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IMAGINE – LA NUOVA FRONTIERA DELL’ABRUZZO: RIPARTIAMO DAL CAPITALE UMANO

Quali progetti, idee e strumenti servono per creare capitale umano d’eccellenza? Quali interventi e scelte politiche è necessario adottare perché il capitale umano possa diventare la leva di sviluppo di un territorio? E soprattutto la neonata Fondazione Mirror per l’impresa della conoscenza può essere il “luogo” dell’accordo strategico per promuovere e realizzare lo sviluppo del territorio?

Trovare una risposta a queste domande è stato l’obiettivo del convegno tavola rotonda IMAGINE – La sfida del capitale umano promosso dalla Fondazione Mirror in collaborazione con Micron Italia, tenutosi venerdì 28 ottobre nell’Auditorium del Museo Nazionale di Preistoria di Celano. È stata quella l’occasione in cui, a partire dal caso di studio sul capitale umano di Micron Italia, relatori e partecipanti sono stati invitati a immaginare azioni, modelli e strumenti per fare del capitale umano dell’Abruzzo la leva per progettare e favorire lo sviluppo del territorio. Un’azione inedita per l’Abruzzo ma anche per l’Italia. E non solo perché per la prima volta un’azienda rende pubblica l’analisi del proprio capitale umano. Ma anche perché a partire dall’analisi di questi dati, la Fondazione Mirror e Micron propongono 5 azioni progetto da realizzare in 5 anni per fare dell’Abruzzo una regione in cui donne e uomini, fortemente motivati, possono essere la leva per attrarre nuovi investimenti produttivi e nuova tecnologia. Tutto questo può avere un senso solo a una condizione, e cioè a patto che tutti accettino di mettersi in discussione. A fare questa precisazione nel suo intervento di apertura al convegno è stato proprio Sergio Galbiati, presidente della Fondazione Mirror e Direttore Generale di Micron Technology Italia. Prima di affidare al pubblico il vissuto e le aspettative delle quasi 1900 persone che compongono il capitale umano dell’azienda di semiconduttori con sede ad Avezzano, Sergio Galbiati ha precisato che chiunque ha responsabilità nei confronti di un’organizzazione ha “il dovere di lasciare un segno positivo e tangibile in eredità”. Una responsabilità che Galbiati manifesta di sentire anche in ragione dell’enorme valore rappresentato dal capitale umano della Micron. Si tratta infatti di quasi 1900 persone che rappresentano non solo 70 milioni di euro in stipendi ma anche 370.000 ore di formazione continua realizzata ogni anno, 40% degli espatriati Micron nel mondo, un business attuale di 800 milioni di dollari l’anno, un obiettivo di business di circa un miliardo di dollari per anno, e la possibilità di rendere credibile e realizzabile un nuovo investimento industriale per oltre 2 miliardi di dollari. In ragione di questo enorme valore Galbiati ha manifestato il bisogno di condividere questo presente-futuro con il territorio. Condivisone iniziata  in modo strutturato a settembre 2004 con l’avvio del progetto M3 voluto proprio per contribuire a creare con il territorio un modello di sviluppo credibile e sostenibile.

 

Irene Tinagli, economista dello sviluppo, della Carnegie Mellon University di Pittsburgh USA, facendo riferimento ai risultati della ricerca “L’Italia nell’era creativa” in cui è applicato il famoso modello scientifico delle 3T-Tecnologia, Talento, Tolleranza ha fornito ulteriori elementi a sostegno della tesi che il futuro di un territorio passa attraverso l’eccellenza del suo capitale umano. In particolare per quanto riguarda l’Abruzzo, la Tinagli ha evidenziato una sorta di spaccatura della regione proprio per la diversità di dimensione del capitale umano che a quanto pare vede Pescara e L’Aquila  da un lato e Teramo e Chieti dall’altro. Le prime due città possono infatti contare su un buon livello di classe creativa e cioè su una buona presenza di lavoratori importanti per la creazione e lo sviluppo di nuove idee e nuove forme imprenditoriali. Invece Teramo e Chieti mostrano parecchio ritardo sia sul fronte del capitale umano che su quello della tecnologia. La situazione cambia però in rapporto all’indicatore che misura l’innovatività e che si base soprattutto sul numero di brevetti. In questo caso anche l’Aquila perde parecchie posizioni, e Pescara nonostante occupi una posizione leggermente migliore, non brilla in modo particolare. L’indicatore della “Tolleranza” invece rimette tutti e quattro i capoluoghi di provincia sullo stesso piano. Un piano di debolezza però, che vede L’Aquila, Pescara, Teramo e Chieti tra le province italiane che fanno più difficoltà ad aprirsi verso il nuovo e il diverso, meno capaci di accogliere e assorbire nuovi stili di vita e quindi più deboli nella possibilità di attrarre e valorizzare nuovi talenti e competere sullo scenario internazionale.

 

Chi sono, cosa sanno e soprattutto cosa sanno fare di utile anche per il territorio i 1900 collaboratori che lavorano in Micron? Quali aspettative hanno rispetto al territorio, a Micron e al Futuro? E chi sono, cosa fanno, e quale idea di futuro hanno i principali fornitori di processo della Micron? Le risposte sono state corredate da dati e informazioni sul modello organizzativo dell’azienda, sulla sua storia e sulle prospettive di sviluppo e cambiamento. Risposte che hanno messo in evidenza che il “saper fare” di Micron potrebbe essere condiviso da altre imprese e rinvestito nel territorio con grandi vantaggi. E’ il caso ad esempio delle competenze tecniche e delle conoscenze che fanno capo ai Servizi Generali e sono identificate in azienda come specialities. Stiamo parlando di casi come quello del laboratorio di taratura ad alta precisione, dell’attività di recupero rifiuti che da materiali di scarto produce materie prime utilizzabili da altri o ancora dei servizi di cogenerazione, che forniscono energia elettrica e termica alla fabbrica. Tre “competenze” che potrebbero generare molto benefici anche per altre attività high tech sul territorio.

 

Il capitale umano come leva di sviluppo: 5 proposte progetto da realizzare in 5 anni.

Di cosa ha bisogno il capitale umano per vincere la sfida e diventare leva di sviluppo? Su quali argomenti bisogna iniziare subito a lavorare? La Fondazione Mirror propone di lavorare su 5 idee progetto che diano risposte all’esigenza di modificare e costruire nuove relazioni industriali, di gestire in modo trasparente ed educativo delle risorse, di fare formazione continua per gli adulti, di realizzare nuove infrastrutture per la formazione di eccellenza e dare vita a nuovi capitali di sviluppo. Le proposte progetto riguardano quindi il raggiungimento dei seguenti obiettivi: creare i contratti di competitività, diffondere la prassi del Bilancio Sociale, realizzare una legge regionale per formazione continua degli adulti, costituire il politecnico Internazionale dell’Abruzzo, promuovere la finanza territoriale per attrarre e motivare capitali privati anche internazionali che sostengano nuovi progetti imprenditoriali e del territorio.

 

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