Ultime Notizie
HomeTutte le agenzieUfficio StampaINFN Gran Sasso: Rubbia: nucleare pericoloso, investire di + in ricerca

INFN Gran Sasso: Rubbia: nucleare pericoloso, investire di + in ricerca


Il premio Nobel Carlo Rubbia oggi all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare del Gran Sasso per l’inaugurazione del progetto Icarus
“La presentazione del progetto Icarus, avvenuta nei laboratori dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare del Gran Sasso, apre le porte a una nuova sfida per la fisica contemporanea;

 

una sfida che oggi vede protagonista l’Abruzzo con le sue eccellenze e il suo patrimonio scientifico”: lo ha detto il presidente del Consiglio regionale abruzzese, Nazario Pagano, commentando la notizia relativa al progetto presentato stamane ad Assergi (L’Aquila), alla presenza del Premio Nobel Carlo Rubbia.
“Esprimo tutta la mia soddisfazione per l’obiettivo raggiunto – prosegue Pagano – e mi complimento con la direzione dell’Infn del Gran Sasso per l’importante progetto realizzato in Abruzzo”.

L’esperimento Icarus segna un primato  per l’Italia
In una delle grandi caverne del laboratorio sotterraneo di fisica più grande del mondo comincia la caccia ai neutrini, le particelle che sono i messaggeri degli aspetti più misteriosi dell’universo. Nei Laboratori dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) del Gran Sasso è stato inaugurato oggi l’esperimento Icarus. Il suo padrino è stato il Nobel Carlo Rubbia, che lo ha ideato nel 1977.
“E’ un esperimento nato dalla curiosità e segna un primato  per l’Italia”, ha detto Rubbia. Per il presidente dell’Infn, Roberto Petronzio, è la risposta ad una delle maggiori sfide della fisica contemporanea. Entusiasta anche la direttrice dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, Lucia Votano, per la quale Icarus “apre le porte a una nuova fisica”
Sotto 1.400 metri di roccia, il cuore di Icarus (Imaging Cosmic and Rare Underground Signals) sono due contenitori di argon liquido lunghi 20 metri, larghi 3 metri e alti altrettanto, bersagliati dal fascio di neutrini artificiali prodotti nel Cern di Ginevra e “sparati” attraverso 700 chilometri di crosta terrestre. I neutrini arrivano al rivelatore a decine di miliardi, ma solo 10 o 20 ogni giorno interagiscono con un nucleo di argon, producendo particelle che raccontano qualcosa sulla loro identità e, soprattutto sull'”l’altra faccia” dell’universo, ossia la materia oscura e l’energia oscura che lo costituiscono per ben il 95%, mentre la materia ordinaria corrisponde appena al 5%.

Rubbia, finanziamento per la ricerca in Italia è inferiore all’1% del Pil
Senza finanziamenti la ricerca italiana non avrà futuro: ne è convinto il Nobel Carlo Rubbia, che nei Laboratori dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) al Gran Sasso (L’Aquila) ha osservato che un finanziamento per la ricerca come quello italiano, inferiore all’1% del Pil,  “non potrà garantire un cambiamento né un futuro”.
“Una struttura universitaria sana non può non essere finanziata e senza una buona università non ci saranno né futuro né innovazione”, ha aggiunto. Per Rubbia finanziare la ricerca applicata è molto importante, “ma non bisogna dimenticare che la ricerca fondamentale è come un albero: se si taglia non dà più frutti”. Ricerca applicata e ricerca fondamentale sono due facce della stessa medaglia.
Per il Nobel c’é inoltre “molto da dire, in Italia, sui finanziamenti a scienza, cultura e sviluppo e non dimentichiamo che il problema lo vediamo soprattutto nei giovani: nemmeno Einstein ha più fatto scoperte da 30 anni in poi. Chiediamoci – ha aggiunto Rubbia – se stiamo trattando i giovani come sarebbe giusto. A mio avviso ci sono tante situazioni che potrebbero essere migliorate: basta guardare quanti giovani ricercatori italiani non trovano posto in Italia e devono andare all’estero. Se questa non è una fuga di cervelli, come vogliamo chiamarla?”.
Nucleare, Rubbia: serve riflessione, Veronesi vada a Fukushima
Secondo Rubbia il nucleare “é partito con il piede sbagliato” e se c’era un paese che avrebbe potuto garantire un buon sfruttamento di questa risorsa era proprio il Giappone. Tuttavia a questo punto ci troviamo di fronte ad una situazione preoccupante che mi fa porre molte domande. A 25 anni dall’incidente di Chernobyl ci troviamo di fronte ad un altro problema”.
Il Nobel Carlo Rubbia suggerisce al presidente dell’Agenzia italiana per la sicurezza nucleare, Umberto Veronesi, di andare a conoscere da vicino quanto è accaduto nella centrale nucleare giapponese di Fukushima. “Suggerirei a Veronesi di fare una visita in Giappone per vedere di persona che cosa sta accadendo”, ha detto oggi Rubbia nei laboratori dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) del Gran Sasso (L’Aquila).
“E’ importante – ha aggiunto Rubbia – che la gente capisca l’importanza di quanto è avvenuto a Fukushima. E’ un fenomeno che va capito e penso che il modo migliore sia rendersi conto direttamente dell’accaduto perché tutte le notizie che riceviamo dal Giappone sono incomplete. Abbiamo bisogno di conoscenze più approfondite”.
Comprendere l’accaduto, secondo Rubbia, è particolarmente importante perché “stiamo vivendo una situazione di incertezza che avrà conseguenze enormi, con persone allontanate dalle loro case e problemi con il cibo. Sono cose che hanno bisogno di risposte”. E’ importante, ha proseguito il Nobel, che in futuro ci sia una “comprensione profonda” di questo incidente. “C’é qualcosa che veramente non ha funzionato e mi sembra – ha concluso – che questi problemi debbano avere delle spiegazioni chiare e precise”.
Sul nucleare serve un momento di riflessione profonda: lo ha detto il Nobel Carlo Rubbia.
“Non ho mai detto che il nucleare vada spazzato via, ma oggi serve un momento di riflessione profonda sui motivi che ci hanno portato a questa situazione anomala”, ha osservato Rubbia riferendosi all’incidente nella centrale nucleare giapponese di Fukushima.
“In molti non si sarebbero aspettati un evento del genere in un paese come il Giappone. E’ vero – ha aggiunto – che c’é stato uno tsunami, ma un fenomeno del genere lo abbiamo visto in passato anche a Messina. Fenomeni così eccezionali accadono ovunque”.
Rinnovabili, Rubbia, Italia punti a solare e geotermico
E’ importante cercare fonti alternative di energia e che l’Italia segua questa strada, puntando al solare e alla geotermia: lo ha detto oggi il Nobel Carlo Rubbia, a margine della sua visita ai laboratori dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) del Gran Sasso (L’Aquila).
“L’energia si può fare in molti modi diversi” e “l’energia pulita è una necessità di importanza fondamentale per il futuro” ha rilevato il Nobel. Per questo bisogna fare ricerche in questo campo e utilizzare più di una sorgente, sfruttando le risorse locali. In quest’ottica è importante considerare che “l’Italia è in grado di sfruttare una grande quantità di energia solare e bisogna domandarsi se non varrebbe la pena di fare uno sforzo maggiore in questa direzione”. Sempre in Italia, ha aggiunto, un’altra importantissima sorgente di energia pulita e rinnovabile è il geotermico: “Abbiamo nel sottosuolo enormi sorgenti inutilizzate, basta guardare tutta la zona della Toscana fino alla Campania e oltre. Sarebbe importante riuscire a sfruttare queste sorgenti di energia geotermica”.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi