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“IERI, OGGI, DOMANI”

L’Abruzzo negli ultimi anni ha conosciuto notevoli progressi sociali ed economici ma, nonostante ciò, continua ad essere afflitto da persistenti debolezze, ormai “storiche”, relative alla cultura di impresa: nascita, organizzazione, gestione dell’impresa sono, nella nostra regione, cugine di ultimo grado, parenti si, ma alla lontana. All’argomento è stato dedicato l’intero convegno “Abruzzo: ieri, oggi e domani”, organizzato da Confindustria Abruzzo presso la sala conferenze del Castello Cinquecentesco di L’Aquila lo scorso 19 ottobre.

L’occasione ha visto riunito tutto il mondo dell’imprenditoria regionale, le istituzioni e l’Università per un confronto proficuo sul problema del ritardo dell’Abruzzo all’interno di uno scenario europeo ed internazionale dominato sempre più da repentini processi di globalizzazione ed innovazione. Ospite d’onore, è stato

DOMINICK SALVATORE, uno dei maggiori esperti mondiali d’economia. Abruzzese di nascita ormai da anni residente negli Usa dove è professore e preside della Facoltà di Economia alla Fordham University di New York, Advisor della Casa Bianca, Presidente dell’Accademia delle Scienze di New York, consulente delle Nazioni Unite, della World Bank, dell’International Monetary Fund e dell’Economic Policy Institute di Washington; autore di vari testi economici, collaboratore delle maggiori riviste di economia mondiale, nonché editorialista del Sole 24 Ore.



 Dopo i saluti del Sindaco dell’Aquila, Biagio Tempesta e del Presidente della Giunta Regionale, Giovanni Pace, il Cavaliere del Lavoro Donato Lombardi, Presidente di Confindustria Abruzzo e dell’Unindustria di L’Aquila, ha aperto i lavori richiamando subito l’attenzione di tutti sull’obiettivo principale: un progetto unitario ed omogeneo tra il mondo politico, l’Università e l’imprenditoria per far crescere l’Abruzzo.opo i saluti del Sindaco dell’Aquila, Biagio Tempesta e del Presidente della Giunta Regionale, Giovanni Pace, il Cavaliere del Lavoro Donato Lombardi, Presidente di Confindustria Abruzzo e dell’Unindustria di L’Aquila, ha aperto i lavori richiamando subito l’attenzione di tutti sull’obiettivo principale: un progetto unitario ed omogeneo tra il mondo politico, l’Università e l’imprenditoria per far crescere l’Abruzzo.

“Noi siamo la cerniera tra il Nord ed il Sud, abbiamo i sentimenti tenaci del Sud, ma la mente rivolta verso il Nord. E, come i pastori abruzzesi, sappiamo custodire con cura il nostro gregge ma, al tempo stesso, sappiamo spaziare come i lupi e vedere le cose dall’alto come le aquile” ha detto Lombardi, e “la grande industria di base, che è venuta qui negli anni ‘50 e ’60 elevando il tenore di vita di tutti, non ha risolto il problema dell’industrializzazione dal basso. Infatti, quello che manca è la nascita e lo sviluppo della microindustria, soprattutto nelle zone interne; la nuova economia è una grande ed immediata opportunità che, malgrado gli arresti di quest’ultimo periodo, sicuramente rappresenta il futuro soprattutto per quelle regioni che, partendo da zero, possono immediatamente raggiungere la qualità. Per uno sviluppo reale è fondamentale tracciare un percorso comune tra impresa e università affinché si giochi tutto sulla ricerca, sull’innovazione e sulla formazione: i giovani devono acquisire una cultura di imprenditorialità (gestione e creazione di nuova impresa) con tutto quello che essa implica. E’ sintomatico che in Italia, a differenza di quanto accade negli altri paesi, solo il 2% delle aziende investe sulla ricerca: è una tendenza che va invertita, facendo leva proprio su coloro che saranno gli uomini economici di domani”.

 

“Guardare al passato e osservare il presente ci aiuta ad affrontare il futuro nel migliore dei modi” dice il Presidente di Assindustria di Chieti, Cav. Icilio Sideri. Chieti ha raggiunto livelli di industrializzazione ed economici ragguardevoli, con una presenza massiccia di imprese ed un tasso di disoccupazione al di sotto della media nazionale e regionale. Quello che frena l’economia, la fiducia e, quindi, lo sviluppo delle imprese, sono le banche locali che agiscono ancora secondo parametri e logiche localistiche, risultando così di scarso ausilio ad una crescita basata sulle idee e sui progetti. Oggi lo sviluppo della Provincia di Chieti va partecipato, progettato, condiviso e concertato sul territorio così come si è fatto per raggiungere risultati come quelli del Patto Sangro Aventino, Trigno/Sinello e Chieti/Ortonese.

 

“La provincia di Pescara, di dimensione limitata e più giovane di altre, s’inserisce nel quadro attuale con la consapevolezza di poter giocare un ruolo utile allo sviluppo sociale ed economico dell’intero Abruzzo”, afferma il Presidente dell’Unindustria di Pescara, Giambattista Blasetti. E’ nell’indario, l’intreccio tra Industria e Terziario Avanzato, che vanno ricercate le caratteristiche di novità e di capacità propulsiva del sistema economico pescarese. Un intreccio che, facendo leva su una struttura dimensionale delle imprese, permette all’economia pescarese di trovare in sé ragioni e cause di un continuo rinnovamento e di disporre di un potente motore di crescita e d’innovazione. Molteplici sono gli elementi di attrattiva del territorio di Pescara: l’infrastrutturazione, la presenza di poli specializzati, la qualità delle relazioni industriali, il crescente sviluppo delle tecnologie di informazione e le potenzialità di sviluppo del sapere locale, determinato dalla presenza dell’Università e di un sistema d’istruzione secondaria assai qualificato.

 

Anche la provincia di Teramo, è un territorio in forte espansione e crescita, “è una realtà che ha subìto una profonda trasformazione: da economia agricola-pastorale ad economia industriale e terziario”, afferma nella sua relazione il Cav. Alfiero Barnabei, Presidente Unione Industriali. Dal punto di vista industriale, la provincia di Teramo si distingue per due ordini di fattori: uno perché l’imprenditoria è di carattere endogeno; due perché le realtà produttive sono di piccole e medie imprese. Gli imprenditori teramani, però, lamentano l’assenza di un’integrazione tra il mondo del lavoro ed il mondo della scuola, una scarsa efficienza del sistema bancario in generale, l’elevato costo del denaro nella provincia.

 

L’Ing. Armido Frezza, Presidente di ANCE Abruzzo, cita numeri e dati per dimostrare che la Regione, come attestano le valutazione dell’Istituto Tagliacarne, ha un valore di dotazione infrastrutturale pari ancora al 70 % della media nazionale, un dato addirittura inferiore alla media delle regioni del Mezzogiorno! L’Abruzzo ha una discreta dotazione per quanto riguarda gli acquedotti, i metanodotti e le strade ma è decisamente carente in infrastrutture quali porti, aeroporti e soprattutto per infrastrutture turistiche, specialmente nelle zone interne, qualità urbana e servizi alle imprese”, e senza infrastrutture non si può essere competitivi all’interno dei nuovi scenari di mercato. Per accrescere la competitività dell’Abruzzo e la capacità di attrarre investimenti, secondo Frezza occorre

operare su due fronti: quello delle infrastrutture, materiali ed immateriali, e quello normativo e procedurale. C’è urgenza di intervenire, ma con la carenza di mezzi finanziari pubblici, occorrerà fare sempre più ricorso al capitale privato.

 

Giorgio Rainaldi, Presidente del Comitato Regionale Piccola Industria, si sofferma su una breve cronistoria della nascita dell’imprenditoria nel comprensorio aquilano: negli anni ’70 approdò a L’Aquila la grande impresa e nacquero i nuclei industriali di Bazzano, Pile, Avezzano e Sulmona; negli anni ’80 iniziò la riconversione della grande azienda che portò sì alla perdita di posti di lavoro, ma che vide contemporaneamente la nascita della piccola impresa. Gli anni ’90, invece, sono stati caratterizzati da grandi incertezze… dentro gli incentivi, fuori dagli incentivi… e dall’eccessiva burocrazia, ma con due certezze sole “pagare le tasse più alte d’Europa ed essere sempre e comunque responsabili in caso d’infortunio sul luogo di lavoro”. L’Aquila ha vissuto questi passaggi ma quello che rattrista è che, alla fine del percorso, non ha trovato niente se non delusioni: basti dire che oggi l’unica provincia, in tutta la regione, che non ha incentivazioni è quella del capoluogo. Mi chiedo: in base a che sono state fatte le zonizzazioni che ci hanno tagliato fuori?

 

Tematiche centrali dell’intervento di Valentina Bianchi, Presidente del Comitato Regionale Giovani Imprenditori di Confindustria, sono state il mutamento all’interno dell’impresa e la formazione. Il cambiamento nell’impresa, esordisce, è dovuto allo spostamento dal settore manifatturiero a quello dei servizi che ha determinato la modifica dell’organizzazione dei cicli produttivi e che ha posto il consumatore al centro del sistema, rendendolo un soggetto attivo. E per rispondere a queste nuove esigenze è necessaria sia una crescita della conoscenza e dell’informazione, sia l’utilizzo di nuove tecnologie. Infatti la strategia di Confindustria si muove attraverso due parole cardini: conoscenza e cambiamento. Per quel che concerne la formazione, è invece necessario creare un sistema integrato tra la scuola e l’impresa, che permetta l’incontro tra il giovane ed il mondo del lavoro all’interno del percorso formativo, in modo da poter acquisire conoscenze e padronanza di se’ e delle proprie scelte.

 

Anche l’Assessore Regionale alle Attività Produttive, Vito Dominici, è concorde sulla necessità di un incontro fruttuoso tra scuola e mondo del lavoro, ma ritiene che l’Abruzzo per svilupparsi debba essere più competitivo, e lo debba fare seguendo le linee dell’innovazione e della ricerca ed utilizzando il trasferimento tecnologico, la divulgazione delle buone pratiche, nonché la messa in comune delle esperienze positive.

 

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