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I Poli di Innovazione in Abruzzo. 10 milioni di euro disponibili per la progettualità e la programmazione comune tra Imprenditori e Regione

Francesco de Bartolomeis

Confindustria L’Aquila

 

Ci siamo. I poli di innovazione in Abruzzo si avviano a diventare realtà: un progetto di sistema che potrebbe portare sul territorio 10 milioni di euro. Non sono briciole, tutt’altro, soprattutto a fronte di un tasso di disoccupazione fermo all’8,1% e ad un crollo del Pil di ben 6 punti.

Dopo anni di Cassa del Mezzogiorno, di Obiettivo 1 e quant’altro, forse siamo abbastanza cresciuti per attingere a questa grande opportunità dei finanziamenti europei: niente più soldi a pioggia, ma progetti di sviluppo sistemici pensati per cercare un dove nel quale le imprese esistenti e gli spin off, l’innovazione e i talenti, le eccellenze e i centri di ricerca possono incontrarsi per creare impresa autoctona. E certo non partiamo dal nulla, visto che in questo ultimo scorcio di anni si sono consolidate sia la cultura manageriale, che la ricerca e la produzione di qualità. Ne sono un esempio
Micron, Telespazio, Thales e Thales Alenia Space di Fimeccanica, Hi-Tech Elettronica e molte altre ancora eredi sì di un’esperienza fallimentare, quella dell’industria di Stato, ma proprio per questo testimonianza del fatto che sul territorio c’è stato un trasferimento di conoscenza capace di autorigenerarsi ed esprimere quindi imprenditorialità endogena. Per guardare oltre, invece, basta sbirciare i fatturati di aziende come Sevel, Proger o Fater, cui seguono altre decine di eccellenze poco conosciute in casa, ma punte di eccellenza nel mercato internazionale.

Ora, Industriali e Regione finalmente sono insieme per fare innovazione avvalendosi dei fondi europei e allo studio ci sono almeno 6 Poli Avanzati: edilizia  antisismica –  perché anche la tragedia dell’Aquila, il cantiere più grande d’Europa,  possa essere un’opportunità di sviluppo da mettere a frutto attraverso l’edilizia innovativa, alta tecnologia, energia, tessile, consulenza e agroalimentare. Insomma, investimenti  con una progettualità comune tra pubblico e privato per la rivalutazione dei marchi e delle vocazioni territoriali.

Per il 2015 dovremmo arrivare a reti di impresa e filiere che siano espressione delle competenze e delle aree di eccellenza di un Abruzzo che non pensa più nei confini delle singole province, ma su aree trasversali identificate da aggregazioni di imprese che usufruiscono dei servizi e delle infrastrutture forniti e messi a disposizione dal Polo che esse stesse costituiscono. Si tratta, evidentemente, di una valorizzazione e messa a sistema del patrimonio di know how rappresentato dal radicamento sul territorio di importanti player della ricerca pubblica e privata. I raggruppamenti di imprese – start up innovatrici, piccole, medie e grandi imprese, organismi di ricerca – attivi in un particolare settore (filiera) o regione sono destinati a stimolare l’attività innovativa, ad incoraggiare l’interazione intensiva, l’uso in comune di istallazioni e lo scambio di conoscenze ed esperienze, contribuendo in maniera effettiva al trasferimento di tecnologie, alla messa in rete e alla diffusione delle informazioni tra le imprese che costituiscono il Polo.

Nella sezione DOCUMENTI dell’AREA PRIVATA del nostro sito www.confindustria.aq.it è possibile consultare una articolata nota sull’intero ASSE I.1.2 del POR Abruzzo 2007-2013.

Sommario

“Poli di Innovazione: strutture permanenti, settoriali e localizzate, i cui
attori pubblici e privati si aggregano all’interno di filiere specifiche a
significativa vocazione territoriale”.

Sommario

“Reti d’Imprese: aggregazioni di imprese che insieme portano avanti progetti
comuni, limitati nel tempo (di ricerca, di internazionalizzazione ecc ecc),
attraverso contribuzioni pubbliche di natura sia agevolativa che di credito
fiscale, spesso hanno una significativa contiguità territoriale”

sommario

“I Cluster sono sistemi “virtuali”  multi-filiera, non settoriali, con una
ampissima rappresentatività di attori locali ed esterni, purché funzionali
allo scopo, con una governance mista pubblico-privata e con un obiettivo
strategico comune”

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