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Incentivo al posticipo del pensionamento Le regole da applicare

di NUNZIO BUZZI

 

Con l’entrata in vigore della riforma delle pensioni, contenuta nella legge 23 agosto 2004 n. 243, vede finalmente la luce il controverso incentivo per il posticipo del pensionamento ribattezzato dalla stampa bonus Tremonti.

Il Ministero del Welfare ha emanato apposita circolare esplicativa sulla materia il 30 settembre 2004 ed altrettanto ha fatto l’INPS  con il messaggio 30721 del primo ottobre 2004.

Per poter beneficiare del bonus occorre essere in possesso dei seguenti requisiti:

 

Essere lavoratori dipendenti del settore privato;

Essere iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria o ai fondi sostitutivi della medesima;

Aver maturato i requisiti minimi per l’accesso alla pensione di anzianità;

Non aver maturato i requisiti per la pensione di vecchiaia.

 

Ove il lavoratore opti per la prosecuzione del proprio rapporto di lavoro non beneficiando della finestra di uscita prevista dalle norme previdenziali, dovrà darne comunicazione alla sede territoriale del proprio Ente Previdenziale ed al datore di lavoro.

Il bonus consiste nell’accredito a favore del lavoratore dei contributi dovuti dall’azienda all’ente previdenziale per invalidità vecchiaia e superstiti (IVS) pari al 32,70% della retribuzione lorda (33,70% per chi nel 2004 supera i 37.883 Euro lordi).

Su detta maggiorazione che va a beneficio del lavoratore non dovranno essere corrisposte tasse di alcun tipo così come previsto dall’articolo 1 comma 14 della legge 23 agosto 2004 n. 243 che ha inserito una nuova lettera i bis nell’articolo 51 comma 2 del    DPR 917/86.

Un dipendente con un lordo fiscale di Euro 54.000, per esempio, che senza incentivo avrebbe una busta paga netta di Euro 36.557, con l’incentivo percepirebbe 56.398 Euro con un aumento percentuale della propria busta paga netta pari al 54,274%.

Il bonus ha decorrenza dal momento in cui si apre la finestra per beneficiare della pensione di anzianità anche se la domanda viene presentata prima e potrà essere percepito fino al 31 dicembre 2007. Il lavoratore, in ogni caso, conserva la facoltà di rinunciare al premio e di chiedere il trattamento pensionistico in ogni momento.

Nei periodi di assenza per malattia, il lavoratore non ha diritto al versamento del bonus perché il datore di lavoro non è obbligato al versamento dei contributi. Lo stesso vale per i periodi di cassa integrazione. Il datore di lavoro, prima di interrompere il versamento della contribuzione, dovrà attendere non solo la richiesta del lavoratore ma anche la certificazione dell’Ente previdenziale in cui è attestato il conseguimento da parte del lavoratore del diritto alla pensione di anzianità.

Se la comunicazione dell’attestazione da parte dell’Ente previdenziale viene ricevuta successivamente al periodo di paga in cui matura il diritto al bonus, il datore di lavoro recupererà le contribuzioni già versate e le accrediterà a favore del lavoratore.

Se la maturazione dei requisiti di età e di anzianità contributiva avviene nel terzo trimestre del 2004, per esempio, la finestra di accesso alla pensione sarà il primo gennaio 2005. Se il lavoratore opta per il bonus a dicembre del 2004 il bonus decorre da gennaio 2005. Se il lavoratore esercita l’opzione nel mese di febbraio 2005 l’esonero dal versamento dei contributi decorre dal mese di febbraio 2005 essendosi aperta la finestra nel mese di gennaio.

Rimane in ogni caso fermo l’obbligo di versamento di tutte le altre forme contributive diverse dall’IVS.

A fronte del diritto del lavoratore a percepire il bonus nelle forme sopra descritte, l’entità dell’assegno pensionistico da lui maturato sarà bloccata al giorno di esercizio dell’opzione per il bonus salva la facoltà del lavoratore a proseguire la propria attività di lavoro dipendente dal 2008 in poi. In questo caso “La contribuzione versata o accreditata successivamente al periodo di bonus”, recita la circolare del Ministero del welfare sopra citata, “da luogo ad un supplemento di pensione.

Ricordiamo in ultimo che la scelta per il bonus è a totale discrezione del lavoratore ed il datore di lavoro non ha possibilità di impedire o contrastare la scelta del dipendente.

Non è stato previsto alcun vantaggio a favore delle aziende in relazione a questa materia.

Per ulteriori particolari si rimanda alla normativa citata.

 

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