Ultime Notizie

Il Consorzio Argo

 

E’ un’associazione che raggruppa le principali aziende italiane operanti nel settore del recupero degli pneumatici fuori uso. Scopo del Consorzio è promuovere e coordinare l’attività di raccolta, riciclaggio, riutilizzo, e recupero dei pneumatici usati e altri rifiuti o scarti in gomma, attraverso procedimenti industriali che ne consentano un effettivo riutilizzo in cicli produttivi o energetici al fine di ridurre i quantitativi smaltiti in discarica o dispersi nell’ambiente.

Il Consorzio Argo e’ associato a ETRA, European Tyre Recycling Association e FISE, Federazione Imprese e Servizi
Sede Legale: Via Barchetta,6 – 41011 Campogalliano (MO)
Segreteria: Sviluppo Italia, S.S. 17 – KM. 95.500 67039 Sulmona (AQ)
Tel & Fax : 0864 2508309

www.consorzioargo.it
segreteria@consorzioargo.it

 

————————————————————-

 

Italia – Francia 9 a 5, senza colpi di testa

Argo conquista per l’Italia la Segreteria deputata alla redazione

della normativa europea sul riciclaggio della gomma

 

 

E’ passata un po’ sotto silenzio, ma l’assegnazione all’Italia della segreteria della Task Force Europea destinata ad elaborare la normativa Ue per l’utilizzo industriale della gomma riciclata non è una cosetta da poco.  Anzi, la circostanza non solo fa notizia ma emerge come importanza strategica, considerato che l’Italia se l’è vista, e l’ha spuntata, con i colossi europei del settore: la Francia e l’Inghilterra.

La storia inizia già nel 2000, quando le principali aziende di tutta Europa, avvertita la necessità di creare finalmente dei parametri di riferimento unici per tutti i Paesi Ue, decidono di avvalersi di un’associazione specializzata appartenente all’Ente di Normazione Europea, la European Tyre Recycling Association. Da allora ci vollero ben cinque anni perché una bozza di normativa vedesse la luce. I tempi lunghi di lavorazione non facevano prevedere una debacle, eppure, alla conclusione dei lavori, nulla andò a buon fine: alla votazione finale la Francia non diede parere favorevole e il progettò si arenò, senza che nemmeno fossero posti nuovi obiettivi o scadenze. Il vuoto.

Passò ancora un anno nel silenzio di tutti: nessuno sembrava più motivato ed interessato alla conclusione del progetto, anche perché, in verità, per le majors della gomma non avere una normativa comune dava comunque un ampio margine di manovra, cioè, la possibilità di continuare ad occupare il settore di mercato senza il rispetto di alcuna regola.

Di fronte a tanta vaghezza fu il Consorzio Argo, che in tutti quegli anni era stato costantemente seduto al tavolo dei lavori, a prendere coraggiosamente in mano la situazione. Così, d’intesa con l’Ente di Normazione Italiano, nel 2006 presentò al Cen, l’Ente di Normazione Europea, formale richiesta per l’assegnazione all’Italia della segreteria deputata alla redazione del progetto. Risultato: la Francia, per tutelare la propria posizione di leadership, si mise subito in competizione presentando anch’essa la medesima candidatura. Argo accetta la sfida e, con lettere, incontri, telefonate ed un lungo lavoro di cucitura e relazioni personali, riuscì a motivare fortemente le ragioni per le quali l’Italia avrebbe potuto, più degli altri, eseguire il lavoro. Le ragioni a sostegno dell’assegnazione della Segreteria al nostro Paese furono snocciolate all’Ente Europeo con obiettive e lucide considerazioni: in Italia è presente un’associazione indipendente dei riciclatori; in Italia opera un’efficiente ed articolata filiera del recupero, che vede coinvolte non solo le aziende che effettuano il trattamento, ma anche molte aziende utilizzatrici dei materiali ottenuti dallo stesso; esiste una forte disponibilità a partecipare ai lavori della segreteria da parte dei rappresentanti e dei tecnici delle industrie e dei settori che utilizzano i materiali riciclati (inerti e materiale da costruzione, impianti sportivi, strade e asfalti, edilizia, ferrovie e trasporti); è riscontrabile una situazione di maggior equilibrio per quanto riguarda la rappresentanza dei produttori di pneumatici, considerata l’inesistenza di posizioni monopolizzanti.

I Francesi reagiscono in maniera scomposta e, in brevissimo tempo, mettono su una proposta di normativa: “inaudita altera parte”, presentano una bozza confezionata per conto proprio e unilateralmente, come se il tavolo di concertazione con il resto d’Europa non avesse avuto alcuna ragion d’essere.

La procedura di voto parte ufficialmente il 30 novembre 2006 e si conclude il 12 gennaio 2007. Si vota per corrispondenza e il risultato finale è di quelli ce non lasciano dubbi:

Italia 9

Francia 5

Astenuti 1

All’Italia è assegnata la Segreteria: ospiterà e coordinerà un tavolo tecnico, composto da esperti di tutti i membri Ue, scriverà il futuro dei prodotti e del mercato della gomma riciclata. Un riconoscimento al lavoro e alla professionalità delle imprese italiane, nonché alla credibilità e alla serietà di Argo, la loro Associazione.

 

 

“E’ un successo per Argo ed una vetrina per Sulmona”

dice il Presidente dell’Associazione Ettore Musacchi

 

Imprenditore modenese, titolare di Adria – impresa abruzzese, Ettore Musacchi dal 2005 è Presidente di Argo, un’Associazione nata nel 1996 con l’obiettivo di promuovere il riciclaggio della gomma, principalmente quella derivante da pneumatico.

In un periodo in cui si parla spesso di una Sulmona in difficoltà, che non riesce ad immaginare un possibile sviluppo, sembra quasi una trovata rinvenire sul territorio un’”eccellenza”. Una task force europea che raggruppa tecnici da tutta Europa è un fatto importante per il comprensorio. La domanda viene da sola: come è arrivata Argo a Sulmona?

In realtà per un motivo personale: il mio stabilimento si trova qui, così decisi di spostare la sede dell’Associazione a Sulmona. Fu per facilitarmi il lavoro.

Adesso, mettersi a lavorare per la redazione della normativa richiederà un impegno ancora maggiore di quello profuso per l’acquisizione della Segreteria, ragione per la quale trovarmi in loco mi consente di essere costantemente presente. A parte l’evidente importanza della Segreteria, penso anche al territorio peligno, per esso significa acquisire una visibilità notevole: è un’occasione, a zero costi, per essere conosciuto in tutta Europa. Ma non vorrei limitare il discorso alla città, guarderei, piuttosto, alle ricadute per tutto il Paese: finalmente avremo una normativa che consentirà di competere ad armi pari in un mercato fino ad oggi quasi monopolio delle aziende di due sole nazioni, la Francia e l’Inghilterra.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi