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INDUSTRIA E CULTURA TRA PASSATO E FUTURO Il ruolo delle imprese nel settore dei beni culturali in Abruzzo

di ROBERTA CAIROLI

Nel corso degli ultimi due anni in Abruzzo si è avviata una proficua collaborazione, e comunione di intenti, tra imprese private ed enti preposti alla ricerca e alla valorizzazione archeologica. Già nell’estate del 1997 iniziarono i lavori per la posa in opera del metanodotto Bussi-Roccasecca della Edison Gas. Il tracciato di allora individuò come aree a maggiore “rischio” archeologico San Benedetto in Perillis, Molina Aterno, Castel Vecchio Subequo e Celano, siti in cui emersero insediamenti preistorici, necropoli proto storiche, abitati preromani, ville di età romana, strutture produttive a carattere artigianale di epoca alto medievale. L’eterogeneità tipologica e cronologica dei resti archeologici portati alla luce e la loro importanza scientifica indussero l’Edison a sponsorizzare tutta una serie di iniziative a vantaggio della conoscenza e divulgazione della realtà archeologica abruzzese. In particolare si avviarono una campagna di scavi nel sito dell’età del bronzo (II millennio a. C.) delle paludi di Celano e, soprattutto, le attività di restauro e di documentazione dei reperti rinvenuti durante i sondaggi preventivi per la messa in opera del metanodotto.

I dati scientifici sono stati sono stati raccolti ed elaborati in un volume dal titolo Archeologia in Abruzzo. Storia di un metanodotto tra industria e cultura , edito nel dicembre del 1998.

Per la presentazione di tale volume si è già svolto un convegno (promosso dalla Soprintendenza archeologica abruzzese e dalla presidenza del Consiglio Regionale e dalla Edison) dal titolo Industria e cultura tra passato e futuro – tenutosi a L’Aquila nella sala consiliare Michetti lo scorso 26 aprile .

Sono intervenuti il presidente del Consiglio Regionale Umberto Aimola, il vicepresidente assessore all’Industria e al Turismo Marco Verticelli, l’assessore all’Urbanistica, alla Cultura, ai Parchi, Stefania Pezzopane, il direttore generale della Edison Gas Massimo Orlandi, il dirigente generale della Dompé s.p.a. Gaetano Clavenna, il presidente dell’Unione Industriali DONATO LOMBARDI, il sovrintendente archeologico dell’Abruzzo Anna Maria Sestieri ed i curatori del libro Vincenzo D’Ercole, funzionario archeologico della Soprintendenza, e Roberta Cairoli, della società servizi archeologici Archeores.

Nell’ambito di quel convegno è emerso che altre realtà imprenditoriali, come la Edison, avevano avviato iniziative nel settore dei beni culturali. Infatti, se Massimo Orlandi ha raccontato l’esperienza Edison che vuole concludersi con l’allestimento di una mostra (nel Museo Preistorico d’Abruzzo presso le Paludi di Celano) per esporre i reperti più significativi fino ad ora emersi, Gaetano Clavenna ha illustrato come l’industria farmaceutica Dompé dell’Aquila nel 1998 aveva colto l’occasione per intervenire a sostegno della conoscenza e della tutela del territorio offrendo la possibilità di effettuare una campagna di ricognizione e di scavi nella futura area industriale dell’Aquila, individuata fra i comprensori dei comuni di Fossa, San Demetrio de’ Vestini, Barisciano e Poggio Picenze. Tale esigenza era scaturita dall’esperienza del nucleo industriale di Bazzano dell’Aquila dove alcuni imprenditori avevano dovuto sostenere a proprie spese il recupero delle sepolture rinvenute nell’area da loro destinata ad accogliere dei capannoni industriali. Allora, infatti, erano venute alla luce oltre cinquecento sepolture, cronologicamente distribuite fra l’VIII ed il I sec. a. C. (tra cui quattro tombe a camera con letti funerari in osso), nonché un importate edificio pubblico di età repubblicana (inizio I sec. a.C.), relazionato con un asse viario e indentificato come una stazione di posta (mansio). Significativo l’intervento di DONATO LOMBARDI che, in qualità di presidente dell’industria siderurgica Presider di Avezzano, ha in progetto la realizzazione di una copia della splendida testa bronzea di San Giovanni Lipioni conservata nel Gabinet des Madailles di Parigi. Nel suo discorso ha messo in evidenza come due settori, apparentemente così distanti fra loro, come l’industria e l’archeologia, possano tuttavia coesistere ed insieme contribuire allo sviluppo economico e culturale del territorio. L’intervento del Sovrintendente Anna Maria Sestieri è valso soprattutto a porre l’accento sul costituendo Museo Preistorico d’Abruzzo (a Celano), nuova ed importate realtà museale, che intende proporsi come centro di studi e di ricerca scientifica delle fasi più antiche della storia dell’uomo e come spazio espositivo per grandi eventi culturali di respiro internazionale. Quanto emerso nel corso del dibattito sembra inserirsi perfettamente nelle linee di sviluppo strategico che gli amministratori regionali si sono preposti e, cioè, di coniugare l’immagine dell’Abruzzo dei Parchi, Regione Verde d’Europa con quella di un territorio ricco di storia e di testimonianze archeologiche in gran parte ancora da scoprire, valorizzare e promuovere.

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