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INDAGINE SEMESTRALE SULL’ INDUSTRIA ABRUZZESE SECONDO SEMESTRE 1998

L’evoluzione generale dell’economia

 Il rallentamento della crescita economica manifestatosi nel corso del primo semestre del 1998, segnalato dai principali indicatori di fondo come la domanda interna e la domanda estera si è venuto man mano accentuando nel corso del secondo trimestre sino ad avere un negativo riflesso sul piano più generale, traducendosi in un concreto rallentamento del processo produttivo.

Per l’economia abruzzese, la seconda parte del 1998 è stato un periodo riflessivo, rallentando decisamente gli spunti ed i ritmi più vivaci che intanto l’economia regionale era venuta registrando nel corso del primo semestre.

Nel corso del primo semestre siano state registrate tendenze positive attraverso alcuni indicatori di carattere generale, come la nascita di nuove attività (iscrizioni presso le camere di commercio) e la diminuzione della disoccupazione, per la seconda parte dell’anno la tendenza è stata tutta di segno diverso con una generale caduta del clima di fiducia. Nel corso del secondo semestre, a differenza di quanto è avvenuto a livello nazionale, infatti, si sono evidenziati andamenti che nella generalità si sono orientati su valori negativi, come l’andamento riflessivo degli investimenti in quasi tutti i settori, o il rallentamento della domanda delle famiglie che tra l’altro non ha fruito della marcata tendenza alla riduzione del costo del denaro e della caduta dell’inflazione.

Sotto questo profilo si aggiungo ulteriori fattori come ad esempio quelle dipendenti dall’elevato costo del lavoro, da un sistema infrastrutturale non adeguato a sostenere il processo di ristrutturazione, da una eccessiva rigidità del mercato del lavoro, che hanno in definitiva fortemente indebolito il sistema produttivo regionale e più specificatamente il settore industriale.

In particolare in questo segmento dell’economia regionale gioca un ruolo non la situazione di incertezza che si è creata sia come clima di opinione sia per le concrete situazioni di svantaggio che sono conseguite alla soppressione degli aiuti comunitari.

E quindi, è venuta allo scoperto l’incompiutezza del percorso di crescita del sistema produttivo regionale rispetto alle economie esterne, evidenziando carenze anche di notevole portata, come ad esempio quelle dipendenti dalla mancanza di un adeguato sistema infrastrutturale e di servizio.

Dal punto di vista più strettamente congiunturale, l’economia abruzzese nel corso del secondo semestre dell’anno, ha manifestato un andamento complessivamente sotto tono rivelando, con riferimento ai singoli settori anche talune contraddizioni.

 

L’andamento dell’Industria

La situazione problematica che attraversa l’industria abruzzese, già evidenziata nel precedente rapporto del primo semestre nel 1998, ha trovato puntualmente conferma nell’andamento sfavorevole che ha registrato il settore manifatturiero nell’ultimo scorcio dell’anno.

La difficile situazione nella quale si sono venute a trovare le imprese industriali abruzzesi soprattutto per la perdita di competitività sul mercato internazionale per fattori connessi alla situazione monetaria, la crisi economica che ha coinvolto alcuni mercati di sbocco delle produzioni industriali e la sempre più agguerrita concorrenza straniera hanno ulteriormente attenuato le potenzialità di recupero proprie del sistema industriale abruzzese che per tante volte ed in diverse circostanze nel passato avevano consentito il mantenimento di una relativa competitività sullo scenario nazionale ed internazionale.

Questa difficile situazione, tra l’altro resa più problematica dalla perdita del sistema degli incentivi, l’industria abruzzese anche in questo scorcio di anno, pur riconfermando una relativa solidità nel segmento ristretto delle imprese meglio attrezzate, si è ulteriormente allargata la fascia di rischio per il segmento delle imprese più piccole e soprattutto dei settori tradizionali nell’ambito dei quali la impossibilità di contenere il costo del lavoro rende sempre più difficile mantenere una adeguata competitività sui mercati esteri.

 

Il settore delle costruzioni

Il 1998, nel settore delle costruzioni, può essere considerato, per certi aspetti, l’anno, di inversione di tendenza.

Infatti si è registrato un forte incremento nelle opere pubbliche, una leggera ripresa nel settore dell’edilizia non residenziale o nel recupero edilizio, mentre continua la crisi nelle nuove costruzioni.

Il 1998 è stato, inoltre, caratterizzato da provvedimenti legislativi, nazionali e regionali, volti ad incentivare interventi di recupero (si parla della detrazione fiscale pari , al 41 % della spesa sostenuta e del contributo sugli interessi previsto dalla legge regionale).

La riduzione del costo del denaro, insieme allo snellimento delle procedure, previsto dalle leggi “Bassanini”, dovrebbe completare il quadro favorevole per una ripresa dei settore.

Purtroppo, però, si registra una ulteriore diminuzione deglì occupati ed anche delle Imprese iscritte alle CCIIA

Le cause vanno ricercate, ancora una volta nella forte presenza di “lavoro nero” e dì imprese che, attraverso l’evasione contributiva e fiscale, esercitano una forte concorrenza. sleale nei confronti delle imprese sane e strutturate; valutazioni del CRESME a livello nazionale, confermate da nostre valutazioni, a livello regionale, stimano in un 40% l’incidenza del lavoro nero, con punte del 60% nei lavori privati e del recupero edilizio.

In termini di prospettive, nei primi 3 mesi del 1999 si è registrata una diminuzione nelle opere pubbliche con una produzione sensibilmente inferiore a quella del primo trimestre 1998, c’è una stasi nell’edilizia non residenziale e continua a diminuire la produzione di edilizia residenziale.

I dati relativi alle imprese ed all’occupazione sono invariati.

 

Gli aspetti territoriali

Tenuto conto dell’insieme degli indicatori, ad esempio, la provincia di Chieti ha infatti ribadito tutta una serie di risultati sia sul piano della produttività che dal punto di vista della competitività riconfermandosi anche come la provincia meglio dotata ed attrezzata nell’ambito del sistema industriale regionale.

Per converso la situazione dell’Industria aquilana nel corso dell’ultimo semestre dell’anno è stata attraversata da fenomeni di crisi che ne hanno compromesso visibilmente l’andamento congiunturale.

Le prospettive per il breve e medio termine delineano un quadro ancor più problematico e contraddittorio in cui sussistono previsioni di scarsa potenzialità di recupero della capacità produttiva contestualmente al peggioramento dei cicli di produzione, sia con riferimento al mercato in generale che più specificatamente con il riferimento al mercato estero.

A Pescara invece, l’andamento congiunturale dell’Industria a consuntivo del secondo semestre riconferma un quadro in parte contraddittorio, con aspetti positivi e aspetti negativi nell’ambito dei quali tuttavia si colgono segnali di miglioramento sul versante delle potenzialità produttive in generale e nello specifico sul recupero del collocamento della produzione sui mercati esteri.

Anche per il sistema industriale teramano, nel corso del secondo semestre del 1998, si ribadisce una fase non favorevole contrassegnata da situazioni contraddittorie che rendono in qualche modo il panorama congiunturale abbastanza incerto.

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