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INDAGINE SEMESTRALE SULL’INDUSTRIA ABRUZZESE 2° SEMESTRE L’ANDAMENTO GENERALE DELL’ECONOMIA ITALIANA

In termini complessivi il risultato conseguito per il 1999 è pressoché identico a quello conseguito nell’anno precedente. L’insieme degli indicatori congiunturali e strutturali nel corso del secondo semestre registrano per l’economia italiana risultati orientati su tendenze positive ma con accenti e toni tali da non delineare un effettivo dispiegamento del processo di ripresa. Per quanto il sistema produttivo abbia sviluppato un ciclo decisamente favorevole nel corso del secondo semestre, l’andamento economico di fondo ha registrato risultati poco confortanti come ad esempio quelli conseguiti negli scambi con l’estero e quelli relativi alla domanda interna. Un ulteriore riscontro non positivo dell’economia italiana viene dalla conferma dei timori già evidenziati nel corso del 1998 circa la caduta di competitività che avrebbe subito il sistema produttivo italiano come effetto del processo di integrazione nell’ambito dell’Euro. In definitiva l’insieme degli indicatori presi in esame dai vari istituti specializzati nelle analisi economiche delineano un quadro ancora pieno di contraddizioni ed incertezze al di là degli accenni e delle valutazioni positive espresse in sede istituzionale come ad esempio quelle relative alla crescita della occupazione o alla ripresa delle esportazioni verificatosi nel corso dell’ultimo trimestre dell’anno. Emblematici sotto questo punto di vista sono gli esiti riferiti all’indicatore di crescita del PIL (appena + 1,4% e tra i più bassi in Europa) o a quello relativo alle componenti occupazione, disoccupazione che di fatto non hanno conseguito alcun miglioramento sostanziale al di la della crescita dell’1% della prima e del calo dello 0,7% della seconda.

 

IL QUADRO REGIONALE

Per l’economia abruzzese il secondo semestre 1999 è stato un periodo di conferma degli andamenti migliorativi avviati nello scorcio degli ultimi mesi del semestre precedente. Dopo un avvio stentato l’andamento della economia regionale secondo gli indicatori istituzionali ha confermato un processo di rafforzamento che tra stenti e contraddizioni si va portando avanti da anni e che riguarda sia l’apparato produttivo in termini specifici sia l’apparato istituzionale e amministrativo. Nel corso del secondo semestre, in Abruzzo per diversi fattori si sono evidenziati andamenti che nella generalità propendono su valori positivi come ad esempio la ripresa degli investimenti e la delle esportazioni. Solo la domanda delle famiglie, pur in ripresa a livello nazionale, stenta a ravvivarsi, mentre si mantiene su ritmi di relativa crescita sul versante di tipologie di consumo come i beni durevoli e delle stesse funzioni di risparmio. Sul piano più generale tutta l’economia abruzzese manifesta ancora una serie di condizionamenti da parte del sistema esterno alla regione, principalmente in dipendenza delle disfunzioni presenti nel sistema e che fanno capo non solo a carenze strutturali ed infrastrutturali, ma anche a situazioni di mercato dipendenti da fattori di competitività e di concorrenza. L’industria di fatto ha conseguito buoni risultati che, seppure hanno riguardato quei segmenti meglio dotati sul piano strutturale, hanno comunque provocato una serie di ricadute e di effetti positivi anche sugli altri settori tra i quali il terziario privato nell’ambito del quale prosegue il trend rafforzativo del sistema dei servizi alle imprese mentre il ritmo di ristrutturazione del commercio accenna già a qualche battuta di arresto. Il comparto pubblico, secondo le prime indicazioni di contabilità, prosegue nel suo passo a rilento per quanto riguarda la messa in moto e l’impiego di risorse pubbliche che, tra l’altro, per la loro ridotta consistenza già condizionano negativamente tutto il sistema degli impieghi. Il settore delle costruzioni, legato a questo processo per la componente delle opere pubbliche, va manifestando anch’esso sintomi di rallentamento del processo produttivo e soprattutto nel comparto delle opere civili e nei servizi. Questo settore prosegue nella sua fase di riconversione: la nascita di nuove aziende che ha registrato nel corso del 1999 ne è una netta riprova. Riferendosi più in generale all’industria nel suo complesso, l’andamento congiunturale di fine anno prelude ad un clima di fiducia in cui si intravedono tendenze verso ulteriori e più significativi miglioramenti con il coinvolgimento, in primo luogo, di quelle parti del sistema più valide e meglio attrezzate, che sono quelle che incidono in via prevalente sugli andamenti economici.

 

1- LA CONGIUNTURA DELL’INDUSTRIA ABRUZZESE In complesso l’andamento nella seconda parte dell’anno si può considerare positivo, pur mantenendo aspetti di incertezza su taluni settori ed in alcune parti del territorio regionale, soprattutto per i risultati raggiunti in termini di produzione, di ripresa e di mantenimento della competitività su alcune importanti aree produttive tra cui ricompaiono anche taluni settori tradizionali nell’ambito dei quali, tuttavia, hanno giocato un ruolo decisivo le aziende più agguerrite e meglio organizzate sul piano delle esportazioni. La fase di transizione connessa alla mancanza di riferimenti di politica industriale, non ancora definiti a livello industriale, prolunga tuttavia ancora situazioni di incertezza soprattutto in quei settori più esposti alla concorrenza dei paesi emergenti nell’ambito dei quali la competitività viene acquisita in base al contenimento dei costi di produzione. I risultati conseguiti a consuntivo nei regimi produttivi sono stati di fatto buoni per il complesso dei settori con esiti addirittura più che buoni per quei settori maggiormente orientati sui mercati esteri.

 

2- I SETTORI .

L’Indagine ha rilevato una situazione che pur se diversificata tra i vari comparti produttivi mostra a consuntivo, salvo eccezioni, un andamento complessivamente positivo e di miglioramento rispetto ai valori del semestre precedente – contraddistinto da una fase negativa e di stagnazione- e di ulteriore lieve miglioramento e/o di stabilità a previsione per il 1° semestre 2000.

In particolare:

la Metalmeccanica ed Elettronica ha conseguito risultati particolarmente positivi che hanno influenzato l’andamento di tutto il comparto industriale;

bene anche l’Abbigliamento, l’Alimentare e il Tabacco, il Legno e Mobili, la Chimica, le Pelli-Cuoio-Calzature, a conferma che anche alcuni settori tradizionali sono riusciti a recuperare situazioni di crisi e di competitività soprattutto grazie ad un miglioramento dell’export. Con toni meno accentuati della Chimica, bene anche la Farmaceutica. Anche se meno buone delle previsioni prospettate bene anche i Materiali da Costruzioni che però attenua le propensioni all’export.

bene ma con qualche accenno di riflessione la Ceramica-Refrattari-Vetro, dove si prevede una riduzione degli investimenti, e le Attività varie, dove a previsione si registrano segnali incerti.

in ripresa ma con segnali ancora sottotono, la Gomma e Plastica e la Carta-Cartotecnica.

toni ancora riflessivi, invece, per il Tessile.

In rallentamento rispetto all’espansione dimostrata nel passato il Terziario Avanzato, dove però, gli investimenti finalizzati alla Ricerca e sviluppo e alla formazione lasciano intravedere per il futuro un clima di fiducia favorevole.

 

3- LE PROVINCIE

A chiusura del 1999, l’industria della provincia di Chieti, dopo il significativo rallentamento del primo semestre, ha registrato un risultato positivo con un riallineamento al ruolo più significativo che essa ha nel contesto regionale (gli indicatori congiunturali relativi all’industria chietina nel corso del secondo semestre 1999 e a previsione, sono in media tutti superiori ai risultati conseguiti complessivamente dall’industria regionale). I risultati conseguiti sul piano della produttività e della competitività (in particolare export) ne sono la riprova.

L’andamento produttivo dell’industria in provincia di L’Aquila a consuntivo del secondo semestre 1999, sebbene influenzato da situazioni di crisi presenti già da qualche tempo in alcune parti del territorio, peraltro ancora non risolte, ha conseguito buoni risultati in linea con l’andamento positivo registratosi più in generale sia a livello nazionale che a livello regionale. Meno favorevole appare invece la situazione dell’industria della provincia dell’Aquila sul fronte degli investimenti e dell’occupazione rispetto all’andamento medio regionale.

L’industria nella provincia Pescara evidenzia nel corso del secondo semestre del 1999 un trend solo moderatamente positivo.

In linea generale, nel corso del secondo semestre dello scorso anno l’industria pescarese è quella che ha registrato l’andamento meno favorevole. Bilanciano quest’aspetto negativo gli incrementi verificatisi nel fatturato, nella produzione, nel trend portafoglio ordini e nell’incremento degli investimenti. Uno degli indicatori più negativi è l’occupazione.

Sul piano previsionale le interviste evidenziano complessivamente un clima positivo.

Nella Provincia di Teramo nel corso del secondo semestre del 1999 si è registrato un andamento complessivamente favorevole in cui la generalità degli indicatori evidenzia il superamento della fase riflessiva attraversata nel corso del primo semestre. Sul fronte del mercato estero si evidenziano segnali di ripresa cauti grazie anche al mantenimento di quote di mercato sui principali sbocchi. Negli investimenti l’industria teramana ha manifestato nel corso del secondo semestre 1999 una relativa incertezza considerato che solo quattro aziende su dieci dichiarano di avere un programma di investimenti . In termini di prospettiva l’industria teramana si allinea all’andamento previsto per il complesso della regione con tendenze al miglioramento.

 

4- ASPETTI DIMENSIONALI

L’indagine conferma ancora una volta, come la grande azienda, salvo situazioni particolari di crisi, riesca a conseguire risultati più performanti rispetto alla piccola impresa, specialmente se appartenente a settori tradizionali, che risente in misura maggiore dei cicli congiunturali sfavorevoli e che mostra minore reattività per quanto riguarda il mantenimento delle quote di mercato e la riorganizzazione dei processi produttivi. L’indagine mostra che la piccola impresa è quella che sia a consuntivo del secondo semestre 1999 che a previsione mostra segnali più incerti e contraddittori a confronto dei segnali positivi provenienti dalla grande impresa o dalla piccola impresa inserita, però, in organizzazioni strutturali di tipo integrato o di filiera.

 

5- ARGOMENTO DEL GIORNO

In questa Indagine l’argomento scelto ha riguardato la competitività e, più precisamente, i fattori esterni alle imprese che possono condizionare negativamente la competitività.

Più in generale, emerge come la perdita di competitività delle imprese sia attribuibile in maggiore misura al fattore lavoro (costo, flessibilità, formazione), in secondo luogo all’efficienza del sistema (infrastrutture, pubblica amministrazione) e in terzo luogo ai fattori relativi all’innovazione. E’ significativo notare che anche il fisco viene considerato anch’esso come fattore di incidenza prioritaria, mentre alla efficienza delle infrastrutture ed alla efficienza della pubblica amministrazione si comincia a dare una importanza ridotta, sintomo forse che in Abruzzo le cose cominciano a migliorare.

 

6- IL SETTORE DELLE COSTRUZIONI

Per quanto riguarda il Settore delle Costruzioni nell’anno 1999 si e registrata la temuta inversione di tendenza rispetto ai dati del 1998 che indicavano una forte ripresa del comparto. Nel 1999 i dati relativi ai tre segmenti del settore delle costruzioni tornano ad essere tutti in decremento anche se in misura differenziata; le opere pubbliche registrano una diminuzione di circa il 55%, l’edilizia residenziale e non residenziale di circa il 4%. Nel 1999 anche gli interventi indotti dalle agevolazioni previste con il recupero fiscale in interventi di recupero hanno subito una inversione di tendenza. L’unico dato positivo riguarda l’occupazione, questo fatto conferma la capacità del settore delle costruzioni di produrre incremento di occupazione diretta ed indotta nei settori collegati. Anche nel numero di imprese c’è stato un lieve incremento. Per l’anno 2.000, i dati relativi ai primi mesi confermano il trend negativo in particolare nel segmento delle opere pubbliche, mentre negli altri segmenti si registra una sostanziale tenuta. Il fermo nelle Opere Pubbliche è da attribuire alle modifiche di legge intervenute con le connesse difficoltà interpretative e conseguente paralisi degli appalti; a ciò si aggiunge la mancata operatività degli interventi derivanti da Quadro Comunitario di Sostegno e dai fondi CIPE per le aree depresse. In definitiva, se nel secondo semestre del 2000 non si avvieranno i finanziamenti e gli interventi programmati, a fine anno si registrerà una diminuzione di circa il 30% negli investimenti e del 8 – 10%. nell’occupazione.

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