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IMPIANTISTI IN RIVOLTA: “CONSEGNEREMO LE CHIAVI DELLE STAZIONI SCIISTICHE ALLA REGIONE”

Si è svolto ieri, martedì 27, alle ore 15,30, l’incontro tra Regione Abruzzo, ANEF (Associazione Nazionale Esercenti Funiviari) di Confindustria Abruzzo e i Sindaci dei Comuni montani per la definizione dei Bacini Sciistici. Alla seduta era presente l’Assessore Caramanico, che ha fatto i saluti ed è andato via, ed era illustre assente l’Assessore Ginoble.

Al dibattito hanno partecipato, in rappresentanza della Regione, soltanto i tecnici.

            La struttura tecnica non è stata in grado di dare alcuna risposta adeguata alle problematiche sollevate dagli Operatori Funiviari e dai Sindaci, perché non aveva ricevuto un indirizzo unitario, e il dibattito è stato un rinvio continuo alle competenze di altri Assessorati e di altre Direzioni. Un pomeriggio di lavoro perso per tutti presenti che si erano riuniti, venuti da tutti i paesi montani d’Abruzzo.

            La domanda, adesso, è la seguente:  abbiamo il diritto di avere un Ente Regione che svolge la sua funzione istituzionale di programmazione territoriale, economica e strategica come accade ai cittadini di altre regioni? O dobbiamo avere una babele formata da assessorati, che programmando e proponendo disegni di legge, vanno ognuno per proprio conto, con gli Assessori che mal si sopportano?

La situazione paradossale, di fronte alla quale ci siamo ancora una volta trovati, è quella di non avere un interlocutore e di non sapere chi deve fare cosa: la competenza è stata, per l’ennesima volta, ora dei Trasporti, ora dell’Ambiente, ora del Turismo e via dicendo, fino ad andarcene tutti a casa senza aver concluso nulla, anzi, con la sensazione di essere in un labirinto da luna park.

            Che le stazioni sciistiche siano a tutt’oggi costrette ad operare con una legge sulla sicurezza piena di illogicità e contraddizioni e che non garantisce né l’utenza né le società concessionarie è un fatto ormai arcinoto, che l’ANEF di Confindustria ABRUZZO denuncia da mesi e mesi.

La revisione della legge, che avrebbe dovuto essere operativa dal 2006, è stata licenziata dalla Giunta lo scorso 30 luglio (e  solo dopo azioni, diplomatiche e non, intraprese dagli operatori della neve) per restare ferma da allora ad oggi in IV Commissione. Bene e grazie al Presidente della Commissione, Augusto Di Stanislao, per le promesse che ci ha fatto in ordine all’intenzione di velocizzare l’iter, ma siamo alla fine di novembre, con la stagione alle porte, e la situazione è sempre la stessa.

Aprire le stazioni sciistiche con l’attuale normativa sulla sicurezza è una follia, significa far girare gli utenti sulle piste senza garanzia per nessuno, in un limbo nel quale tutto può accadere e con qualunque esito. La Regione Abruzzo, che nella primavera del 2006 si fregiava con orgoglio del record di presenze nelle stazioni invernali (eravamo al terzo posto in Italia) sembra ce la metta tutta per squalificare il prodotto invernale e remare contro il turismo montano, che pur sbandiera come unico volano dell’economia delle aree interne.  Dopo una disastrosa stagione invernale 2006/2007, che ha causato enormi danni economici alle zone interne dell’intero Abruzzo, invece di convocare gli operatori del turismo e dei trasporti a fune ed  i Sindaci dei comuni montani per concordare una strategia comune, onde evitare il ripetersi di simili eventi,  la Regione Abruzzo si è resa latitante, a parte sporadici incontri con questo o quell’Assessore, alle cui rassicurazioni nulla è seguito.

L’ANEF di Confindustria Abruzzo chiede, fermamente, che.

  • Urgentemente venga promulgata la revisione della legge sulla sicurezza, prima della ormai imminente stagione invernale;
  • Vengano, finalmente, definiti i Bacini Sciistici, unico strumento in grado di fornire le basi normative per una concreta programmazione degli investimenti sul turismo invernale montano;
  • Vengano stabilite regole certe ed uguali per tutte le aree della regione relativamente alle concessioni ed agli affitti dei terreni necessari alle stazioni invernali.

Ma, soprattutto, chiede di avere (ed è certamente possibile) una Regione Abruzzo in grado di essere l’interlocutore unico e capace di rispondere alle domande ed alle sollecitazioni  degli operatori; magari dicendo anche NO, ma offrendo, comunque, quelle certezze senza le quali non è possibile fare impresa.

 “Di rassicurazioni e chiacchiere ne abbiamo avute fin troppe; inutile dire il danno che si provocherebbe su tutto l’indotto (alberghi, scuole sci, ristoranti, noleggi di attrezzature sciistiche, fornitori di beni e servizi alle stazioni) qualora le stazioni, chiudessero,  entro il 31 dicembre, come già abbiamo minacciato di fare. Possibile tanta miopia da non capire che le stazioni sciistiche fanno business su tutto il territorio, ma non sono business esse stesse? Perché solo in Abruzzo si trattano gli operatori come se si volessero arricchire alle spalle di qualcuno? Nelle altre regioni e negli altri Paesi i bilanci delle stazioni sciistiche sono pubblici, ed è risaputo che esse vengono tenute in piedi per il numero delle presenze turistiche che garantiscono sul territorio, e non per gli introiti diretti. Ma forse questo Governo non ha a cuore l’Abruzzo, bensì  solo le poltrone che le tasse degli abruzzesi assicurano: dunque, promesse agli abruzzesi, niente per l’Abruzzo” –  dice Giancarlo Bartolotti Presidente dell’ANEF.

“Se entro DUE GIORNI non vedremo

l’AVOCAZIONE E LA DELIBERA IMMEDIATA DELLA LEGGE SULLA SICUREZZA,

e a stretto giro non avremo un

INTERLOCUTORE CHE RAPPRESENTI UN’UNICA REGIONE,

metteremo in atto una protesta ancora più dura:

porteremo davanti al Consiglio Regionale i gatti delle nevi e i cannoni, e contestualmente CONSEGNEREMO LE CHIAVI DELLE STAZIONI SCIISTICHE

alla Amministrazione Regionale. Noi non vogliamo essere complici del crollo turistico ed economico dell’Abruzzo”

– conclude Bartolotti.

 

            L’Aquila, 28 novembre 2007

 

 

Giancarlo Bartolotti

Presidente dell’ANEF di Confindustria Abruzzo

 

 

 

 

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