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Il Cinema Balilla acquistato dalla Fondazione Carispaq

Sulmona, 06 maggio 2011 Immagine attiva

Con 220mila euro la Fondazione Carispaq ha acquistato lo storico Cinema Balilla, abbandonato a se stesso da circa 40 anni, per farne un luogo di promozione culturale a disposizione della città.

L’operazione, durata due anni, è stata presentata questo pomeriggio in conferenza stampa dal consiglio di amministrazione dell’ente, comproprietario della Carispaq dell’Aquila.
L’edificio liberty, a pochi passi dal complesso dell’Annunziata, è stato costruito negli anni ‘30 e poi chiuso negli anni ‘70. Questo inverno, dopo le incessanti piogge e il terremoto, è venuta giù una parte del tetto, costringendo i proprietari, una famiglia sulmonese, a transennare l’ingresso.
Se nei piani della Fondazione la ristrutturazione inizierà nei prossimi anni, dopo un progetto di massima e in base alla disponibilità dei fondi, sarà immediata invece la messa in sicurezza di quello che resta dell’edificio, su cui insiste anche il vincolo storico artistico.
“Da sempre cerchiamo di essere presenti con iniziative di questo tipo – ha detto il presidente della Fondazione Roberto Marotta – sostenendo varie iniziative cittadine. Ci auguriamo di aver fatto una cosa gradita alla città”.
“Negli ultimi 5 anni abbiamo sponsorizzato per oltre mezzo milione di euro all’anno le principali manifestazioni culturali della città”, è intervenuto Armando Sinibaldi del cda.
“Due eventi in particolare devono ringraziare noi per la riuscita – ha aggiunto Domenico Taglieri, consigliere anche lui – la venuta del papa e l’acquisto del cinema”.
L’edificio si estende su 700metri quadri, 500 dei quali coperti. Oltre al cinema è stato acquistato anche il locale attiguo che ospitava una trattoria e il progetto è di comprare anche il vicino giardino di proprietà della Casa Santa dell’Annunziata.
La destinazione catastale dell’immobile, in cui hanno sognato decine di generazioni di sulmonesi, è commerciale e cinematografica. Anche se lo scopo della Fondazione è quello di realizzarci una sala convegni ed uno spazio espositivo, con platea ad anfiteatro. Federica Pantano

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