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Indagare le criticità tecnico/gestionali attraverso una valutazione della propensione all’innovazione, intesa come innovazione tecnologica, organizzativa, di prodotto/processo, manageriale, da parte della singola impresa è l’obiettivo che si pone L’Union

L’attività di ricerca è stata strutturata in tre tappe (somministrazione di un breve questionario, visita aziendale che prevede un audit tecnologico, analisi dei dati raccolti e diffusione dei risultati; al termine di ogni visita l’azienda ha ricevuto un report contenente spunti e indicazioni sulle tematiche emerse durante la visita) ed ha avuto un buon successo visto che alcune delle aziende visitate hanno già richiesto un secondo appuntamento con l’Università per approfondire gli aspetti emersi come  “critici”.

I primi risultati dell’indagine sono stati presentati lo scorso 21 aprile ad Avezzano presso lo stabilimento della Silver Car S.r.l. e nel corso dell’incontro è stata illustrata la  Metodologia utilizzata e poi sono state presentate delle proposte operative “trasversali”, ossia riferibili all’intero comparto merceologico.

In particolare, la proposta di creare un sistema di approvvigionamento congiunto (specialmente per materiali di tipo metallifero) ha riscosso notevole interesse ed avrà immediata operatività. In tal senso, l’Università di L’Aquila, sulla base dei dati raccolti presso le Aziende che vorranno aderire, effettuerà gratuitamente uno studio di fattibilità del sistema di approvvigionamento congiunto e la bozza del progetto preliminare sarà presentata entro il prossimo 31 luglio.

 

Intervista a Luciano Fratocchi

Le visite aziendali (audit tecnologici) sono state eseguite dal Professor Luciano Fratocchi, accompagnato dalla laureanda Annaliza Filauro, e da un funzionario dell’Unione Industriali, il Dott. De Bartolomeis.

Al Professor Fratocchi, Associato di Ingegneria economico-gestionale presso il Dipartimento di Energetica della Facoltà di Ingegneria dell’Università de L’Aquila, abbiamo rivolto qualche domanda.

Concretamente come sono stati condotti gli audit tecnologici in azienda?

Gli audit sono stati svolti sulla base di una metodologia messa a punto dal Gruppo di ricerca Management&Impianti del mio Dipartimento a seguito  della partecipazione al progetto Innovation dell’Unione Europea, teso a favorire il trasferimento tecnologico da e verso le PMI. In quest’ottica, si è fatto ricorso ad un’intervista semistrutturata, volta ad approfondire le peculiarità delle imprese analizzate ed a fare emergere i punti di forza e di debolezza, evidenziando quindi i fabbisogni e/o le offerte di innovazione. A tal proposito, va però sottolineato che il termine innovazione è stato inteso in senso lato, non pensando solo alla realizzazione di nuovi prodotti e/o processi produttivi ma anche ad innovazioni relative ad elementi di carattere organizzativo e/o gestionale.

Successivamente alla visita aziendale, ogni azienda ha ricevuto un dettagliato rapporto sulle criticità emerse e le possibili soluzioni. In taluni casi, inoltre, sono stati realizzati dei nuovi incontri – sia con il team di valutazione sopra descritto – sia con specifici specialisti indicati dall’Università in funzione delle problematiche emerse. Nella quasi totalità delle aziende interpellate, a seguito dell’audit tecnologico si sono attivate collaborazioni con specifici Dipartimenti e gruppi di ricerca dell’Università ed in taluni casi i problemi emersi sono stati già risolti o sono in corso di risoluzione. Ritengo infine fondamentale sottolineare l’importanza che nella soluzione di alcuni dei problemi emersi possono avere i tirocini di studenti prossimi alla Laurea triennale o a quella specialistica. In molti casi, il tirocinio – opportunamente ed assiduamente coordinato per gli aspetti metodologici da un referente accademico – consente sia di risolvere i problemi emersi, sia di valutare “sul campo” un potenziale futuro collaboratore. In tal senso, mi sento di sottolineare che non tutte le aziende in cui sono stato hanno piena percezione di questa opportunità. Spero che questa occasione sia stata utile anche in questo senso, dato che l’innovazione si realizza soprattutto attraverso le persone ed i loro relativi processi di apprendimento. In quest’ottica un più stretto collegamento tra Università ed imprese è assolutamente benvenuto.

Qual è il grado di innovazione delle aziende metalmeccaniche visitate?
Più che il grado di innovazione – concetto, di per sé, assai difficile da valutare in maniera assoluta – la ricerca ha permesso di evidenziare il grado di disponibilità delle PMI a ricevere e/o ad offrire innovazione, nel senso lato del termine precedentemente indicato. In un precedente lavoro condotto dal mio gruppo di ricerca, avevamo calcolato in 20,3/100 la propensione media del settore metalmeccanico abruzzese a fornire innovazione ed in 20/100 quella media a ricevere innovazione. Nel campione di imprese analizzate in questa esperienza con gli associati dell’Unione industriali provinciale operanti nel settore metalmeccanico, si è notato che – per ambedue gli indicatori (input ed output) delle sei imprese la metà si posiziona su valori superiori alla media regionale e la metà al di sotto. E’ particolarmente interessante notare che le tre imprese con valori superiori alla media, raggiungono questo livello sia per l’indicatore relativo alla propensione alla ricezione di tecnologia che a quello per la messa a disposizione. Tale evidenza, appare particolarmente significativa, in quanto dimostra che l’innovazione abbisogna di un ambiente aziendale idoneo, il che dovrebbe far pensare molto alcune PMI della nostra provincia, poco orientate ad investire su tale fronte e maggiormente orientate al contenimento dei costi. Infine, va notato che due aziende si caratterizzano per indicatori particolarmente interessanti, ed una ha un indice di propensione al trasferimento di innovazione verso l’esterno superiore a 53/100. In altri termini, appare confermata l’idea – già emersa nell’ambito del Progetto Innovation – che nella nostra provincia si “nascondano” delle realtà imprenditoriali particolarmente innovative, che meriterebbero di essere opportunamente aiutate ad emergere. Confesso che, nonostante conosca abbastanza bene il tessuto imprenditoriale locale, mi è capitato di visitare imprese che – in specifiche nicchie di mercato – rappresentano dei player di rilevanza internazionale.

Quali sono le problematiche/aree critiche “trasversali” del comparto metalmeccanico?
Le principali problematiche “trasversali” evidenziate nella ricerca possono essere ricondotte a quattro aree:

  • area approvvigionamenti: sono emersi significativi problemi sia relativamente al costo dei materiali – specialmente quelli metalliferi, sia alla loro disponibilità sul mercato locale (in particolare, per quanto concerne il “polo” di L’Aquila);
  • area terzisti: alcune delle aziende intervistate hanno sottolineato la difficoltà di rinvenire imprese a cui esternalizzare talune fasi del processo produttivo;
  • area logistica distributiva: si è evidenziata una significativa frequenza di ricorso a carichi groupage, che – paragonati a quelli completi – risultano particolarmente onerosi per le aziende;
  • area trasferimento innovazione: come accennato, in alcune imprese tra quelle analizzate, sono stati identificati specifici prodotti o processi che potrebbero essere oggetto di trasferimento tecnologico, anche alla scala internazionale.

Quali sono le proposte che sono state fatte alle aziende del gruppo merceologico?
A parte le proposte specifiche per le singole imprese, sulla base delle evidenze emerse con riferimento alle quattro aree precedentemente indicate sono state avanzate le seguenti ipotesi di lavoro:

  • area approvvigionamenti: l’Università ha messo a punto una metodologia per la realizzazione di uno studio di fattibilità volto alla realizzazione di politiche di approvvigionamento congiunto che consentano – anche attraverso il ricorso a tecnologie Internet – di diminuire il costo degli approvvigionamenti ed aumentare il potere contrattuale delle PMI metalmeccaniche. La metodologia è stata presentata agli imprenditori intervenuti nella riunione del Gruppo merceologico tenutasi presso la Silver Car di Avezzano lo scorso 21 Aprile ed attualmente si è in attesa dell’indicazione da parte delle aziende dei referenti per il tavolo di lavoro coordinato dall’Università. Se le aziende confermeranno il loro interesse, una prima bozza dei risultati dovrebbe essere disponibile per la fine di luglio, mentre quella definitiva per l’autunno;
  • area terzisti: l’Università ha proposto di realizzare un tavolo di lavoro specifico che consenta la chiara definizione dei fabbisogni di esternalizzazione e l’identificazione sul campo di potenziali fornitori;
  • area logistica distributiva: l’Università ha messo a punto tre sistemi di supporto alle decisioni relativi alle spedizioni che potrebbero essere customizzati alle specifiche esigenze delle singole PMI per individuare le aree di possibile risparmio;
  • area trasferimento innovazione: l’Università si è dichiarata disponibile a seguire le imprese interessate nella fase di redazione delle schede di offerta e di richiesta di tecnologia, al fine del loro inserimento nella banca dati del progetto Innovation dell’Unione Europea. Inoltre, è attualmente in fase di valutazione la possibilità di realizzare un evento incentrato sull’innovazione in cui tanto le aziende, quanto i centri di ricerca presenti sul territorio possano “mettere in mostra” le loro competenze.

 

 

 

 

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