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Speciale White Information, Luca Verdecchia: i giovani al primo posto? Si ma intanto il Paese li mette all’ultimo banco

Speciale “White Information” 2012, Luca Verdecchia: Presidente Giovani Confindustria Teramo
Per il secondo anno consecutivo facciamo accendere i riflettori sul tema dei giovani e della cultura d’impresa: i giovani devono essere la chiave di volta per rispondere alla crisi, senza l’apporto e il sostegno delle nuove generazioni è impensabile puntare ad un superamento di questa fase congiunturale. Eppure, i dati sembrano dire il contrario: la disoccupazione giovanile ha raggiunto il record del 30%, cui si aggiunge la crescita del numero di giovani che non lavorano e non studiano fra gli under 30 e che costano al nostro Paese quasi 27 miliardi l’anno, 1,7% del PIL.
La crisi non devo però abbatterci. Deve essere vissuta come una sfida e come l’opportunità di ripartire proprio dai giovani, dalle loro idee e dalle loro potenzialità. Questo è il nostro spirito, questo è lo spirito di White Information.
Ecco perché quest’anno, dopo aver affrontato il tema del passaggio generazionale parleremo di start up e di imprese giovanili, o meglio dei giovani e della sfida del fare impresa oggi. Perché è di una vera e propria sfida che si tratta.
Nella nostra regione l’età media degli imprenditori è ancora troppo alta: circa il 50% dei capitani d’azienda ha più di 50 anni ed è impegnato, con i propri figli, nella delicata dinamica del passaggio di testimone nella guida dell’impresa. Ma ci sono anche tanti altri giovani che decidono di partire da zero e impegnarsi per dare vita ad una propria azienda.
In Abruzzo le imprese guidate da under 35 sono state circa 18mila nel 2011, quasi 80mila in tutto il centro-sud: è questa infatti l’area che si è dimostrata più vivace nella nascita di nuove imprese giovani.
Ma i giovani che tentano la sfida e decidono di dare vita alla propria impresa rimangono ancora troppo pochi. Troppo tradizionali si rivelano ancora i settori nei quali i giovani decidono di investire. Tra le nuove imprese under 35 sono ancora commercio e costruzioni a dominare mentre nel resto d’Europa circa il 60% delle start up si concentra sul web e sulle nuove tecnologie.
In ogni caso i dati ci aiutano a capire come, accanto ai giovani disoccupati o che stentano a trovare una propria strada , ci sia una nuova generazione emergente che chiede spazio per poter scommettere sulle proprie idee e contribuire quindi al rilancio del sistema economico. E’ a loro che vogliamo dare voce, attenzione e far arrivare il nostro sostegno dal palco di White Information.
E’ chiaro che non bisogna pensare che aprire un’impresa sia cosa da tutti i giorni. Anche per i giovani laureati e specializzati è necessario confrontarsi e toccare con mano le dinamiche produttive e organizzative prima di fare il grande passo e lanciarsi nella sfida manageriale e imprenditoriale.
Il criterio del merito e della competenza si rivelano ancora una volta fondamentali in questo passaggio. Le sfide che si aprono di fronte ai giovani che decidono di mettere su un’impresa sono molto più grandi rispetto a quelle di un tempo. Il mercato con il quale ci si confronta è quello globale e anche le competenze devono allargare i propri orizzonti insieme alle prospettive di sviluppo.
L’innovazione è fondamentale e nessuna nuova impresa può farne a meno. Ma ha bisogno anche di terreno fertile sul quale crescere. Guardate, non si tratta di una semplice considerazione di circostanza. Non lasciamo che le nostre migliori risorse siano costrette ad andare all’estero per poter realizzarsi.
Gli esempi di giovani che partono sono tantissimi, in molti caso si tratta proprio di manager che lasciano l’Italia per andare a fare la fortuna di qualche azienda al di là del confine. Aziende che domani, magari, ci ritroveremo anche come concorrenti.
Per questo è necessario che in Abruzzo, come in tutto il centro sud, si lavori per preparate terreno fertile in grado di far germogliare nuove imprese giovani. Le imprese giovanili devono essere il volano dell’economia e, offrendo nuovi posti di lavoro, possono dare un aiuto importante per far rialzare l’occupazione.
Gli ostacoli che si incontrano sono ancora troppi.
In primo luogo c’è il tema dell’accesso al credito che rappresenta un problema per molte imprese e ancor di più per i giovani. D’altro canto sono loro i primi a dover capire quali sono le strade e le modalità più corrette per trovare finanziamenti e quindi benzina per le proprie idee.
Molte opportunità arrivano anche dalle istituzioni, con progetti e bandi per lo sviluppo e la nascita di imprese sia a livello regionale che comunitario. Sono occasioni preziose che vanno colte al volo: i giovani non devono scoraggiarsi di fronte agli ostacoli burocratici e le istituzioni devono fare del loro meglio per far sì che le risorse vengano sfruttate a dovere.
Solo con la più ampia collaborazione di tutti vedremo fiorire le idee dei giovani.
Come avrete modo di capire nel corso della giornata, sono tante le voci che abbiamo voluto sul palco di White Information per offrire riflessioni, spunti e anche consigli concreti per i giovani che si lanciano nella sfida imprenditoriale. White Information non vuole però fermarsi qui. Oltre a discutere e a mettere sotto i riflettori queste tematiche, vogliamo dare il buon esempio ed essere i primi a rimboccarsi le maniche.
Non vogliamo stare a guardare e attendere che le cose accadano. White Information ne è la dimostrazione. Per questo faremo del nostro meglio affinchè le idee lanciate da questo palco possano diventare realtà.
White Information vuole trasformarsi sempre più un laboratorio di idee e progetti a disposizione di tutti i giovani che, come noi, hanno voglia di fare.
Diamo ai giovani la possibilità di crescere e innovare e avremo dato a tutto il sistema economico l’occasione di rilanciarsi e reagire.
Grazie.

Le foto dell’edizione 2012 di White Information

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