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Impiantisti in rivolta: gatti e cannoni davanti al palazzo dell’Emiciclo “Consegneremo le chiavi delle stazioni sciistiche alla Regione Abruzzo”

Una risposta disperata, quella degli esercenti gli impianti funiviari d’Abruzzo, dettata da mesi e mesi di assenza da parte della Regione: manca una programmazione turistica che consenta di lavorare, di bacini sciistici non si riesce neanche a ragionare, la legge sulla sicurezza è ferma nella IV Commissione Consiliare da luglio, di sky pass regionale si parla e straparla da 17 anni: tutto è fermo. Una situazione insostenibile, e gli operatori è da tanto che tentano di sedere al tavolo gli Assessori competenti: riunioni sospirate – cercate anche attraverso la mediazione della Presidente della Provincia dell’Aquila, che ha preso ufficialmente le parti della categoria e in maniera pubblica – alle quali nessun rappresentante della Regione, che avesse un minimo di potere di indirizzo, si è mai presentato.

All’ultimo incontro, quello del 27 novembre scorso,  deciso per la definizione dei Bacini Sciistici,  era presente l’Assessore Caramanico, che ha fatto i saluti ed è andato via, era illustre assente, come sempre, l’Assessore Ginoble. Hanno partecipato soltanto i tecnici, e nessuno di loro è stato in grado di dare alcuna risposta adeguata alle problematiche sollevate dagli Operatori Funiviari e dai Sindaci (perché un indirizzo unico non lo avevano ricevuto) e il dibattito è stato un rinvio continuo alle competenze di altri Assessorati e di altre Direzioni. Un pomeriggio di lavoro perso per tutti presenti, venuti da ogni parte delle montagne.

La domanda, retorica, è la seguente:  abbiamo il diritto di avere un Ente Regione che svolge la sua funzione istituzionale di programmazione territoriale, economica e strategica come accade ai cittadini di altre regioni? O dobbiamo avere una babele formata da assessorati, che programmando e proponendo disegni di legge, vanno ognuno per proprio conto, con gli Assessori che mal si sopportano?

La situazione paradossale è quella di non avere un interlocutore e di non sapere chi deve fare cosa: la competenza è ora dei Trasporti, ora dell’Ambiente, ora del Turismo e via dicendo, e ogni volta si va tutti a casa senza aver concluso nulla, anzi, con la sensazione di essere in un labirinto da luna park.

 

Che le stazioni sciistiche siano a tutt’oggi costrette ad operare con una legge sulla sicurezza piena di illogicità e contraddizioni e che non garantisce né l’utenza né le società concessionarie è un fatto ormai arcinoto, che l’ANEF di Confindustria L’Aquila denuncia da mesi e mesi. Continuare ad investire milioni di euro per ritrovarsi con gli avvisi di garanzia, e a fare fronte alle richieste di risarcimento del danno avanzate contro le società perché non c’è una normativa sulla sicurezza, è assolutamente irragionevole. Anzi, autolesionista. E li operatori non hanno motivo di continuare a tenere le stazioni aperte.

E’ necessaria una Regione Abruzzo in grado di essere l’interlocutore unico e capace di rispondere alle domande ed alle sollecitazioni  degli operatori; magari dicendo anche NO, ma offrendo, comunque, quelle certezze senza le quali non è possibile fare impresa.

 “Di rassicurazioni e chiacchiere ne abbiamo avute fin troppe; inutile dire il danno che si provocherebbe su tutto l’indotto (alberghi, scuole sci, ristoranti, noleggi di attrezzature sciistiche, fornitori di beni e servizi alle stazioni) qualora le stazioni, chiudessero,  entro il 31 dicembre, come già abbiamo minacciato di fare. Possibile tanta miopia da non capire che le stazioni sciistiche fanno business su tutto il territorio, ma non sono business esse stesse? Perché solo in Abruzzo si trattano gli operatori come se si volessero arricchire alle spalle di qualcuno? Nelle altre regioni e negli altri Paesi i bilanci delle stazioni sciistiche sono pubblici, ed è risaputo che esse vengono tenute in piedi per il numero delle presenze turistiche che garantiscono sul territorio, e non per gli introiti diretti. Ma forse questo Governo non ha a cuore l’Abruzzo, bensì  solo le poltrone che le tasse degli abruzzesi assicurano: dunque, promesse agli abruzzesi, niente per l’Abruzzo. Se non vedremo subito l’AVOCAZIONE E LA DELIBERA IMMEDIATA DELLA LEGGE SULLA SICUREZZA, e a stretto giro non avremo un INTERLOCUTORE CHE RAPPRESENTI UN’UNICA REGIONE, metteremo in atto una protesta ancora più dura:

porteremo davanti al Consiglio Regionale i gatti delle nevi e i cannoni, e contestualmente CONSEGNEREMO LE CHIAVI DELLE STAZIONI SCIISTICHE all’Amministrazione Regionale. Noi non vogliamo essere complici del crollo turistico ed economico dell’Abruzzo” –  dice Giancarlo Bartolotti Presidente dell’ANEF.

 

 

 

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