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INDAGINE SEMESTRALE SULL’INDUSTRIA ABRUZZESE PRIMO SEMESTRE 2000

Presentata in conferenza stampa lo scorso 22 novembre, ecco l’Indagine Semestrale sull’andamento dell’industria abruzzese nel primo semestre 2000. All’incontro erano presenti Giorgio Rainaldi, presidente del Comitato Regionale della Piccola Industria dell’Abruzzo, Giuseppe Guerra, amministratore delegato del Mediocredito Fondiario Centro Italia (nonché sponsor della pubblicazione) e Giuseppe D’Amico, direttore di Confindustria Abruzzo,

In breve, ecco i risultati dello studio condotto da Confindustria sulle imprese della nostra regione.

L’economia italiana sta attraversando una fase congiunturale favorevole con un tasso di crescita che nel corso del primo bimestre è stato.

Nel corso del primo semestre 2000 anche l’economia abruzzese, come quella nazionale (che ha registrato un tasso di crescita superiore al tasso medio di sviluppo dell’area europea) attraversa una fase congiunturale positiva. In generale, l’Abruzzo sta attraversando una fase ciclica di espansione con una più rilevante incidenza dei fattori congiunturali piuttosto che di quelli strutturali, rispetto ai quali la nostra regione presenta ancora numerosi problemi irrisolti, quali l’insita debolezza strutturale di una vasta porzione del proprio sistema economico. L’andamento dell’economia regionale, nel corso di questi primi sei mesi, ha conseguito buoni risultati in tutti i comparti con spunti di maggior tono nel settore industriale e nel terziario avanzato.

Anche il comparto pubblico è stato caratterizzato da una fase di relativa stabilità, salvo che in alcune parti del sistema in cui si sono avviati nuovi e più razionali percorsi. In tal senso il recupero di funzionalità degli Enti Locali può giocare un ruolo delicatissimo.

Sul fronte degli impieghi e dei consumi del settore privato, si sono registrati segnali significativi di ripresa anche a seguito del miglioramento delle condizioni lavorative e di un relativo parziale recupero del potere di acquisto dei consumatori.

L’insieme dei fattori lascia quindi presagire, il mantenimento di una prospettiva favorevole ricollegabile in generale alle tante situazioni connesse al rapporto domanda/offerta, soprattutto in funzione di un processo di ammodernamento che finalmente pare abbia cominciato ad interessare anche l’Abruzzo.

 

LA CONGIUNTURA DELL’INDUSTRIA ABRUZZESE

La situazione dell’industria abruzzese si può

considerare soddisfacente soprattutto per il significativo recupero delle esportazioni che stanno divenendo, per alcune specifiche realtà, il principale motore nel processo di crescita. Tale crescita è per buona parte, imputabile alle più favorevoli condizioni di cambio che si stanno producendo nel mercato internazionale.

L’industria abruzzese nel corso di questo primo semestre, ha conseguito in complesso buoni risultati pur registrando tra i vari comparti una relativa disomogeneità in cui spiccano i migliori risultati del comparto dei beni durevoli e/o strumentali e dei beni di consumo mentre rallentano i beni semi durevoli.

I migliori risultati sono stati conseguiti dai settori maggiormente orientati al mercato estero.

In conclusione, si riconferma così una vitalità dell’industria abruzzese che, pur rispondendo agli andamenti più generali dell’economia italiana, evidenzia momenti di incertezza insiti nell’elevata variabilità che i regimi produttivi registrano, sintomo questo di una eccessiva dipendenza dalle situazioni di mercato e dai fattori esterni che si ricollegano ad essi, come l’incidenza dei fattori di scambio e i fattori d’influenza sulla concorrenza.

 

LE PROVINCE

L’andamento produttivo in provincia dell’Aquila manifesta un deciso rallentamento rispetto ai segnali di ripresa già riscontrati nel corso del secondo semestre dello scorso anno, evidenziando il marcato riflesso di quelle situazioni di crisi latenti sul proprio territorio (in particolare quelle riferite al comprensorio aquilano).

Sotto questo aspetto si riscontra, per la provincia dell’Aquila il peggiore risultato in confronto alle altre province. Investimenti e occupazione evidenziano un andamento relativamente contraddittorio con un rialzo dei primi ed una marcata discesa della seconda.

Mentre l’andamento produttivo dell’industria della provincia di Chieti, come consuntivo del primo semestre, registra uno dei migliori risultati degli ultimi anni con un deciso rialzo del regime produttivo e dell’andamento delle vendite supportate efficacemente dalla componente relativa all’esportazione. Nella provincia di Pescara mostra segnali sono decisamente sottotono: l’andamento più generale dell’industria è infatti contrassegnato da una serie di risultati negativi che riguardano sia le potenzialità produttive, sia gli andamenti connessi alla situazione del mercato. Peggiore in assoluto, anche rispetto alle altre province, è risultata la situazione relativa alla produzione finalizzata alla esportazione.

L’industria nella provincia di Teramo, si conferma assieme all’industria chietina, quella più in salute e sicuramente quella meglio attrezzata sul piano della organizzazione produttiva, sia per la maggiore diversificazione che per le caratteristiche strutturali proprie in cui la piccola industria occupa spazi importanti anche all’interno di settori più avanzati. L’industria teramana perde invece qualche punto sul fronte delle produzioni rivolte all’estero.

In generale, nel primo semestre, i risultati conseguiti, dalla piccola industria in termini di produttività sono stati migliori di quelli della grande industria la quale, però, ha mantenuto e in taluni casi ha anche migliorato, i regimi produttivi connessi ai mercati esteri rispetto ai quali hanno anche sensibilmente aumentato le quote di vendita, gli ordinativi e il volume del fatturato.

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