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Inaspettata ripresa del comparto elettronico, bene chimico-farmaceutica, alimentari, carta e legno Bisogna lavorare ancora molto sul terziario

di Giuseppe D’Amico

Direttore Confindustria Abruzzo

 

Presentata a fine aprile l’Indagine semestrale sull’industria abruzzese condotta sul secondo semestre 2005 da Confindustria Abruzzo.

l’andamento dell’INDUSTRIA abruzzese

L’andamento dell’industria abruzzese, nel secondo semestre del 2005, evidenzia per l’industria abruzzese fasi di alterni  avvicendamenti. Dopo l’avvio di una fase non negativa, infatti, si è andato delineando vaun quadro complessivamente non rassicurante:soprattutto è il basso livello dell’andamento produttivo delinea una relativa incertezza nell’ambito del l’attuale quadro congiunturale con risultati di consuntivo, relativia ai ritmi di produzione, agli ordinativi e alle produzioni per il mercato estero, che  nonostante siano orientati su tendenze di relativa tenuta, o di lieve miglioramento, , non rappresentano tuttavia un quadro rassicurante. Gli andamenti in controtendenza di taluni indicatori, quali quelli delle scorte, del fatturato e dei prezzi, ,denotano come le difficoltà congiunturali vengano risolte attraverso meccanismi di gestione di carattere contingente, evidenziando le difficoltà di carattere strutturale presenti all’interno del settorel’industria abruzzese . L’analisi complessiva degli indicatori riportati nel prospetto successivo evidenzia, in sintesi, che pur a fronte di risultati accettabili, il 2005 si conferma un anno problematico in considerazione delle tendenze riflessive che hanno registrato in generale l’insieme degli indicatori. L’andamento produttivo e principalmente il rialzo degli ordinativi previsti sia sul fronte interno che sul fronte esterno, delineano per il primo semestre 2006 un evidente miglioramento.

Gli indicatori dell’occupazione e del grado di utilizzazione degli impianti si prevedono pressoché stabili, o in generale miglioramento, mentre buone prospettive si intravedono dalla ripresa degli investimenti.

Rispetto ai vari settori, si evidenzia come al positivo anche se lieve andamento produttivo abbiano concorso taluni segmenti dell’elettronica, il settore della chimico-farmaceutica, il settore degli alimentari assieme alla carta e al legno. Un pò a rilento invece è stato l’andamento del settore della metalmeccanica, dei mezzi di trasporto mentre è stato addirittura negativo l’andamento del settore de assieme all’abbigliamento.

In ripresa gli indicatori del settore dei materiali di costruzione mentre permangono in fase riflessiva altri settori (ceramica/vetro) che pure hanno una significativa rilevanza all’interno dell’apparato produttivo regionale.  che ha addirittura subito una decisa battuta d’arrest

In termini generali, nel contesto dell’industria abruzzese, nel secondo semestre 2005, le esportazioni dell’industria abruzzese riconfermano il ruolo non secondario che esse assolvono come fattore propulsivo dei regimi produttivi, non solo per i comparti a più elevata tecnologia ma anche per i settori più tradizionali. Complessivamente, per l’interno anno, si può ribadire come l’industria abruzzese si riafferma come settore trainante dell’economia regionale, visto anche consideratoil peso con cui essao concorre alla formazione del reddito e dell’occupazione. Su di essa tuttavia permangono tuttavia le pressioni di una crescente concorrenza con il conseguente rischio di un progressivo sistematicoirreversibile  indebolimento, soprattutto di quei comparti importanti già coinvolti nel passato in processi di destrutturazione e di crisi dovuti a processi di ammodernamento.

 

Rispetto alle varie situazioni provinciali l’andamento congiunturale è ovviamente condizionato dalle caratterizzazioni strutturali  dei vari apparati produttivi.

L’industria chietina, ad esempio, benché interessata da un relativo rallentamento congiunturale frutto di una moderata crescita del settore metalmeccanico, e del buon andamento di altri settori di più ridotto peso come il settore degli alimentare, tuttavia, conferma un allineamento alle tendenze più generali che segnano l’industria italiana. Buoni  i risultati che consegue la provincia chietina sul piano dell’export che da sola concorre a più del 50% dell’export totale della regione.

La situazione dell’industria aquilana, al di là dei brillanti risultati di taluni settori chiave della elettronica, meccanica e chimica è tuttavia contrassegnata anche da un clima di incertezza che investe le parti più deboli dell’apparato produttivo interessate da diffusi fenomeni di crisi.

Per l’industria pescarese, seppure interessata da una favorevole fase del regime produttivo, si può ritenere che i buoni risultati siano conseguenza di un alternarsi di cicli anziché l’effetto di fattori propulsivi di carattere intrinseco alle componenti strutturali dell’apparato produttivo

Il buon andamento dell’industria teramana, nel corso del secondo semestre 2005, dimostra ancora una volta come i buoni risultati che essa riesce a conseguire, anche nelle fasi congiunturali meno positive, sono da attribuire alla solidità propria dell’apparato produttivo che in questo territorio è più articolato e meglio strutturato. In esso permane però significativo il ruolo di un settore – l’abbigliamento – sempre più esposto alla concorrenza estera.

 

Indici congiunturali generali province – II Sem. 2005

 

 

CHIETI

L’AQUILA

PESCARA

TERAMO

ABRUZZO 

var. % sul semestre precedente

Consuntivo

Preventivo

Consuntivo

Preventivo

Consuntivo

Preventivo

Consuntivo

Preventivo

Consuntivo

Preventivo

Produzione

-2,2

3

-2,6

2,2

-1,2

-0,5

5,6

3,4

0,9

2,5

Portafoglio ordini

0,8

2,2

0,2

0,1

1,6

4,8

3,8

2,3

1,2

3,5

Costo di produzione

1,6

1,7

-1,7

-3,6

1,9

0,6

1,6

1,7

0,4

-0,4

Scorte prodotti finiti

-1,8

-0,8

-7,7

0

1,5

-1,7

1,3

0,3

-3,2

-0,4

Scorte materie prime

0,2

0,8

-3,9

-0,6

0,3

-0,3

0

0,5

-1,3

0,1

Fatturato

1,2

2,1

-9,5

-2,1

-0,3

-0,3

5,7

2,9

-2,1

0,5

Prezzi

0,1

0,1

-2,3

-4,9

0,5

1,9

1,1

1,5

-0,6

-1,4

Produzione per il mercato estero

3,4

1,1

-2,3

-0,5

0,9

2,2

2,9

1,8

2,9

2,7

Fatturato per il mercato estero

2,7

0,9

0,5

-0,8

1,8

2,2

2,5

1,6

2,4

1,9

Portafoglio ordini mercato estero

0,9

0,1

-0,8

1,6

2,2

1,6

1,6

2,5

1,2

2,2

Occupazione

0,4

1,7

-0,1

-0,5

0,1

-2

2,4

0,7

0,6

0,4

Grado di utilizzazione impianti %

80

82,6

69,3

74,6

69,5

69,7

85,3

81,9

76,1

78,5

Investimenti peso % aziende

72

64

47,8

69,6

50

50

40

44

52,9

57,6

 

 

Per quanto riguarda il terziario avanzato si riscontra la scarsa dinamicità latente all’interno del settore che conferma un carattere di debolezza, dipendente soprattutto sicuramente  dalla mancanza di competitività ma anche alla  bassaintegrazione con i processi di trasformazione ed alla ridotta potenzialità di crescita in nuovi campi ambiti di operatività,  come è dimostrato dal ridotto livello degli investimenti.  

In breve, ostacoli di ordine strutturale,  più che contingenti, considerato che in genere l’attività delle imprese industrialiin genere, per la natura stessa delle imprese abruzzesi, ha normalmente in generale un basso potenziale di formazione di indotto.

 

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