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“Il Comparto elettronico aquilano: quali condizioni e strategie per lo sviluppo?”

Nuova Facoltà di Ingegneria di Roio

Venerdì 9 luglio 1999

L’incontro, tenutosi presso la nuova Facoltà di Ingegneria di Roio, si è aperto con l’introduzione di Luigi Fiammata segretario generale della FIOM-CGIL, promotrice ed organizzatrice del convegno stesso.

Il segretario generale ha posto in essere una riflessione sulla fase di emergenza che stiamo vivendo nel nostro territorio portando alla luce una serie di questioni, di nodi reali, di scelte economiche e politiche e di priorità alle quali la politica sindacale non è estranea.

Analizzando il territorio aquilano, ha continuato, ne sono evidenti gli squilibri, sia quelli non riassorbiti dalla politica d’intervento Straordinario del Mezzogiorno, sia quelli accentuati dai processi riorganizzativi del sistema imprese, sia quelli dovuti ai riflessi dei cambiamenti profondi degli ultimi anni (moneta unica, privatizzazioni, liberalizzazione, globalizzazione, ecc..).

L’Abruzzo, nel complesso ha, però, saputo trarre beneficio dal sostegno straordinario generando problemi inediti, ma anche opportunità affascinanti.

Nel decennio 1984-1994 la quantità degli aiuti statali diretti alle imprese sono stati circa 170.500 miliardi; di questi circa 9.100 sono andati ad imprese abruzzesi le quali li hanno destinati per il 74% all’abbattimento degli oneri contributivi sul costo del lavoro e soltanto l’8% all’innovazione.

Lo Stato, continua Fiammata, ha scelto una politica economica difensiva, producendo sedimentazione, attendismo. Anche la Regione Abruzzo ha attuato nel periodo tra il 1980-1994 un approccio eminentemente finanziario, nonostante ciò un cammino è stato compiuto: nel 1997 il Valore Aggiunto è superiore alla media delle Regioni del Centro e del Nord-Est ed il PIL fa segnare un +1,6% superiore alla media nazionale, diverso è il discorso, per le zone interne dell’aquilano che vivevano e vivono una situazione di difficoltà.

Il segretario della FIOM-CGIL ha sottolineato il bisogno che ha la città dell’Aquila di un sistema finanziario agevolativo per la sua economia e le sue imprese e soprattutto il supporto di cui ha bisogno il comparto elettronico per uscire dalla crisi che lo attanaglia.

Il settore elettronico, e in particolar modo il settore delle telecomunicazioni è stato ed è oggetto di vorticosi processi di riorganizzazione, di liberalizzazione e di privatizzazione.

Il caso dell’ITALTEL è un caso emblematico di processo riorganizzativo che, durato un quindicennio, ha sì prodotto nuove imprese, ma è ormai al capolinea a causa della decisione degli azionisti Telecom e Siemens di separarsi, con la conseguente cessione a Siemens dello stabilimento aquilano (anche se il Dr. Marulli, rappresentante dell’ITALTEL, in un intervento accalorato ha sostenuto che l’azienda è alla ripartenza e non al capolinea!).

Il Segretario ha poi ripreso il discorso affermando che è impellente il bisogno di una politica industriale territoriale integrata con i processi ed i programmi nazionali ed europei, Tale politica deve intervenire su cinque grandi questioni:

1- il sostegno finanziario;

2- i rapporti tra grande e piccola impresa e la riqualificazione innovativa delle imprese;

3- l’apporto del sistema formativo di ricerca;

4- un nuovo ruolo per il Parco Tecnologico, la Camera di Commercio, il Nucleo Industriale, ecc..

5- i servizi reali alle imprese e l’infrastrutturazione.

Il Dr. Fiammata ha concluso il suo lungo discorso introduttivo, invitando gli interlocutori istituzionali ed imprenditoriali ad operare nel comparto aquilano in senso innovativo: o avviene il salto di qualità o il declino sarà definitivo.

Ha poi ceduto la parola a Gianni Di Cesare, segretario Generale della Camera del Lavoro di L’Aquila, il quale ha esordito dicendo che “per la Camera di Commercio questa è una grande occasione per uscire dal passato burocratico per entrare in quello della concertazione sociale”.

Di Cesare ha richiamato l’attenzione su due argomenti: il sostegno finanziario e lo Sportello Unico.

La Camera di Commercio ha condotto insieme al CRESA un’indagine facendo riferimento ai parametri dell’Unione europea, nella quale risulta evidente che sia la provincia dell’Aquila sia delle zone marginali di altre province , rientrano in tali parametri, cioè ben il 60% del territorio abruzzese.

In un panorama di sviluppo virtuoso lo Sportello Unico diventa una strumento di promozione che deve comprendere anche un piano marketing atto ad analizzare la zona, ma tale sportello deve nascere dalla sinergia tra le varie istituzioni, bisogna impedire che si accavallino le iniziative per “non sprecare il tempo”.

Concorde con il Segretario della Camera di Commercio è stato anche il Sottosegretario al Ministero del Tesoro, l’Onorevole Giorgio Macciotta: “ancora oggi in molti discutono ancora sul modo di promuovere lo sviluppo, ma l’unico modo per farlo è molto chiaro: bisogna allargare le aree forti e rafforzare le aree marginali; bisogna abbandonare le posizioni difensive e di resistenza per non dover assistere ad una lenta agonia, solo l’innovazione può far crescere”.

Ma i tempi per farlo sono brevi “il periodo che si apre adesso e che si chiuderà nel 2006 è l’ultimo periodo in cui l’Italia potrà usare risorse finanziarie per sostenere questo sviluppo: c’è bisogno di riorganizzazione”.

Il Governo ha deciso di dare all’Abruzzo “le risorse economiche come se fosse ancora nell’Obiettivo 1, mentre per quanto riguarda le risorse europee, le decisioni sono state altre….l’Abruzzo nei prossimi sette anni avrà risorse straordinarie, circa 439 miliardi l’anno destinati ad infrastrutture e ad investimenti produttivi.”

Il Sottosegretario aggiunge che si potrà contare anche sul Bilancio Ordinario, perché il Governo si sta sforzando di regionalizzarlo in preventivo, 60 mila miliardi verranno spesi per gli investimenti, in totale, “nei prossimi sette anni avremo un migliaio di miliardi da utilizzare per nuovi investimenti”.

L’Aquila è una zona debole, ma è al contempo forte per il concentrato di aziende sul territorio a cui non ha certamente giovato la privatizzazione fatta esclusivamente con una logica di cassa, ma essa ha anche un aspetto positivo: è stata anche un elemento atto ad estinguere il monopolio, un forte elemento di resistenza all’innovazione.

Oggi ” anche le Banche cominciano a domandarsi se devono solo far credito o iniziare ad investire”.

l’Onorevole Macciotta ha lodato l’iniziativa della costruzione del Consorzio tra gli Imprenditori, le forze sociali e l’Università, un connubio perfetto perché “un Contratto di Programma che abbia l’Università al centro può trarre sia dai fondi destinati agli investimenti produttivi, sia dalla quantità di risorse che vengono dalla ricerca.

Si tratta ora di lavorare per costruire rapidamente i progetti industriali da parte delle imprese”, con questa sollecitazione il Sottosegretario ha concluso il suo intervento e l’incontro.

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