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INTERVISTA A FALCONIO

1) Può fare un bilancio ed una valutazione di questi 5 anni alla Presidenza?

L’Abruzzo esce dalla sesta legislatura regionale con una immagine più forte e prestigiosa. I recentissimi riconoscimenti delle due maggiori agenzie mondiali di valutazione, Moody’s & Poor’s ne sono la prova. E’ un esame da cui non solo la Regione, ma tutti gli abruzzesi, escono promossi. A questo risultato siamo arrivati nonostante le premesse fossero tutt’altro che propizie: nel 1995 l’Abruzzo si affacciava alla nuova legislatura con un bagaglio di problemi irrisolti. Primo fra tutti, l’incertezza derivante dall’essere stata la prima, e unica regione d’Europa, a uscire dal regime degli aiuti per le aree depresse (Obiettivo 1), senza alcuna previsione di accompagnare questo passaggio con una nuova politica di sostegni. E’ una responsabilità che porta per intero sulle spalle il duo Berlusconi-Pagliarini, reo di aver spinto l’Abruzzo su un pericoloso binario morto. Nonostante queste difficoltà, il governo regionale ha attraversato l’intera legislatura senza crisi: cinque anni ininterrotti di presidenza rappresentano un record assoluto nella storia dei governi regionali. Una continuità ampiamente ripagata dai successi conseguiti: l’Abruzzo ha agganciato le regioni del centro Italia, dall’Europa è finalmente arrivata la certezza di un sostegno fino al 2006; il governo nazionale ha concesso ulteriori benefici come gli sgravi per le nuove assunzioni, l’estensione delle misure previste per le aree depresse, l’intesa istituzionale di programma.

 

2)E per i prossimi 5 anni di mandato qual è il suo programma? Quali sono gli obiettivi che si prefigge e come pensa di raggiungerli in termini pratici?

Sarà un programma che, dopo cinque anni passati a mettere a posto i punti di crisi aperti, scommetterà soprattutto sulle energie e la forza degli abruzzesi. E il sistema delle imprese è al primo posto in questa considerazione . Ad esempio, saranno potenziati tutti gli elementi di flessibilità del sistema, soprattutto la macchina burocratica che spesso produce un danno alle aspettative del mondo economico messa al passo con i tempi.

 

3) Secondo Lei quali sono i punti di forza dell’alleanza di centro sinistra e quali quelli dell’alleanza di centro destra ?

Grazie al centrosinistra, questi sono stati gli anni della ripresa del prestigio in Italia e in Europa, di una accorta politica economica, ma anche della crescitae del cambiamento civile della regione. In questo mixer sta la grande forza dell’alleanza. Per la prima volta, l’Abruzzo si è dotato di unpiano sociale, che ha razionalizzato le iniziative a favore delle fascie sociali più deboli ed esposte dei cittadini, aggiornando il modello del Welfare, che è stato reso più efficiente, come del resto invoca il mondo delle imprese. La politica verso i bambini e i giovani ci ha consentito di spendere nella formazione della futura classe dieci volte di più di quanto accadesse solo cinque anni fa. E sempre in tema, voglio ricordare che migliaia di abruzzesi delle zone intrne potranno finalmente disporre del metano a portata di fornello. E in tema di diritto alla salute, qualche significato avrà anche la fine della desolante storia delle incompiute e dello sperpero di danaro puibblico: gli ospedali di due capoluoghi, L’Aquila e Chieti, sono stati completati , le ragioni della difesa della sanità pubblica conciliate con le giuste attese dell’ospedalità privata, che in Abruzzo si colloca su livelli di qualità alti.

 

4) Quello dell’occupazione è ormai l’argomento principe di ogni campagna elettorale: Lei quali isure intende adottare?

A differenza delle altre regioni italiane, sono arrivati investimenti multinazionali: Micron ad Avezzano, Merker a Tocco Casauria, Warner Bros a Montesilvano sono insediamenti invidiati. E tutto mentre le presenza dei gruppi industriali maggiori è stata confermata, il tessuto di piccole e medie imprese e dell’artigianato ha vissuto anni di boom, con una differenza attiva di oltre 2.600 imprese solo negli ultimi tre anni! Gli otto Patti territoriali, approvati con largo consenso delle forze imprenditoriali e sindacali, contribuiranno ad allargare ulteriormente la base occupazionale nelle quattro provincie: si calcola che con 200 miliardi di investimenti saranno creati oltre 1.100 posti di lavoro, con ben 106 comuni interessati.

A chi ha memoria corta voglio rammentare che ci fu consegnato un Abruzzo con una caduta dell’occupazione vertiginosa: tra il ‘91 e il 194, quando ancora le imprese abruzzesi godevano dei vantaggi dei contributi comunitari per le aree depresse e degli sgravi fiscali generalizzati, sono andati in fumo quasi 40mila posti di lavoro. Tendenza invertita ampiamente, come mostra la media dei disoccupati: 8,9% alla fine del ‘99, contro il 22% del Mezzogiorno e l’11,1 nazionale. Sono stati proprio gli strumenti di sostegno creati dalla Regione per l’imprenditoria giovanile e femminile ad arrestare l’emorragia, permettendo in questi anni di creare ben 25mila nuovi posti di lavoro, e a riaprire un circolo virtuoso. Sono state compensate le perdite registrate in alcuni settori tradizionali segnati da ristrutturazioni e mutamenti profondi, come l’agricoltura, le costruzioni, il commercio, alla parte più vitale dell’industria è stata fornita l’opportunità dei distretti. Importante è stata l’azione di riforma avviata nel settore della formazione professionale, allineato a standard di qualità riconosciuti. Ecco, lavoreremo per affinare ulteriormente questi strumenti, che hanno già dato i loro frutti.

 

5) L’Abruzzo e l’Europa: c’è un reale futuro di crescita con i fondi previsti con l’Obiettivo 2? Non sono insufficienti i fondi assegnati alla nostra Regione considerato che l’apparato produttivo della nostra economia non è ancora autopropulsivo?

I fondi assegnati alla nostra Regione con L’Obiettivo due sono stati frutto di un lungo negoziato, che ha coinvolto in varie riprese il Governo italiano. Coprono in percentuale circa il 50% del territorio regionale, nessuna delle Regioni italiane in Obiettivo due ha ottenuto di più, dunque non si può certo dire che siano insufficienti. Per continuare il circolo virtuoso dell’economia abruzzese, occorrono strumenti integrativi: proseguire nel lavoro di attrazione di investimenti, un’opera in cui saremo agevolati dal completamento delle importanti infrastrutture finanziate in questi anni , come gli autoporti, i porti e gli interporti. Poi, un più decisivo ruolo nei confronti del sistema creditizio locale, soprattutto per quel che riguarda il rapporto con la piccola e media impresa: chiuso il capitolo dei tassi di interesse allineati ai valori nazionali, l’interesse va spostato verso le garanzie. E a questo elenco non vanno dimenticati il sostegno allo start-up, la trasmissione d’impresa, la formazione, il sostegno al terziario innovativo.

 

6) La Regione continuerà ad essere un ente di gestione oppure sarà destinato alla programmazione e controllo? Mi riferisco al fatto che molte leggi di delega sono state approvate alla fine della legislatura ma che hanno poi incontrato difficoltà notevoli per essere operative.

Abbiamo avviato un’opera di riforma ingente, a partire dalla struttura regionale: le responsabilità, un tempo spezzettate, sono state ricondotte adesso ad un quadro di dirigenti. E’ stata avviata la riforma della macchina burocratica, è stato dato impulso agli sportelli unici, all’associazionismo dei comuni per la gestione di servizi, al trasferimento di importanti funzioni agli enti locali, i principi e i criteri della “Bassanini” da noi hanno trovato interpretazione attenta. Certo, esistono i limiti che lei ci ha indicato, qualche meccanismo di delega non funziona a dovere. Ma siamo sulla strada giusta: per usare un paragone automobilistico, il quadro dei comandi lo abbiamo cambiato, adesso si tratta ora di intervenire sulla carrozzeria dell’auto.

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