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Intervista a Benito Bove, Presidente della Camera di Commercio

In carica dal 1983, è presidente della Camera di Commercio da sedici anni e si è visto rinnovare il mandato con voto all’unanimità, quasi un’acclamazione. Una bella soddisfazione. I progetti per il futuro della Camera, i cambiamenti vissuti negli anni delle grandi leggi di trasformazione, il rapporto col territorio e le imprese. La parola a Benito Bove.

Presidente, quindici anni di attività nel “commercio”: cosa le sembra delle recenti innovazioni che hanno un po’ stravolto, caricandole di incombenze, le Camere di Commercio?

Una modifica era necessaria, visto che è cambiato il quadro di riferimento delle Camere di Commercio, prima considerate unicamente come referenti degli interessi economici delle imprese. Con la legge del ’93 sono entrate come autonomie funzionali nel novero degli Enti pubblici che costituiscono il sistema istituzionale dello Stato.

Cosa è cambiato, quale è la nuova funzione della Camera di commercio?

Gli ultimi sei anni, sono serviti per l’attuazione della riforma, ora la legge Bassanini ha ampliato la normativa trasferendo alle Camere di Commercio alcune competenze dello Stato e alcune di quelle delegate alla Regione. E’ un modo diverso di rapportare l’Ente al territorio… con una maggiore attenzione alle esigenze della società. L’Ente rappresenterà un’interfaccia tra la collettività e gli interessi economici, che devono essere ricondotti ad un “interesse di rilevanza generale”, cioè interesse di tutti e non di pochi addetti o di una categoria soltanto. Saranno istituiti nuovi uffici tra i quali, per fare un esempio, quelli per la tutela del consumo e la regolamentazione del mercato anche attraverso il controllo della concorrenza tra le imprese. Insomma si tratterà di curare l’organizzazione sotto il profilo “strutturale” in modo da essere in grado di monitorare l’economia della Regione sulla quale operiamo.

In questo nuovo contesto il Cresa, con il quale avete rapporti da sempre, assumerà un ruolo particolare?

In quanto istituto strumentale della Camera di Commercio d’Abruzzo, anch’esso dovrà rinnovarsi per far fronte ad un nuovo modo di studiare e interpretare i fattori dell’economia e, visto che le Camere di Commercio dovranno fornire alla Regione le informazioni necessarie per la programmazione, intendiamo avvalerci anche del valido apporto offerto dalle Università, con le quali sono già in corso degli intese di cooperazione e collaborazione proprio nel campo della produzione e del lavoro.

Quali sono i nuovi progetti dell’Ente?

Ci sono degli obiettivi immediati, imposti dalla legge cui ho fatto cenno. In generale posso dire che l’Ente dovrà

svolgere funzioni di interesse generale per il sistema delle imprese curandone lo sviluppo nell’ambito dell’economia locale: tale rappresentanza non essendo pertanto settoriale bensì generale, deve tener conto anche di esigenze che rientrano a pieno titolo nei rapporti economici e cioè quelle dei lavoratori e dei consumatori. Si tratta, pertanto, di ricondurre ad unità i singoli interessi settoriali in un più compiuto interesse generale e collettivo che spesso si è confuso con l’interesse specifico ora di una categoria ora di un settore particolare… disperdendosi e perdendo la connotazione tipica della “collettività”. In relazione a ciò sicuramente saranno predisposti maggiori strumenti conoscitivi per le imprese e per il loro lavoro, ma senza alcuna ingerenza con le associazione di categoria che continueranno a svolgere la propria funzione determinante per le imprese, soprattutto nel campo dell’organizzazione dei servizi. E’ questo un punto fondamentale: la collaborazione con le associazioni è indispensabile per realizzare i nuovi obiettivi.

Con la Bassanini i Comuni dovranno attrezzarsi per svolgere tutta una serie di funzioni, funzioni che potranno anche delegare alle Camere.

Si, è il caso dello Sportello Unico alle Imprese: i Comuni, che dovrebbero approntare questi sportelli, possono consorziarsi e delegare a noi questa incombenza. Infatti, ci stiamo preparando e abbiamo già stipulato un accordo, tra l’Anci e le Camere di Commercio, per realizzare uno sportello unico informativo: ci siamo impegnati a livello nazionale perché tale sportello diventi operativo in tempi brevi,

Gli sportelli saranno collegati in rete, per cui in ognuno si potranno avere le informazioni di tutto il territorio regionale: piani regolatori dei Comuni, pratiche avviate, collegamenti con tutti gli enti pubblici… potranno essere consultati agevolmente così da accelerare la risoluzione di eventuali problemi. Forse il termine di maggio previsto dal regolamento non potrà essere rispettato, ma speriamo per il meglio.

Quali obiettivi, al di là delle previsioni di legge, vorreste realizzare?

Non amo fare voli pindarici, mi piacerebbe che tutto funzionasse al meglio. Le eventuali proposte verranno prese in considerazione in riferimento alla reale fattibilità.

Un bilancio dopo quindici anni di attività?

Lavoro da sempre con passione, e alla scadenza del mio mandato ho potuto constatare con soddisfazione che sono stato rinominato per volontà di tutti, nessuno escluso: segno evidente di un reale apprezzamento per l’attività dell’Ente che presiedo. Spero di continuare a non deludere la fiducia accordatami.

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