamentale per poter garantire livelli adeguati di sviluppo, ormai ha un indirizzo di carattere europeo. La Regione ha delle strutture che si occupano di formazione, ma ci sono già in Abruzzo delle ottime professionalità da parte dei privati (come la Reiss Romoli a livello internazionale), quindi vedo un’integrazione. I servizi collegati all’impiego per quanto riguarda la privatizzazione debbo dire che dai privati possiamo trovare la sollecitazione adeguata, senza dimenticare che il rapporto tra il pubblico e il privato è un problema onnipresente che va dalla sanità alla gestione dei servizi e fino a quando e fino a quando si demonizza non avranno mai una soluzione adeguata, mentre in realtà il problema non esiste: è un non problema. L’integrazione è il problema vero, non il fatto che esistano pubblico e privato. Sui servizi intesi nel senso più ampio del termine così come sono previsti per il prossimo futuro nelle linee di tendenza nazionali e internazionali, non solo più soltanto del pubblico o del privato, è la qualità del servizio proposto che fa la differenza, a questo punto diventa una competizione competitiva, non c’è nessuna idea si sperequazione dell’uno o dell’atro settore da parte della Giunta guidata da Pace; deve essere superata la fase di conflittualità che fino ad oggi ha impedito che tale problema venisse analizzato perché c’era chi difendeva a tutti i costi il privato o il pubblico, questo oggi non è più possibile.

– (investimenti imprese) Sia il Presidente Pace che diversi assessorati si stanno muovendo su una linea comune di indirizzo differenziando secondo le necessità, attraverso progetti e programmi che ci vedono inseriti nei finanziamenti europei per non dare occasionalità agli interventi. Gli assessorati non si muovono più per conto proprio, ma integrato come invece avveniva prima perché c’era la difficoltà di mettere insieme progetti e programmi che viaggiassero all’unisono. Oggi all’interno della giunta, quando il problema viene sollevato all’interno di un assessorato lo si valuta in relazione all’integrazione con gli altri. Se dobbiamo ad esempio accedere ad un finanziamento europeo che può vedere integrati problemi relativi a viabilità e trasporti, alla difesa del suolo e a progetti di sviluppo attenenti ai nuclei industriali perché non farlo contestualmente con progetti omogenei, evitano quindi di andare a configgere con le intenzioni dell’altro.

– (programmazione negoziata) Per quanto riguarda i distretti la cosa è piuttosto complessa: siamo in una posizione intermedia, la possibilità di andare a risolvere il problema dei nuclei in termini definitivi entro il termine stabilito è difficile, perché così com’è oggi la situazione è estremamente difficile . La soluzione invece è che l’assessore Dominici riesca a mantenere le cose così come sono, altrimenti dovremmo commissariali di nuovo, ma la riforma del settore è già stata messa in cantiere. Il Contratto di programma secondo me potrebbero andare, ma qualche cosa va rivista; la sinistra ci ha accusato di aver bloccato i programmi integrati territoriali, ma ciò non è vero perché per decidere quello che succede nei prossimi sei anni dal punto di vista economico e finanziario in Regione dobbiamo decidere oggi e il nostro programma per alcuni aspetti non è sovrapponibile al Dopup che è stato elaborato dalla precedente giunta. Distretto di Pescara è un problema, il primo che è stato sollevato Da Domenici.

– Politica Fiscale: Al di là delle enunciazioni di principio degli sgravi alle aziende, è vero che le Regioni avranno delle opportunità di legiferare sul piano fiscale però è altrettanto vero che noi ereditiamo una pozione pesantissima dal punto di vista fiscale e tutto ciò ci sta creando delle difficoltà: la nostra regione rischia dal punto di vista finanziario di avere per circa un anno una anno e mezzo grandi problemi. Noi stiamo cercando di muoverci a trecentosessanta gradi per cercare i finanziamenti che ci permettano di reggere l’urto. Il fisco lo affrontiamo in maniera piuttosto attenta cercando di garantire entrate certe attraverso una verifica, l’altro giorno sono stato attaccato dal Sig Rapagnà perché ho detto quello che altri mi avevamo riferito cioè che i consigli di amministrazione dell’Ataro(?), quelli che gestiscono la casa, ma hanno comunicato che c’è una morosità dovuta al non pagamento dei canoni di locazione per circa 15 miliardi e gli strumenti previsti per recuperare questi soldi non ottengono nessun risultato. Questo tipo di situazione determina che se non si garantiscono entrate certe l’erogazione di servizi. Oggi abbiamo una proposta di legge che viene fatta dal consigliere Coletti che rivede i canoni di locazione, ma se questo è un provvedimento estemporaneo non calato nella riforma della legge, risulterà essere solo un provvedimento tampone. C’è bisogno quindi di un intervento strutturale che permetta di avere entrate certe sulla base di certezze e valutazioni certe, poi si può valutare su come incidere sul sistema fiscale. Ora non se ne può parlare, perché noi vorremmo dare all’economia abruzzese una scossa strutturale, almeno di un paio di leggi non riesco a capire l’esistenza visto gli effetti che producono come quella sui canoni di locazione o quella sugli enti d’ambito che dovrebbero essere gli organismi che elaborano le linee di indirizzo per la gestione del problema acqua, poi abbiamo sei consorzi acquedottiferi che dovrebbero gestire l’acqua. Per gestire due grandi problemi come l’acqua e la casa, sono necessari ben 18 consigli di amministrazione. Stiamo rivendendo anche alcuni aspetti di leggi che non ci sembrano in linea con lo snellimento dell’attività burocratica, su una ottimizzazione delle risorse, sulla loro razionalizzazione ad esempio non produciamo acqua per tre volte la necessità di questa Regione, perché non la razionalizziamo e la vendiamo all’esterno rendendola utile anche da punto di vista economico? In questo modo se abbiamo un ritorno cerco possiamo incidere sul sistema fiscale a vantaggio dei cittadini non aumentando le tasse o trovandone dio nuove. Gli enti d’ambito devono individuare i gestori attraverso una gara pubblica per individuare poi la tariffa dell’acqua, non possiamo rischiare che in Abruzzo si debbano pagare sei tariffe diverse, perché esistono sei diversi enti d’ambito e sei diversi gestori.

– (leggi incentivazione industria) E’ vero che ricerca e innovazione nel campo della tecnologia in particolare è uno dei settori cui la Comunità Europea ha maggiore attenzione ed è anche uno dei settori sui quali sarà possibile ottenere dei finanziamenti veri, che comunque no restano sulla carta ma che è possibile spendere in progetti. L’incentivazione si deve collocare all’interno di qualcosa di più completo dal punto di vista dell’importazione: le imprese in Abruzzo devono collaborare quotidianamente e costantemente perché noi non abbiamo alcuna intenzione di andare ad elaborare progetti e programmi ed ad accedere a linee di finanziamento che non siamo state già concordate e decise con le organizzazioni e le associazioni che hanno competenze nei settori specifici, ad esempio nel campo degli investimenti di carattere industriale e nel campo dell’incentivazione. Nona caso il Presidente Pace qualche giorno fa ha incontrato Confindustria e sulle indicazioni del documento ricevuto prima dell’elezione con un elenco di indicazioni e su questo elenco ci stiamo muovendo per vedere li dove la politica economica della Regione con le esigenze di Confindustria e delle organizzazioni di settore si va a compenetrare, perché non tutto collima ma il Presidente ha dato una risposta piuttosto chiara nel senso che le indicazioni che ci sono pervenute non cadranno nel vuoto, da soli non elaboreremo nulla.

– La fornitura di servizi diretti alle imprese sarà affidata anche ai privati.

– (Investimenti dall’estero in Abruzzo) Sono già in itinere, ma preferiremmo dirlo quando è completato perché non c’è cosa peggiore che promettere una cosa della quale non si possono dare date certe.

– (Internazionalizzazione) Siamo andati troppo ad Est. L’internazionalizzare l’attività della Regione non è una decisione della nostra Giunta è un dato che ci viene imposto. Dobbiamo rivedere tutto perché quella che è la filosofia dell’attuale governo regionale si scontra con la filosofia precedente, non credo che il programma di sviluppo in Abruzzo preveda linee forti come quelle contenute nel documento di Confindustria.

– (Turismo) Il turismo non è diviso a settori, ma è un contenitore molto grande per la Regione, noi quindi abbiamo tante possibilità dal turismo marino a quello montano, da quello gastronomico a quello culturale, tutta una serie di possibilità, ma l’errore che si è fatto e stato quello di chiudere questi settori in compartimenti stagni, come se dovessero avere delle linee di condotta autonome, ma non è così. Le condizioni base che permettano lo sviluppo in senso generale prevedono che questo governo non elabori solamente leggi che incentivino le imprese in senso generale, ma di assicurare alla Regione dei canali di finanziamento, dei fondi ai quali poi legare delle leggi, che permettano poi alle imprese di partire realmente, di iniziare l’attività. La formazione è essenziale, in un seminario nazionale a Roma ci siamo resi conto che tutti i “vivai d’impresa” non possono limitarsi a pensare di far partire le imprese, ma bisogna sostenerla con precisi canali per evitare che chiudono. Preferiamo avere meno imprese con canali di finanziamento che consentano di mantenere l’attività che stanno sviluppando e integrarli nel nostro sistema, farli partecipare ed utilizzare i loro servizi per rendere più razionale l’attività che svolgono in settori innovativi che servano realmente.

 

 

SCIARRETTA

Assessore all’Agricoltura

L’impegno programmatico dell’intera giunta su questo argomento c’era e rimane nel senso che bisogna cercare di razionalizzare il tipo di formazione per cercare di andare incontro al mercato del lavoro. Su questo argomento non so quali sono le intenzioni dell’assessore, ci sono già degli enti privati già convenzionati con la Regione poi ci sono i centri gestiti dalla Regione stessa.

1(competenza pubblico/privato) Se è un problema di natura politica, sono per la liberalizzazione ovviamente con un controllo da parte dell’Ente erogatore dei finanziamenti, se è un problema tecnico non posso rispondere perché va affrontato dall’assessorato competente.

2(aiuti diretti agli investimenti) Interventi a pioggia ed interventi assistenziali non sono più previsti, come da direttive europee.

3Si. Per quanto riguarda l’istituzione dei distretti Industriali dipende dalle proposte che verranno in Giunta dal responsabile del settore, il collega dell’industria.

4(autonomia finanziaria) problema colleghi, ma dovremmo rivedere l’impostazione avviata.

5(politica incentivi) Ricerca e innovazione tecnologica saranno i temi portanti del processo di sviluppo industriali.

6Bisogna rivedere il sistema perché l’aver creato i distretti Industriali e altri soggetti istituzionali e poi per mancanza di fondi non aver finanziato le leggi vuol dire aver fatto un buco nell’acqua bisogna intanto vedere se ci sono dei finanziamenti per far decollare queste strutture, ad esempio ci sono molti distretti industriali che non hanno le infrastrutture.

7Compito assessore industria

8Investimenti estero non so rispondere.

9Idem

10(turismo) Il collega del settore turismo sta cercando di integrare tutte le risorse disponibili sul territorio. L’agriturismo è una realtà in Abruzzo ci sono fondi destinati a questo tipo di attività previsti nel piano di sviluppo rurale.

 

ORSINI

Assessore Formazione Professionale

Dare le competenze professionali ai giovani, a coloro che cercano lavoro per poter soddisfare l’esigenza del mercato, formare gente che abbia il profilo professionale che è richiesto per favorire l’occupazione la formazione professionale è l’obiettivo del mio settore. Per poter attuare ciò il ventaglio di possibilità è molto ampio: dalla formazione tradizionale che riguarda alcune categorie ad esempio come camerieri parrucchieri , alla formazione alle nuove tecnologie tipiche della new economy. C’è stato un incontro alla Reiss Romoli nel quale si è parlato di utilizzare la scuola per corsi di alta specializzazione relativi ad Internet e all’attività ad esso connessa. Si parla sia di formazione continua alle imprese, che debbono costantemente aggiornare le professionalità dei loro dipendenti perché c’è un’evoluzione costante nei processi produttivi e quindi dobbiamo seguire l’evolversi delle risorse umane affinché siano sempre aggiornate rispetto alle esigenze, poi ci sono dei corsi vari corsi indirizzati ad altri tipi di categorie ad esempio nel mondo dell’industria meccanica non sono reperibili saldatori, tornitori e categorie simili perché negli anni scorsi non sono stati fatti corsi dei corsi su queste materie. Le fonti per individuare tali categorie sono su base empirica, le Unioni degli Industriali, le imprese stesse, ma anche a questo riguardo bisognerà attuare un meccanismo scientifico che faccia monitoraggio di mercato, delle rilevazioni sul reale bisogno formativo e dei reali professionali che il mercato richiede. Per quanto riguarda le politiche del lavoro che sono un altro aspetto del mio assessorato, dobbiamo dar vita a politiche che favoriscano l’occupazione femminile, giovanile e l’inserimento dei disabili nel mondo del lavoro ci sono iniziative che riguardano incubatoi d’impresa, cioè quelle iniziative che accompagnano le iniziative imprenditoriali per un certo numero di anni e quando gli imprenditori hanno maturato quell’esperienza necessaria, vengono lasciati al mercato. La Regione Abruzzo ha delle strutture che sono i Centri di Formazione Professionale che sono disseminati nelle quattro province che hanno dei costi fissi, vanno utilizzate al meglio razionalizzando al massimo le risorse, aumentandone la produttività ad esempio aumentando i corsi che si fanno. Al contempo bisogna aprire al privato come si è già fatto in qualche misura, le stesse imprese debbono fare dei corsi al loro interno per la formazione continua e si possono concedere autorizzazioni alle agenzie formative; non bisogna chiudere la porta, sia il privato che il pubblico devono intervenire per rendere efficiente al massimo l’offerta di professionalità.

– (servizi impiego e collocamento) Vi è in corso l’assegnazione alle province, si sta delegando alle province tale servizio dei centri e dei servizi per l’impiego. Anche qui ci saranno sia le aziende private che quelle pubbliche che faranno a capo alle province, si sta innovando rispetto al passato. Prima c’era una trafila amministrativa, i famosi uffici di collocamento, adesso c’è un servizio per orientare i giovani o chi cerca lavoro, un servizio a tutto campo per favorire sia chi offre, sia chi cerca lavoro, sia attraverso la formazione sia indicando i giovani quali sono i percorsi atti a rendere più agevole il collocamento.

– (riqualificazione territorio) Ci sono delle leggi e dei provvedimenti europei, degli strumenti come i Patti Territoriali e i contratti di Programma che saranno utili per favorire l’insediamento di industrie; non ci saranno iniziative isolate, a pioggia, perché proprio la comunità europea fissa delle regole ben precise per concedere questi finanziamenti ed agevolazioni che fanno riferimento a degli strumenti che dovranno essere applicati dalla regione, uno per tutti il Patto Territoriale, nello specifico bisognerà far sì che questi patti territoriali vengano veramente attuati e producano l’insediamento delle industrie l’aumento dell’occupazione.

La Regione non può soddisfare le richieste del Patto territoriale perché passano attraverso una delibera dello Stato che poi darà l’approvazione e il relativo finanziamento, la Regione non si può far carico delle risorse necessarie affinché si evolvano, lo può fare solo per piccoli investimenti.

– (ricerca e innovazione tecnologica) La stessa Comunità europea ha fissato la regola che la ricerca e l’innovazione tecnologica saranno premiate, perché la rivoluzione soprattutto con l’utilizzo delle nuove tecnologie informatiche determinerà un cambiamento radicale dell’economia.

– (Distretti) Confidiamo in un risultato concreto rispetto a queste iniziative, ovviamente le esperienze passate ci lasciano dubbiosi, ma speriamo che le cose siamo cambiate. Il nostro obbiettivo è quello di dare dei risultati concreti, non soltanto nominali. Bisogna fare progetti e prendere iniziative, perché solo sulla base di essi si potranno realizzare delle cose; dobbiamo sperare che tutto vada bene.

– (internazionalizzazione) Questa è un’esigenza reale di conseguenza ci sono passaggi ormai obbligati, sia per quanto riguarda il turismo sia per quanto riguarda altre attività, ad esempio ad Avezzano c’è la Micron un’azienda che fa microprocessori che sono venduti in tutto il mondo, c’è la Telespazio, ormai il concetto dell’internazionalizzazione è già arrivato. Certo il tessuto connettivo della nostra Regione può avere dei ritardi, perché è composto da piccole e medie imprese è da poche mesi che siamo incarica, abbiamo dovuto prima risanare la macchina regionale, dobbiamo prima affrontare problematiche di base per poter poi lavorare, abbiamo appena iniziato.

– (turismo) Dobbiamo dare dell’Abruzzo un’immagine al resto d’Europa e del mondo che venire in Abruzzo conviene perché è un ambiente sano, perché ci sono bellezze naturali, ricettività, servizi. Comunicare al mondo esterno di venire in Abruzzo è una cosa che verrà fatta.

– (attirare investimento in Abruzzo) Per localizzare un’impresa bisogna offrire dei vantaggi, certo non dipenderà dalla regione Abruzzo, quando ci sarà meno burocrazia, quando il livello delle tasse sarà pari a quello europeo, quando ci saranno risorse disponibili e le competenze professionale richieste, ci sarà l’ambiente favorevole alla localizzazione.

Noi vogliamo dare un ordine alle competenze della Regione, dare una svolta netta a quello che è stato l’atteggiamento del passato e vogliamo rendere competitivi tutti i settori con apri opportunità sia per il pubblico che per il privato.

 

VITO DOMENICI

Assessore Industria

Il settore delle attività produttive comprende i tre settori più importanti industria, commercio e produttività. Sottolineo il fatto delle attività produttive perché in un momento di forte evoluzione sia in termini di modelli di sviluppo, sia in termini tecnologici credo che alcune differenziazioni con il tempo verranno proprio superate perché sarà sempre più labile la linea di demarcazione tra un settore e l’altro. Gli obiettivi in Abruzzo sono innanzitutto il consolidamento del tessuto produttivo esistente e un rilancio di tutta l’attività produttiva. Per quanto riguarda l’industria, in Abruzzo è basata, in termini strutturali sui Consorzi dei Nuclei Industriali, soltanto recentemente a seguito della normativa nazionale sono stati inseriti i Distretti che concettualmente sono una cosa diversa; per quanto riguarda questo aspetto strutturale i Consorzi sono ormai un concetto superato nei fatti, nella funzione, nella sostanza e nella filosofia perché una programmazione industriale, una pianificazione di sviluppo non può essere fatta da sette enti diversi che sono i sette Consorzi Industriali, più i quattro distretti, un totale di undici enti ognuno dei quali è gestito come un’entità autonoma. I Consorzi vanno riaccordati, se non altro nella capacità decisionale e presumo un organo sovraordinato alle singole realtà che indirizzi l’operatività dei Consorzi che saranno gestiti in forma diretta da una struttura esclusivamente tecnica. Vorrei superare il concetto di Consorzio ed andare verso quello di distretto perché il Distretto contiene in sé quegli elementi di organicità che aveva il Consorzio, ogni territorio abbia delle vocazioni e potenzialità in specifici settori e quindi senza irrigidimenti eccessivi e razionalizzando le presenze delle industrie si può programmare meglio lo sviluppo della Regione. Il Polo Tecnologico che è a l’Aquila o il Polo delle Comunicazioni che stiamo lanciando, ma già esiste nei fatti nella Marsica e Carsoli, c’è un’industria di tipo metalmeccanico, chimico e di trasformazione agroalimentare sulla costa, queste vocazioni andrebbero razionalizzate per poi prevedere infrastrutture ed azioni conseguenti finalizzate al tipo di produzione che in una certa zona è più consigliata. Per quanto riguarda l’aspetto dell’innovazione nella accezione più vasta del termine, sia in termini di new economy sia come innovazione tecnologica, certificazione di qualità, marketing, alla quale va dato un grosso impulso e sulla quale si giocherà il grosso dello sviluppo. Un altro aspetto importante è il sostegno vero e completo alla piccola e media industria locale, attraverso una infrastrutturazione che sia all’altezza dei tempi e delle esigenze e poi attraverso l’elemento del credito perché oggi in questo campo l’Abruzzo è in una situazione molto arretrata rispetto ad altre regioni, dove le commissioni sono più facili ed agevoli e qui la Regione deve intervenire in diversi modi, sia se diventando, se serve, concorrente delle banche attraverso le proprie strutture operative come la FIRA ed altri enti, sia attraverso una trattativa con gli istituti bancari che con l’autorevolezza dell’interlocutore Regione può portare a risultati diversi da quelli di oggi. Poi c’è l’aspetto dell’internazionalizzazione, in particolare quello del collegamento alla Comunità Europea superato l’Obiettivo 1 che se da un lato ci ha aiutato, dall’altro è stato un grandissimo freno perché ha impedito il dispiegarsi delle reali potenzialità che poi emergono quando c’è la concorrenza e la ricerca del nuovo e del diverso e delle tecnologie avanzate. Bisognerà collegarsi con l’Europa attraverso uno strumento che è proprio di questo aspetto, cioè i concorsi, i bandi di concorso perché al di fuori dell’Obiettivo 1 si accede a finanziamenti soltanto attraverso tali bandi, questo significa acquisire una professionalità più alta, quindi partecipare in maniera preparata a questi concorsi per avere quel valore aggiunto necessario. I fondi strutturali li abbiamo, quindi gestire la quotidianità sarebbe abbastanza riduttivo, dobbiamo trovare il valore aggiunto che si può trovare solo alzando la qualità e partecipando alla pari, con le altre regioni d’Europa, a dei bandi di concorso. Non si tratta di fare una legge, i bandi di concorso prevedono una prima fase che è quella della progettualità che presume delle professionalità che da noi ancora mancano, allora in concreto bisogna reperirle anche all’esterno per poter competere, come ad esempio ingegneri o consulenti che già operano in Europa e contemporaneamente è importante la formazione nostra per poi passare alla seconda fase che sarà quella regime, per poi accedere direttamente; tale formazione dovrà riguardare sia la Regione che le Province e i Comuni, ma anche una preparazione più ampia da parte delle imprese quindi il Consorzio, la nuova struttura che dovrà gestire i crediti. Questo potrebbe essere un momento favorevole, proprio per il cambiamento che c’è nel modello economico che ci consentirà di essere fortemente competitivi con gli altri perché questa volta partiamo alla pari.

– I Distretti esisteranno ed avranno un grandissimo sviluppo, saranno l’elemento propulsivo dal quale ripartire per ogni progetto strategico che riguardi l’industria. A l’Aquila quando parliamo di vocazione elettronica abbiamo già individuato la specializzazione produttiva di quel territorio ove ci sono tutte le condizioni ove c’è l’Università con alcune specializzazioni che sono protese verso questo settore, c’è il Parco Scientifico e Tecnologico che è una struttura di grande prestigio e operatività che può dare un ulteriore aiuto, poi c’è la Reiss Romoli che è una scuola di formazione ad altissimo livello che ha potenzialità enorme.

I Distretti Industriali ad oggi non sono stati attivati, di fatto si muovono ed esistono sulla buona volontà di qualche operatore e di qualche coordinatore tra quelli che erano stati nominati. A Carsoli c’è una situazione paradossale perché la zona è tagliata in due dall’autostrada e le due parti non sono collegate tra loro, sono carenti dal punto si vista infrastrutturale, poi ci sono tutte le azioni conseguenti: l’accesso al credito facilitato per i nuovi insediamenti, la de-burocratizzazione delle procedure, l’azione di promozione del territorio, il cosiddetto marketing territoriale in

Regioni e nazioni. Tale distretto è nato in “forma spontanea” e riceverà dalla regione tutto l’aiuto di cui necessita.

– (Contratto di programma) Il sostegno non sarà solo formale perché c’è bisogno si sostanza. Credo nel Contratto di programma e in tutti quegli strumenti che ci serviranno per reperire fondi a livello nazionale per farci sostenere, sia dal punto di vista burocratico, ma anche per tutto quello che saremo capaci di fare insieme con le Province ed i Comini.

– (servizi imprese) Per me è un obiettivo primario, siamo in alcuni casi abbastanza indietro, in altri molto indietro, quindi la prima cosa è recuperare questi aspetti altrimenti la credibilità dell’Abruzzo in genere in termini industriali, da dove si ricava se non abbiamo le infrastrutture.

– (investimenti estero) Per attrarre investimenti, e non soltanto dall’estero, bisogna avere alcune caratteristiche, la più importante è la parte delle infrastrutture, poi abbiamo una burocratizzazione dei provvedimenti per accorciare i tempi di insediamento, fondamentale è anche l’ambiente: se le persone trovano un ambiente sano si spostano più facilmente per andare a lavorare in questi luoghi e in termini ambientali la nostra è una Regione sana; poi c’è l’aspetto del credito, tutte queste cose messe insieme devono far parte del progetto industria dell’Abruzzo che poi debitamente “esportato” sarà quel marketing territoriale che consentirà ad altre realtà di interessarsi all’Abruzzo.

– (Turismo)No è di mia competenza posso solo dire che l’Abruzzo in genere ha una capacità di spesa bassa il che vuol dire efficienza della macchina amministrativa molto bassa

– (politica fiscale) Finche la politica fiscale sarà dominata da alcune leggi sovraordinate per quanto ci riguarda molto poco potremmo fare. Speriamo che questo concetto di “federalismo” vada rivisto anche quest’aspetto di politica fiscale che vada a vantaggio delle imprese e che possa costituire un elemento di forte attrazione, ma oggi non si hanno gli strumenti normativi.

– (riqualificazione territorio) Alcuni nuclei industriali o artigianali sono considerati come territori di risulta rispetto a quello urbanizzato delle città o anche di risulta rispetto ad un’agricoltura tecnologica avanzata, spesso in abbandono, con strade ridotte male, senza passaggi pedonali finalizzate solo all’aspetto funzionale, in cui prevale l’aspetto industriale senza che ci sia nulla che renda non solo bene organizzate queste zone, ma anche urbanamente vivibili , percepibili in termini positivi da tutti e questo è un problema importante. Fare delle fermate degli autobus protette, mettere dei marciapiedi, delle panchine, degli alberi anche nei nuclei industriali non è uno spreco di soldi per la bonificazione di zone considerate d’istinto dequalificate.

– Lo Sportello Unico è l’elemento principale per la de-burocratizzazione, sinora non è partito esiste solo sulla carta, ma su di esso dobbiamo puntare fortemente, perché è un forte elemento attrattore che richiede tempi medi. Sarà uno degli obiettivi che perseguirò nel mio assessorato; per farlo funzionare servono tre cose: le risorse, professionalità adeguate e volontà da parte degli enti che vi debbono partecipare; per quanto riguarda le risorse le stiamo cercando e le troveremo per quanto riguarda la competenza della Regione; per quanto riguarda le professionalità all’inizio non si hanno e bisogna formarle, sono più professionalità sinergiche e per quanto riguarda la volontà da parte degli enti, la Regione se ne farà promotrice e stimolo. Ritengo che sia un progetto a due tre anni da oggi. Il mio impegno è su due fronti: uno è quello di cercare di spendere le risorse che abbiamo a disposizione nella maniera più snella possibile per evitare che avendo delle risorse poi queste non vengano spese e parallelamente sto cercando nuove risorse per alcune priorità per i prossimi anni. Riequilibrio del territorio, rafforzamento delle misure e dei sostegni possibili alle Pmi sia in termini di assistenza al credito che di informazione alle imprese (marketing territoriale dei prodotti), non trascurando l’aspetto emergente delle multinazionali, sto cercando nuove opportunità.

1) Siccome uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale è stato l’argomento lavoro, cominciamo da lì: con la formazione professionale pensate di risolvere il problema disoccupazione. Come pensate di organizzarla?

I corsi della formazione potranno essere svolti da privati, e cioè, saranno le imprese a decidere quando, come e da chi ricevere formazione?

2) La nuova Giunta crede che tutti servizi collegati all’impiego e al rinnovato collocamento debbano essere liberalizzati ed affidati a privati o debbano essere materia di competenza di enti pubblici?

3) Gli interventi della Regione saranno diretti al sistema produttivo o risponderanno ancora alla logica dell’emergenza e della occasionalità? Cioè, saranno previsti aiuti diretti agli investimenti e interventi volti a riqualificare il territorio?

4) La Regione avrà una disponibilità non solo formale al sostegno della Programmazione negoziata sostanziando il suo impegno con la attribuzione di risorse finalizzate alla attuazione delle proposte?

 5) A questo proposito avete intenzione di istituire due nuovi distretti industriali: uno nell’aquilano per il polo dell’elettronica e l’altro nel pescarese per i servizi avanzati.

6) Come orienterà la politica fiscale adesso che la Regione avrà autonomia finanziaria sia per le entrate che per le spese?

7) La riforma della Pubblica Amministrazione e la semplificazione delle procedure amministative sono uno dei nodi che il nuovo Governo intende sciogliere.

8) Veniamo alla politica degli incentivi, uno degli argomenti più cari a Confindustria. Con il decreto del ’98 (D.Lvo n. 112) la Regione avrà anche funzioni e compiti – prima esercitati dallo Stato – di gestione amministrativa in ordine alle leggi di incentivazione all’Industria .

Ricerca e Innovazione tecnologica saranno al centro dell’attenzione?

9)Veniamo alle politiche di settore: infrastrutture e servizi alle imprese. Argomenti per i quali ormai da tempo le imprese lamentano carenze gravi.

10) Pensate di affidare la fornitura di servizi diretti alle imprese ai privati anziché agli Enti pubblici o organismi della Regione?

11) E riguardo alla esigenza dell’Abruzzo di dover attirare investimenti dall’estero avete pensato qualcosa?

12) Parliamo di internazionalizzazione. Fino ad ora le azioni dirette ad aprire al mondo le imprese dell’Abruzzo sono state assolutamente irrisorie. Non crede che sarebbe necessario un provvedimento ad hoc che preveda inventivi per i progetti di internazionalizzazione e per lo sviluppo dell’E-Commerce?

12)Da ultimo, il turismo. L’Abruzzo non può sottovalutare una, se non l’unica, delle sue risorse più ricche e foriere di sviluppo, reale, nel futuro. Sappiamo che la nostra Regione non sfrutta neanche per un terzo il suo potenziale: ha pensato a come incoraggiare l’imprenditoria in questa direzione?

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